lunedì 25 febbraio 2013

I morti sul lavoro per la politica non esistono


Sono già 50 dall’inizio dell’anno i morti sui *luoghi di lavoro* in Italia,
e questo nonostante la crisi. La “civile” Lombardia da solo raggiunge il
25% di tutti morti sul lavoro. E questo nonostante una crisi devastante che
colpisce il Paese. Ho mandato mail a tutti i partiti ma nessuno ha parlato
in questa campagna elettorale su cosa intende fare per queste tragedie che
colpiscono ogni anno più di 1000 famiglie. Tutti strumentalizzano i
lavoratori ma alla fine nessuno ha fatto, o propone di fare cose concrete
per arginare questo fenomeno che ci vede tutti gli anni primi in Europa in
questo triste primato. Per queste vittime non vale neppure “fingere”
d'interessarsi e di  sprecare parole con un finto interessamento. Del resto
in parlamento non ci sono lavoratori che sono solo utilizzati come “utili
idioti” da ricordare solo al momento del voto, in questa legislatura che
sta per finire solo 4 venivano dal lavoro dipendente, nel prossimo
probabilmente ancora meno.  

Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.com

Cementir di Arquata Scrivia - diossina

Cementir, preoccupano le elevate emissioni di diossina

ARQUATA SCRIVIA - Sono nella norma ma preoccupano le elevate emissioni di
diossina riscontrate dalle analisi dell’Arpa dal camino e nei materiali
della Cementir di Arquata. Una situazione che si somma ai già pesanti disagi
provocati da polveri, rumori e odori emessi dal cementificio. Il dato è
emerso nella seduta di ieri della conferenza dei servizi sul rinnovo dell’autorizzazione
integrata ambientale (Aia).
Verso la fine del 2012 i livelli della pericolosa sostanza sono stati
trovati, seppure nei limiti di legge, in quantità definite preoccupanti
dal comitato dei residenti intorno allo stabilimento. “Da quello che è
emerso ieri ad Alessandria – dicono i cittadini – la
Cementir è in regola con la presenza della diossina, rilevata al camino e
nelle scaglie di laminazione utilizzate per produrre il cemento. È
stato detto che, essendo lo stabilimento un sito di recupero materiali, i
livelli di diossina consentiti dalla normativa sono di molto maggiori
rispetto a un cementificio che funzioni con il coincenerimento, cioè che
brucia i rifiuti o altri materiali considerati tali.
Noi siamo però davvero preoccupati. La situazione, se sommata oltretutto ai
disagi alla vivibilità causati dalle emissioni già oggetto di
procedimenti penali, ci inquieta non poco, sia perché le case e il paese
sono vicini alla fabbrica sia perché la diossina può finire nell’erba e
nel grano, entrare nella catena alimentare e provocare gravi malattie.
Questa sostanza non ci deve essere, punto e basta”. Il comitato ritiene di
non essere tutelato, in questo caso, dalla legge.
Anche gli altri enti rappresentanti in conferenza dei servizi hanno, in
sostanza, chiesto alla Cementir di limitare il più possibile l’emissione
della diossina. Soprattutto l’Asl ha chiesto garanzie su questa nuova
situazione nonché rispetto all’utilizzo del matrix nella produzione del
cemento, processo che dovrà essere sottoposto a una valutazione di
incidenza sulla salute, per il quale occorrerà un periodo non breve. La
Cementir, pur non rilasciando dichiarazioni sulla seduta della
conferenza dei servizi, evidenzia come le emissioni contestate
rispettino la legge.

Elezioni e boicottaggio - il caso Taranto


ringraziamo Gianmario Leone per le osservazioni, con qualche piccolo chiarimento l'impianto sociologico che critichiamo non è rivolto all'articolo sull'ilva di G.leone, come al solito invece puntuale e informato, quanto alla pagina del giornale 'il manifesto'di ieri e all'articolo principale su 'l'astensionismo puro e duro' in essa contenuto quello che volevamo sottolineare è che l'astensionismo a taranto è precedente alla vicenda ilva e ha un suo nucleo strutturato e programmato che punto a modificare non con mezzi elettorali lo stato di cose esistente
infine su Riondino è chiaro a tutti che si tratta di una provocazione 'lo  0%' di votanti' ed è invece è la richiesta a chi scende in piazza e si oppone a quello che a taranto succede di essere coerenti in occasione delle elezioni,- non è giusto poi come dire sminuire il suo messaggio con il discorso " Ma ha i soldi e può permettersi di dire quello che vuole. E vive lontano da qui" Michele è di qui e ci tiene a Taranto, e poi questi argomenti non sono stati usati quando li ha affermati spendendosi in piazza a Tamburi e in tante
occasioni... ricambiamo gli abbracci e il buon lavoro
----- Original Message -----
From: "g.leone" <g.leone@tarantooggi.it
To: <slaicobasta@gmail.com
Sent: Sunday, February 24, 2013 6:03 PM
Subject: Re: Fw: elezioni e boicottaggio - il caso taranto


In poche righe non era possibile fare un'analisi politica di ampio respiro.
La mia non era e non voleva essere un'analisi sociologica. Ma raccontare i fatti e dire che l'astensionismo é colpa dei politici e dei sindacati per come non hanno lavorato per decenni. A questo si aggiunge la vicenda Ilva.
Sapete come la penso e lavoro da anni. Anch'io, sul gionale e in pubblico ho sostenuto che Taranto non sarebbe dovuta andare a votare facendo registrare un'affluenza dello 0%. Ma questa resta pura utopia se continuiamo ad andare ognuno per la propria strada.

ps: Riondino é un ottimo attore e un bravo ragazzo. Ma ha i soldi e può permettersi di dire quello che vuole. E vive lontano da qui.

Un abbraccio e buon lavoro
Gianmario Leone

Da: "cobasta" slaicobasta@gmail.com
A: Undisclosed-Recipient:,
Cc:
Data: Sun, 24 Feb 2013 12:25:24 +0100
Oggetto: Fw: elezioni e boicottaggio - il caso taranto


 dal blog
 http://tarantocontro.blogspot.it


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 Su Il Manifesto di oggi, in una pagina dedicata ai "duri e puri  dell'astensione", una pagina che si butta più sulla sociologia che sulla politica, vi è una foto degli operai Ilva di Taranto e un articolo di Gianmario Leone sul fenomeno dell'astensionismo a Taranto.

Scrive Leone: "E' molto probabile che i tarantini che si recheranno ai seggi per votare saranno pochi, se non pochissimi. Anzi, a guardare i dati delle amministrative 2012 c'è il rischio concreto di registrare un record
storico dell'astensionismo. Lo scorso maggio al 1° turno votò poco più del 60%... e al ballottaggio, vinto dal rieletto Stefano appoggiato da tutto il centrosinistra (e non solo, diciamo noi), votò invece soltanto il 43%; su
 174mila aventi diritto, se ne presentarono 74.997, in 100mila preferirono "andare al mare" (espressione volgare e insultante, stia tranquillo Leone al mare non ci andarono più di quanto ci andassero gli altri giorni)".

 Dopo di che l'articolo si dilunga sull'Ilva, riprendendo l'attuale vicenda e la lunga tematica che l'attraversa, sulle responsabilità dei partiti politici e delle istituzioni nella vicenda tragica dell'inquinamento e sull'attuale allineamento a Riva e al governo - vedi decreto Aia - dei partiti, cercando di stabilirvi una sorta di causa/effetto.

 Qui Leone si sbaglia. Il primato e la crescita dell'astensionismo si sviluppa a Taranto molto prima, ed è un'astensionismo operaio e popolare che nasce sui problemi del lavoro innanzittutto, della povertà, dei diritti
 negati in fabbrica e in città, nella discarica del dissesto finanziario sulla povera gente, e naturalmente della sicurezza e salute in fabbrica e sul territorio. Ma esso trova il suo radicamento anche nel fatto che una forza politica e sindacale precisea, lo slai cobas per il sindacato di classe e Proletari comunisti, conducono in forma organizzata e sistematica la linea e la pratica del non voto e del boicottaggio elettorale, organizzando negli anni iniziative e forme di lotta quali riconsegna collettiva di certificati elettorali, proteste e forme di rivolta nei giorni di campagna elettorale - vedi in particolare negli anni scorsi quelle delle lavoratrici e lavoratori delle ditte di pulizia delle scuole, degli appalti comunali e più recentemente quella dei disoccupati organizzati - che unitamente alla campagna esplicita con volantini all'Ilva e appalto di Taranto, hanno fatto del non voto e perfino della minaccia credibile di blocco delle scuole dove stavano i seggi elettorali, una costante arma di
 lotta.

 A questo, oggi certamente si è aggiunta la vicenda Ilva, ma non nel senso che ne parla Leone. Perchè qui i sostenitori più spinti della chiusura dell'Ilva si sono sempre presentati alle elezioni e anche in queste elezioni esponenti di essi votano e sono candidati. Perfino nelle fila del Comitato liberi e pensanti, sono non pochi coloro che votano per 'Rivoluzione civile' o 'Grillo'.
 Se fosse tutto un fenomeno "spontaneo e sociologicamente determinato", come mai non si registra in altre regioni e in altre provincie vicine che sono toccate dagli stessi problemi di lavoro,precarietà povertà? Come mai non si registra nelle altre città dove esistono analoghi disastri ambientali? Come mai Grillo viene a Taranto e non riempie la piazza?

 Anche se questa volta anche a Taranto, trainato da tv e Mass media, Grillo prenderà parecchi voti a Taranto anche tra gli operai dell'Ilva. Ma certamente anche questi signori non sono in grado di ricucire il distacco tra masse e Stato borghese che trova le sue ragioni nei problemi sociali e politici dei proletari e delle masse popolari, e che qui a Taranto ha trovato una precisa sponda politica e sindacale di classe che contribuisce ad alimentarla, orientarla e si sforza di trasformarla nel tempo in coscienza e organizzazione.
 E non si tratta di 'puri e duri' dell'astensionismo, come si dice con superficialità, ma di comunisti, classisti e antagonisti che lavorano quotidianamente per trasformare questo rifiuto del voto in rivolta popolare organizzata e che operano perchè il rifiuto del voto sia embrione di coscienza da "deviare", indirizzare verso l'unica strada vera e concreta la rivoluzione (non quella "civile", ma proletaria) per porre fine a un sistema
che nega salute, lavoro, salari, vita dignitosa. Una strada ancora lunga e tortuosa, ma che avanza determinata

 In questo senso, pensiamo che l'altra Taranto, la tarantocontro, farà la sua parte anche in questa elezione


 dal blog tarantocontro


 2
 Noi sul voto la pensiamo come Michele Riondino..

 sul 'quotidiano' di oggi Michele Riondino dichiara

 "che bello sarebbe se lunedì, tra i risultati che indicheranno il
 vincitore di queste elezioni politiche , tra i titoli che documenteranno l'Italia al
 voto ci fosse un servizio, un articolo sull'unica città astenuta TARANTO,
 Un  servizio che parli dei suoi cittadini che rifiutando il bieco gioco e
 traditore di falsi rappresentanti politici, rifiutano di prestarsi ancora
 una volta alla farsa e recandosi ai seggi si avvalgono di un sacrosanto
 diritto, ovvero quello di farsi annullare la scheda "

 purtroppo alcuni o molti non lo sappiamo attivi nel 'Comitato liberi e
 pensanti' la pensano diversamente, pur avendo nei mesi scorsi sostenuto
 Michele nei comizi e assemblee, pure avendo il 15 dicembre attaccato tutti
 i partiti e le istituzioni, nell'avvicinarsi delle elezioni non li abbiamo
 molto sentiti sulla questione e sappiamo per certo che alcuni sono corsi a
 votare Ingroia, altri Grillo..
 purtroppo solo noi abbiamo fatto una campagna esplicita e visibile per il
 boicottaggio delle elezioni.. nel silenzio e censura reale di stampa e
 televisioni...abituati a seguire, mode e folclore mediatico... piuttosto
 che argomenti attività militanti costanti, serie e determinate...

Pensioni e sicurezza: convegno a Firenze


Pensioni e sicurezza
Sconfitte inaccettabili. Bisogna reagire!
Convegno a Firenze
organizzato da "
ancora In Marcia!" - Rivista di lotta dei macchinisti dal 1908

il 18 marzo 2013 - ore 9:30 - 17:00
presso la Sala DLF in Firenze SMN (via Alamanni)

Scarica e diffondi la locandina!

Interverranno, fra gli altri:

PENSIONI
- dott. Riccardo Simoni
    geriatra e ricercatore sull'invecchiamento dei macchinisti;
- prof. Giovanni Mazzetti
    Università di Cosenza, esperto di pensioni e scrittore de "Il pensionato futuro".

Sicurezza, stress, ruolo dei RLS
Interverrà il dott. Vito Totire, medico del Lavoro.

Interverranno anche alcuni neodeputati di diversi schieramenti.
Siete tutti invitati!

“NON C'E' MAI SILENZIO”- La strage della stazione di Viareggio


Riceviamo dall'Associazione DLF di Livorno
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LIVORNO, Ex Cinema Aurora, viale Ippolito Nievo 28
6 marzo 2013 ore 21.15


L’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Livorno
in collaborazione con "Ex Cinema Aurora"
presenta
per la prima volta a Livorno
“NON C'E' MAI SILENZIO”
La strage della stazione di Viareggio
di e con
ELISABETTA SALVATORI
al violino: MATTEO CERAMELLI

L’iniziativa si inserisce nel ‘cartellone eventi 2013 DLF&AURORA’ promossi e organizzati dall’associazione Dopolavoro ferroviario Livorno, in collaborazione col collettivo dell’Ex Cinema Aurora nell’ambito degli impegni istituzionali per la valorizzazione della attività culturali nel nostro territorio che DLF Livorno da anni porta avanti con passione.

Dopo l'ormai celebre monologo “Scalpiccii sotto i platani”, sulla strage nazifascista di Sant'Anna di Stazzema, e dopo essersi misurata con le vite di grandi personaggi della storia e dell'arte come Ligabue, Dino Campana, Caterina da Siena e Beatrice di Pian degli Ontani, Elisabetta Salvatori torna a raccontare storie di impegno civile, riferendosi stavolta a una terribile vicenda del recentissimo passato: “Non c'è mai silenzio”. E' il 29 giugno 2009, e alla stazione di Viareggio passa velocissimo un treno merci, che deraglia: il gas GPL uscito da una cisterna esplode e infiamma la stazione e le vie circostanti, distruggendo intere esistenze, case, strade, e portandosi via le vite di 32 persone. Un disastro che ha cause precise e dei colpevoli, una strage su cui si aspetta ancora di fare giustizia. Elisabetta Salvatori racconta quelle strade, quelle esistenze, e una città ferita che ha saputo trasformare il dolore in forza, non sta ferma ad aspettare: si muove, si unisce ad altre realtà, denuncia, e non permette che questa vicenda sia dimenticata.
Presentato in anteprima a Seravezza il 14 e 15 dicembre 2012, “Non c'è mai silenzio” è approdato in Prima Nazionale anche al teatro Puccini di Firenze l'8 gennaio 2013 e per la prima volta a Livorno andrà in scena mercoledì 6 marzo alle 21:15, nei locali dell’Ex Cinema Aurora, in viale Ippolito Nievo 28.
“L'ho chiamato "Non c'è mai silenzio" pensando che le nostre giornate sono piene di voci e rumori, a tanti dei quali non facciamo neanche più caso. Ma se uno è legato a un ricordo, sentirlo lo rievoca. Il fischio di un treno, per tutta la città di Viareggio, a soli tre anni dalla strage, è una lama che ogni volta riapre il cuore, porta ricordi, e chiede giustizia. Raccontare questa storia è stato come entrare nelle case di via Ponchielli, poco prima delle 23.50 del 29 giugno 2009. Conoscerli. Due ragazze che giocavano a carte sul letto, cinque ragazzi a tavola, con le birre davanti, due sposi sul divano, i bimbi a letto, un lavandino che gocciola e l'odore delle lavatrici stese. Ho cercato di raccontare la poesia che c'è nella vita di tutti i giorni, mi pareva che la tristezza non onorasse la memoria di quelle 32 vittime. Di loro racconto la vita, e dopo di loro la storia di un treno che correva troppo forte, che trasportava gas e che non era stato revisionato correttamente, e unisco la mia voce, a quella di tutta Viareggio, perché anche il palco di un teatro serva a chiedere giustizia”. (E.S.)
Informazioni e prenotazioni:
Valentina Pozzi cell: 3391319776 - 3138216415 mail: pozzivalentina@gmail.it
Associazione DLF Livorno segreteria (lun-ven 9-12/17-19; sab 9-12) V.le Ippolito Nievo 32 tel 0586402069 fax 0586410618
Associazione culturale Ex Cinema Aurora, Viale Ippolito Nievo, 28 Livorno mail: excinemaaurora@gmail.com
Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Terre Medicee
“Da ognuna delle interviste di amici e familiari delle 32 vittime di quella notte è sbocciata, con la rabbia e col dolore, anche la poesia”. Laura Zangarini, Corriere della Sera
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Diffondi il materiale relativo all'evento scaricandolo da qui

mercoledì 20 febbraio 2013

Genova, Novi, Torino - da Rete Nazionale

COMUNICATO DELLA RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUI POSTI DI  LAVORO E SUI TERRITORI, SU INCONTRI DEL 16,17,18 FEBBRAIO.

I rappresentanti di Taranto e dell'Ilva della Rete nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori, nel quadro della campagna di incontri e assemblee per preparare l'iniziativa nazionale a Taranto in marzo, sono stati a Genova, a Novi Ligure e a Torino nei giorni 16, 17 e 18 marzo.
A Genova ci sono stati due momenti. Uno ai cancelli dell'Ilva di Cornigliano, dove i rappresentanti della Rete hanno incontrato alcuni operai. Qui la cosa positiva è stata vedere che non è vero che gli operai Ilva di Cornigliano siano tutti "allineati e coperti" dietro le direzioni 
sindacali e pronti a mobilitarsi solo per sostenere l'Aia del governo e la sopravvivenza dell'Ilva di padron Riva contro la magistratura di Taranto e a danno degli operai delle masse popolari tarantine che stanno lottando per la salute e il lavoro.
Anche a Cornigliano gli operai si misurano con sindacati confederali che di fatto soffocano il dibattito e la discussione in fabbrica per non far emergere le posizioni di quegli operai che vogliono una lotta unitaria per il lavoro e la salute tra gli stabilimenti Ilva; così come avanza, anche se ancora non riesce a manifestarsi, la solidarietà tra operai verso il disastro ambientale e sanitario in corso a Taranto. Certo, la Rete ha rilevato anche, nella discussione con questi operai, come sia sostanzialmente assente l'azione del sindacalismo di base e di classe, della sinistra di classe e del movimento antagonista, dentro e ai cancelli dell'Ilva di Cornigliano, perchè questa dialettica si esprima e avanzi una vera battaglia nazionale.
Per questo è stato molto positivo, il secondo momento: l'incontro pubblico tenutosi subito dopo, presente un numero ristretto ma rappresentativo di compagni militanti in Sinistra popolare e in organizzazioni sindacali.
I compagni della Rete di Taranto hanno fatto una lunga relazione per dare un quadro molto preciso e articolato della situazione attuale e della storia che ha portato ad essa, partendo dalla battaglia già fatta dalla Rete negli anni passati contro le morti sul lavoro, che aveva già reso la vicenda Ilva una questione nazionale e aveva stabilito un ponte diretto tra Thyssen e 
Ilva di Taranto, attraverso due manifestazioni nazionali, una tenutasi a Torino nell'anniversario della strage della Thyssen e l'altra a Taranto il 18 aprile 2009. Hanno raccontato di come questa battaglia abbia trovato oggi nuovo vigore in seguito all'inchiesta della magistratura che ha inchiodato le responsabilità dell'Ilva e della famiglia Riva nell'inquinamento cittadino; di come si sia sviluppato il movimento contro l'inquinamento in città; di come l'azienda abbia reagito cercando di mobilitare gli operai al suo fianco con la collaborazione dei sindacati confederali, di come, invece, si sia sviluppato poi il contrasto in fabbrica su questo. La Rete ha parlato della lotta degli operai del Mof in occasione della morte di Claudio Marsella e della sua importanza in questo scontro.
Nello stesso tempo la Rete ha esaminato anche criticamente la posizione e l'azione delle forze in campo, e sottolineato che il ruolo della Rete è di lavorare per l'unità tra gli operai dell'Ilva di tutti gli stabilimenti, tra gli operai e le masse popolari di Taranto e di arrivare sulla base di questo lavoro per l'unità a una manifestazione nazionale a Taranto che dia forza e chiarezza a questa battaglia a difesa del lavoro e della salute.
Tutti i compagni intervenuti hanno molto apprezzato il quadro informativo e analitico portato dalla Rete e hanno deciso, al di là delle differenti appartenenze, di impegnarsi seriamente sull'Ilva e su Genova, rivolgendo un appello alle altre forze genovesi, sindacali e politiche, e stabilendo un rapporto con la Rete a Taranto contribuendo alla costruzione dell'appuntamento nazionale.

Anche a Novi Ligure la presenza della Rete da Taranto è stata importante. I giornali locali e la stampa di Torino hanno dato risalto a questa presenza e alla novità della proposta della Rete.
I rappresentanti della Rete sono stati anche qui all'Ilva per scambiare opinioni con gli operai ai cancelli e cogliere il clima che nella fabbrica di Novi si vive. Anche qui hanno trovato espressioni di solidarietà verso la situazione di Taranto e la consapevolezza che avanza della dipendenza del futuro dello stabilimento di Novi dalla soluzione positiva della battaglia a 
Taranto, a difesa dell'importanza di tenere la fabbrica aperta per la sua messa a norma insieme alla soluzione urgente e obbligata della difesa della salute in città dall'inquinamento.
Nell'incontro successivo tenutosi nella 'Casa della sinistra', presenti militanti e dirigenti attivi delle forze operanti nella 'Casa della sinistra' e nel consiglio comunale novese, così come impegnati attivamente in termini critici nella Cgil. Il compagno responsabile della sede ha 
denunciato come si fosse stato un diktat della direzione Fiom locale verso la partecipazione di delegati e operai dell'Ilva di Novi a questa assemblea. 
Questo ha reso evidente come ci sia davvero una battaglia da fare. Perchè a parte i problemi del lavoro, anche all'interno dell'Ilva di Novi vi sono situazione in cui non c'è la risposta sindacale necessaria; all'Ilva di Novi vi è stato un operaio morto sul lavoro per il quale la fabbrica non si è fermata, vi sono state altre gravi situazioni che hanno messo a rischio gli operai e la sicurezza in fabbrica e il 17 di maggio vi è il processo per l'operaio morto nel quale i dirigenti aziendali dello stabilimento di Novi sono imputati.
Altri compagni hanno fatto domande ai rappresentanti della Rete di Taranto su come si stessero muovendo il sindaco e il consiglio comunale di Taranto, dato che anche a Novi i compagni hanno chiesto un consiglio monotematico sulla questione Ilva e non lo hanno ancora ottenuto dal sindaco e dalla giunta.
Infine è stata apprezzato e discusso lo strumento della Rete nazionale, come strumento utile a rivolgersi e unire l'insieme degli operai, del movimento sindacale all'Ilva di Novi e più in generale alla città per smuovere le acque, provare a cambiare le cose e stabilire un ponte con Taranto, anche in funzione dell'iniziativa nazionale in preparazione.

A Torino i rappresentanti della Rete hanno partecipato e seguito l'udienza del processo Eternit. Come già era avvenuto da parte dei compagni operanti a Torino facenti capo alla Rete durante il processo di 1° grado, la Rete sostiene anche in questa seconda fase i familiari, le associazioni, i lavoratori che vogliono giustizia e risarcimenti contro i padroni assassini 
che cercano tramite il processo di appello di sfuggire alla pesante condanna già ricevuta e di sottrarsi all'azione del movimento. Nelle udienze in corso si sta ricostruendo la storia dell'Eternit che ha portato alla strage di morti operaie, e ancora una volta si viene colpiti ed emozionati dal dramma e dal crimine per il profitto che l'Eternit ha perpetrato.
I rappresentanti della Rete erano in questa occasione una presenza interessata a stabilire un rapporto tra il processo Eternit e il processo che si preannuncia contro la famiglia assassina di Riva, attualmente o agli arresti domiciliari o latitanti. Perchè chiaramente la Rete farà di tutto 
perchè anche il processo di Taranto si concluda con il massimo della condanna contro i padroni e il massimo della giustizia, possibile nell'ambito di un Tribunale comunque borghese, a favore delle migliaia di lavoratori, familiari e associazioni impegnate.
Per questo è stato importante l'incontro con l'Avv. Bonetto, impegnato attivamente nel processo per organizzarne la venuta a Taranto e l'incontro con i lavoratori e i cittadini di Taranto, nel quadro dell'iniziativa nazionale in preparazione.

Genova, Novi Ligure, Torino sono tappe di un lavoro serio, tenace, rigoroso, aperto e trasversale, al servizio dell'obiettivo della Rete: la difesa della sicurezza e della salute in fabbrica e sul territorio, a partire da dove lo scontro con la logica del profitto del capitale si rivela più acuto ma anche atroce e feroce verso operai e cittadini e dove quindi più acuta e 
determinata deve essere la lotta.
In alcune realtà questa lotta continua da tempo, in altri è ancora in una fase iniziale.
E l'appuntamento di Taranto in preparazione per la seconda metà di marzo è un punto di riferimento e una tappa necessaria.

TA 20.2.13

RETE NAZIONALE per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori - nodo Taranto
bastamortesullavoro@domeus.it 

Assemblea Rete sicurezza Sicilia

Comunicato stampa 17/02/2013 

Dalla Sicilia alla Puglia e a tutta l'Italia Per la salute e la sicurezza nei posti di lavoro. Mobilitiamoci con una campagna nazionale per farla finita con gli infortuni le malattie e le morti per lavoro e da lavoro 
Assemblea e conferenza stampa Lunedì 18 febbraio ore 16,30 presso la sede dello Slai Cobas per il sindacato di classe Via g. del duca 4 Palermo 
In vista della manifestazione  nazionale di  marzo all'Ilva di Taranto perché la questione Ilva a livello nazionale è diventata il centro del dibattito dell'intero movimento interessato alla questione di salute e sicurezza in fabbrica e sul territorio, sotto diversi aspetti, politici, sindacali, culturali, tecnoscentifici. La Rete nazionale sicurezza e salute sui posti di lavoro e sui territori con l'assemblea nazionale del 7 dicembre 2012 aTaranto ha lanciato su questo un approfondimento, un dibattito e una mobilitazione nazionale. Il primo strumento di questa
mobilitazione sono gli Atti dell'assemblea messi a disposizione di operai, cittadini, realtà organizzate, a Taranto e a livello nazionale. L'assemblea nazionale del 7 dicembre aveva lanciato la proposta di costruire incontri e assemblee che portassero ad una manifestazione nazionale per i prossimi mesi.Già svolte assemblee a Napoli, Roma, Bergamo e in corso a Genova, Milano, Torino… L'Ilva non è solo Taranto ma il paradigma di tutte le battaglie che a livello nazionale si stanno facendo per la difesa del lavoro e della salute e del lavoro in fabbrica e sul territorio.