giovedì 7 ottobre 2010

Reintegrato delegato Rls licenziato a Bergamo

I delegati della sicurezza devono essere tutelati nel loro operato. Non si può sempre ricorrere al giudice per affermare questo diritto attaccato da padroni o capetti.
L'ennesimo caso di repressione padronale riguarda un delegato fiom di un'azienda di Bergamo, la Bodengo, condannata per attività sindacale dal giudice del lavoro.
Prima la contestazione disciplinare e poi il licenziamento perchè questo delegato aveva chiesto al capireparto, al direttore e al padrone le ragioni per cui avevano mandato al lavoro di carico e scarico merci un operaio cardiopatico di 58 anni, addetto all'imballaggio e spostato al magazzino di carico l'8 di luglio, il giorno in cui è morto sul lavoro proprio per i ritmi e i carichi eccessivi. Lo hanno mandato a morire e hanno licenziato il delegato accusandolo di comportamento violento, di allarmismo in azienda!
L'Rls è di Bergamo stato reintegrato al lavoro dalla sentenza di un giudice ma la battaglia a difesa della vita degli operai e dell'operato degli Rls non si può vincere nei Tribunali, come è dimostrato da tutti i processi per le morti sul lavoro.
E' necessaria una campagna per aumentare il numero degli Rls nelle aziende, per l'elezione diretta dei lavoratori, indipendente dalla nomina all'interno delle Rsu da parte delle segreterie sindacali, e per aumentare i poteri agli rls che devono essere tutelati dalla repressione dei padroni

mercoledì 6 ottobre 2010

Marlane di Praia a mare: vertenza sindacale e processo. Assemblea a Paola lunedì 11 ottobre

Comunicato stampa

AGGIORNATA AL 12 OTTOBRE (TRIBUNALE DI PAOLA - SEZIONE PENALE) L'UDIENZA PRELIMINARE CHE DOVRA' DECIDERE SULLA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DEI RESPONSABILI DELLA E SULLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DELLO SLAI COBAS PRESENTATA STAMANE


SONO 14 I RESPONSABILI AZIENDALI INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO E DISASTRO AMBIENTALE TRA CUI FIGURA IL 'RE DELL'INDUSTRIA TESSILE', CONTE PIETRO MARZOTTO, GIA' CAVALIERE DEL LAVORO (SIC) NONCHE' EX VICEPRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA


LUNEDI' 11 OTTOBRE PROSSIMI ALLA VIGILIA DELL'UDIENZA LO SLAI COBAS HA ANNUNCIATO L'INDIZIONE DI UNA PUBBLICA ASSEMBLEA A PAOLA


Nell'udienza di stamattina lo Slai cobas (presenti il coordinatore nazionale Corrado Delledonne e Mara Malavenda del coordinamento nazionale) assistito dagli avv.ti Bartolo Senatore, Rosario Santella e Claudio La Rosa, ha presentato la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento penale n. 592/99 RGNR a carico dell'industria tessile di Praia a Mare.


Se l'azienda ha potuto violare reiteratamente, sistematicamente e per decenni ogni norma e legge a tutela della salute e della vita dei lavoratori nonché dell'ambiente, ciò e potuto avvenire solo in conseguenza di una strutturale e fattiva complicità trasversale dell'intero quadro politico-istituzionale e sindacale che (nonostante qualche centinaio di operai morti per cancro) in questi anni ha addirittura 'remato contro' le lotte dei lavoratori cui lo Slai cobas ha saputo dare forza voce e rappresentanza sindacale necessarie all'avvio del processo.


Anche di questo si parlerà nella pubblica assemblea indetta a Paola il prossimo lunedì 11 ottobre per fare il punto sulla vertenza sindacale e giudiziale, dove tra l'altro interverranno gli avvocati dell'ufficio legale del sindacato di base.



SLAI COBAS COORDINAMENTO NAZIONALE

PROCESSO ETERNIT: UDIENZA DEL 4 OTTOBRE



L'udienza odierna inizia alle ore 9:25 con la lettura, da parte del presidente della Corte - Renato Casalbore, dell'ordinanza con cui accoglie l'eccezione di nullità presentata la seduta scorsa dal legale del responsabile civile Edex Group - uno dei due, l'altro è Eternit Schweiz - per il mancato rispetto dei tempi di consegna delle citazioni.
Successivamente viene ascoltata la consulenza del dottore commercialista romano dottor Bitti, consulente per la difesa di Stephan Schmidheiny.
Lo schifoso servo del padrone, nell'iniziare la sua ricostruzione della vita di Eternit Italia S.p.A., è costretto - da una domanda diretta del giudice - ad ammettere che le percentuali di partecipazione azionaria degli svizzeri e dei belgi nell'azienda, snocciolati dal dottor Rivella nella scorsa seduta, sono coincidenti con i suoi; questo la dice lunga sull'effettivo valore del suo intervento nel procedimento, visto che da solo risponde al quesito principale, ossia se fosse lo Schmidheiny il vero padrone della società.
D'altronde, che questo ignobile personaggio si trovi in difficoltà nel sostenere il ruolo senza sentirsi un omuncolo senza coscienza, si evince dal fatto che per buona parte della sua esposizione di circa due ore egli parli quasi sotto voce, a tratti quasi bofonchiando parole poco comprensibili da chi non riesce - dalla posizione in cui si trova - a leggere le diapositive che vengono proiettate a sostegno dello sproloquio.
In sostanza, tutto il lavoro del consulente è volto a dimostrare che Schmidheiny ha perduto una considerevole quantità di denaro continuando a finanziare le operazioni di ricapitalizzazione societaria, ma questo - come ha giustamente puntualizzato il Rivella la volta scorsa - era controbilanciato dal fatto che questa operazione gli permetteva di avere per le mani una azienda il cui valore aumentava continuamente.
Se si mettono a confronto le consulenze della Procura con quella odierna, si può notare una differenza abissale nella convinzione, da parte di chi le espone, nella credibilità delle tesi esposte: i consulenti del pm, con voce stentorea e fare estremamente sicuro, hanno sciorinato dati inoppugnabili; quello odierno - che si nasconde dietro il fatto che è la prima volta che fa una consulenza da portare in un Tribunale - bofonchia, appare insicuro e nervoso.
Insomma: la sola utilità che si può rintracciare nella sua comparsata è solo per la difesa, perché le permette di far perdere tempo alla Corte.
Nella prossima udienza, lunedì 11 ottobre, si recupererà la perizia che non abbiamo potuto ascoltare oggi - che dovrebbe durare, a detta dell'avvocato Di Amato, circa venti minuti - ed, a seguire, sfileranno altri consulenti tecnici del pm.

Torino, 04 ottobre 2010



Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

ThyssenKrupp: appello famigliari e cronaca udienza 5/10

LETTERA APERTA DEI FAMILIARI DELLE 7 VITTIME THYSSENKRUPP

Siamo i familiari dei sette ragazzi della ThyssenKrupp di Torino che sono stati bruciati vivi il 6 dicembre di tre anni fa.

Le nostre vite si sono fermate quel giorno, come le loro.

Da allora a oggi, per più di 100 udienze, si è svolto il processo nei confronti dei responsabili di quelli morti. I cittadini e i lavoratori di tutta Italia, e di Torino in particolare, sono stati con noi.

Adesso, il processo si chiude e i giudici dovranno prendere la loro decisione.

E' di nuovo ora!

Ora come all'inizio è importante che i cittadini e i lavoratori siano di nuovo presenti con noi, in aula e davanti al Tribunale.

E' importante che i giudici non siano lasciati soli nel momento in cui dovranno decidere.

I GIORNI 5, 8 E 13 OTTOBRE RIEMPITE DINUOVO CON NOI LA MAXI AULA 1 DEL TRIBUNALE DI TORINO

I conti non sono chiusi: spetta ai giudici stabilire che genere di pena meriti il comportamento degli imputati.

La sentenza dovrà riconoscere il valore della vita dei nostri ragazzi.

Torino, 2 ottobre 2010

FIRMATO: I FAMILIARI DELLE 7 VITTIME

Recapiti telefonici dei familiari delle vittime ThyssenKrupp:

340/09.03.117
349/82.03.456
340/48.22.658
347/69.11.328





PROCESSO THYSSENKRUPP: UDIENZA DEL 5 OTTOBRE

La giornata a Palazzo di Giustizia comincia con il consueto presidio della Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l'occasione affiancata dall'associazione Legami d'acciaio che distribuisce un volantino nel quale si chiede verità e giustizia a quasi tre anni dall'eccidio dei sette operai della linea cinque dello stabilimento di corso Regina Margherita 400.
Nei giorni scorsi, gli aderenti all'associazione avevano lanciato un appello alla cittadinanza affinché fosse presente in massa a quelle che saranno le ultime udienze del processo, che ormai sta giungendo all'epilogo: a giudicare dall'insolito affollamento della zona riservata al pubblico - solitamente desolatamente vuota - si direbbe che sia stato recepito.
La seduta si apre alle ore 9:30 e la presidente, Maria Iannibelli, dà la parola al pm Raffaele Guariniello che inizia, con l'aiuto delle sostitute Laura Longo e Francesca Traverso, la requisitoria di quello che è il primo processo, che riguarda le morti sul lavoro, che si svolge davanti alla Corte d'Assise: questo avviene perché uno degli imputati, l'ad Harald Hespenhan, è accusato non già di omicidio colposo, ma di 'omicidio volontario con dolo eventuale', per aver rinviato 'con colpa cosciente' un investimento per la sicurezza della linea cinque a dopo che questa fosse stata spostata a Terni; ciò nonostante conoscesse bene l'alta probabilità di un incidente mortale a causa delle lacune, in tema di sicurezza degli impianti e di professionalità, dovute alla chiusura dello stabilimento - comunicata nel 2007, decisa nel 2005, e prevista per il giugno 2008.
La parte odierna dell'esposizione, effettuata con l'aiuto di alcune diapositive e l'ausilio della trascrizione di alcune testimonianze, si articola nei seguenti temi di prova: programmazione della decisione di chiudere lo stabilimento di Torino; descrizione particolareggiata delle crescenti condizioni di abbandono dello stesso - cosa che è la parte più rilevante, perché rappresenta il presupposto in base al quale si è arrivati alla contestazione del dolo nel capo di imputazione; conseguenze della decisione di chiusura con riferimento al fatto che i vertici conoscessero benissimo i rischi derivanti dalla mancanza, nell'ultimo periodo, di molte professionalità, cosa che ha portato alla carenza di manutenzione degli impianti ed alla conseguente problematicità della sicurezza, e se ne fregassero bellamente.
Nella prossima udienza, in programma venerdì 8 ottobre, è prevista la continuazione della requisitoria del pm.

Torino, 05 ottobre 2010


Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

lunedì 4 ottobre 2010

Viareggio: solidarietà ai pompieri

Sono stati proprio loro, i Vigili del fuoco, che fin dai primi minuti, dopo l'esplosione che ha provocato la strage del 29 giugno 2009, hanno preso in mano la situazione .Per protesta hanno disertato la cerimonia di consegna della Medaglia d'oro al valor civile riconosciuta per l'attività svolta sulla strage di Viareggio; cerimonia che si è tenuta a Roma il 1° ottobre alla presenza del presidente della Repubblica. Per allestire la cerimonia, cioè per adattare il luogo all'evento, risulta siano stati sperperati un milione e 200.000 ?!!!
Questo mentre i VV.F. rivendicano il mancato rinnovo del contratto di lavoro, la grave carenza di personale, in particolare qualificato, il grave disagio in cui versano per mancanza di attrezzature e strutture e, dulcis in fundo, il pagamento delle ore di lavoro straordinario prestato in occasionedel loro intervento il 29 giugno dello scorso anno.
Oltre ad esprimere la nostra solidarietà ed il sostegno pieno alle giuste rivendicazioni, avremmo piacere di averli con noi al Convegno "Giustizia e Sicurezza" sulla strage di Viareggio che si terrà il pomeriggio di sabato 23 e la mattina di domenica 24 ottobre presso la sala della Croce verde.
Cordiali saluti,Associazione "Il mondo che vorrei"Assemblea 29 giugno
p. informazioni e contatti: assemblea29giugno@gmail.com
Viareggio, 3 ottobre 2010

Novara, una sentenza indegna

Il 26 ottobre 2007, all'interno del Centro intermodale merci di Novara, moriva - travolto da un locomotore - l'operaio 21enne Thomas Demarziani.Ieri il Tribunale ha emesso la vergognosa sentenza di primo grado per 'omicidio colposo', che vede tre assoluzioni e sette 'condanne' a pene che definire ridicole è un pallido eufemismo.Eccole nel dettaglio: un anno e quattro mesi a Sergio Bisagni e Alvaro Spizzica, dirigenti della società Eurogetaway; un anno a Biagio Grieco, presidente della NovarCops, ed a Ezio Cavallino, dirigente della stessa azienda; otto mesi a Renzo Gavinelli e Antonino Spezzano, capozona e manovratore; stessa pena a Roberto Macagno, dirigente di area.Per l'ennesima volta ci si trova di fronte ad una sentenza formale di condanna per i dirigenti delle società coinvolte in un omicidio sul posto di lavoro, ma la stessa è di così lieve entità da consentire loro di continuare impunemente a fare come meglio credono.Serve continuare la lotta perché vengano notevolmente inasprite le pene per chi, della sicurezza dei lavoratori, se ne frega perché sa di non rischiare nulla.I padroni assassini devono sapere che rischiano seriamente la meritata galera.
Novara, 03 ottobre 2010

Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

II ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI COMUNICATO FINALE

nel comunicato finale di questa assemblea tenutasi a Torino
II ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI COMUNICATO FINALE
è contenuto il seguente impegno
*di essere presenti il 5, 8 e 13 ottobre alle 3 udienze decisive del processo per la strage dei 7 operai della Thyssenkrupp, in solidarietà con i familiari e a sostegno della lotta ancora in corso dei loro compagni;
la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro considera molto positivo questo e invita a costruire insieme alla Rete sicurezza sede di Torino la mobilitazione per la seduta conclusiva del processo, per la quale la Rete organizza una mobilitazione in ogni città e posto di lavoro in cui è presente e una delegazione a Torino
Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro bastamortesullavoro@gmail.com mailinglist bastamortesullavoro@domeus.it
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