lunedì 21 ottobre 2013

L' iniziativa a Ravenna delle Rete contro la precarietàche uccide.

verso la giornata di mobilitazione del 14 novembre

Con l'iniziativa-concerto è partita da Ravenna la mobilitazione della Rete per la sicurezza sul lavoro e nei territori sul tema delle morti sul lavoro dei lavoratori precari.
Domenica 13 ottobre a Ravenna la Rete ha organizzato un concerto con la storica band, Gang, che hanno suonato per più di due ore creando un clima militante con canzoni della resistenza, di lotta, con i pugni alzati dei presenti. 
L'intervento iniziale della Rete ha spiegato le ragioni per cui si rende necessaria questa battaglia che deve diventare nazionale per vincere, all'interno della più generale lotta contro i padroni assassini, che il 14 novembre diventi la giornata di lotta. Per quello che riguarda Ravenna: la rappresaglia padronale che intende criminalizzare chi si batte su questi temi, la giustizia negata nei tribunali dei padroni, il ruolo della stampa al servizio dei padroni che non ha dedicato nemmeno un rigo all'iniziativa, la necessità di rovesciare tutto il sistema con al centro il profitto. Si sono alternati altri interventi che hanno messo al centro l'unità da costruire dal basso e il coraggio di agire, in maniera militante. E' intervenuto anche Adelmo Cervi, uno dei fratelli Cervi, i partigiani martiri di Reggio Emilia, sulla necessità di continuare una lotta per la giustizia sociale e la libertà dei lavoratori.
Questo evento è stato altra cosa rispetto alle inutili e ipocrite commemorazioni istituzionali nella giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.
Chiudere l'agenzia della morte, Intempo, e aprire una postazione fissa dell'ispettorato del lavoro, questo vogliamo.
Non accettiamo che chi denuncia e lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro venga processato mentre nulla si è fatto al Porto per mettere in sicurezza i lavoratori che continuano a morire o a subire infortuni. Non accettiamo di venire processati per danneggiamento, violenza privata, invasione di terreni o edifici e concorso di reato quando i veri criminali continuano a fare i loro sporchi profitti al Porto. La rappresaglia padronale non deve passare!
Rete nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e sui territori - nodo di Ravenna
cobasravenna@libero.it tel. 339/8911853

H2A. L'acquedotto in amianto


Dopo il grande successo dell'anteprima all’Europa Cinema di Bologna, è ora disponibile
online, su pubblicobene.it, il documentario H2A. L’acquedotto in amianto.
Quasi tutti gli acquedotti pubblici in Italia sono in cemento-amianto e Bologna possiede
circa 1.800 km di queste tubature dello stesso materiale.
A lanciare l’allarme è H2A. L’acquedotto in amianto, un documentario di poco più di 30
minuti che racconta la situazione delle tubature della città bolognese, realizzato da
Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con le riprese di Salvo Lucchese e le musiche di
Pasquale Pettrone e Maudit Production, prodotto grazie all’iniziativa dell’Associazione
Orfeonica di Bologna e all’azione di crowdfunding di cittadini e associazioni attraverso il
sito di giornalismo partecipativo pubblicobene.it.
La sala dell’Europa Cinema piena, con oltre 150 persone. Questa la risposta del pubblico
per l’anteprima del 15 ottobre. Alla fine della proiezione, la maggior parte del pubblico è
rimasta in sala per prendere parte alla discussione su ciò che si sa e ciò che non si sa
sulla presenza di amianto nell’acquedotto di Bologna e sui suoi effetti. Una discussione
che si è svolta, come nel documentario, nel silenzio delle autorità preposte a gestire
l’acquedotto e a informare i cittadini.
Gli autori hanno cercato di intervistare tutte le istituzioni bolognesi: dal sindaco, Virginio
Merola, agli assessori interessati, fino ai consiglieri di maggioranza e opposizione. Il
risultato? Alcuni non hanno risposto ad altri, invece, come il primo cittadino, non
interessava l’argomento. Gli unici a rispondere sono stati Pasquale Caviano di Centro
democratico e Massimo Bugani, capogruppo del Movimento 5 Stelle.
Neanche Hera, che gestisce l’acquedotto, ha risposto all’invito. Il documentario si basa
perciò su intervistare i cittadini: in pochi sono a conoscenza del problema. Quanto agli
esperti, sia il presidente dell’Associazione esposti amianto, Vito Totire, sia Luciano Mutti,
oncologo di Vercelli, che Morando Soffritti, direttore scientifico dell’Istituto Ramazzini,
concordano sul fatto che la fibra di amianto ingerita sia fortemente cancerogena. Il video
documenta la difficoltà a reperire i dati da chi controlla le acque, ossia Asl, Arpa ed Hera.
H2A. L’acquedotto in amianto è ora disponibile online al link
youtube.com/watch?v=ZJbjOl0FwHc&feature=youtu.be
divulgabile, scaricabile e proiettabile grazie alla licenza creative commons.

Grazie per l'attenzione
Giuliano Bugani Daniele Marzeddu

sabato 19 ottobre 2013

Eternit in Svizzera: un sonoro "ceffone" a Stephan Schmidheiny


Il Tribunale federale svizzero respinge un ricorso del multimiliardario
elvetico contro una trasmissione della RSI. E martedì c'è l'assemblea
dell'Afeva al salone Tartara
CASALE MONFERRATO - La notizia è rimbalzata dalla vicina Svizzera e nella
città monferrina non può che fare piacere. Il Tribunale federale elvetico ha
respinto il ricorso di Stephan Schmidheiny. condannato dalla Corte d'Appello
di Torino a 18 anni di reclusione per le morti dell'Eternit di Casale e di
Cavagnolo, contro la decisione dell'istanza precedente in merito al servizio
televisivo "La multinazionale delle vittime", diffuso dalla trasmissione
della RSI Falò,  Il ricorso verteva su una presunta mancanza di oggettività
del servizio, dedicato alla storia industriale dell'amianto, delle sue
vittime in Italia e nel mondo, al ruolo nella vicenda dell'Eternit. A detta
del ricorrente il servizio, andato in onda l'8 settembre 2011, avrebbe
affrontato il tema soltanto dal punto di vista delle vittime, senza dare
spazio alcuno alla sua posizione, e sarebbe stato caratterizzato da un uso
manipolatorio di immagini, suoni ed effettivi visivi e a una attenzione
preminente al processo contro l'Eternit in quel momento in corso davanti al
Tribunale di Torino. Di avviso completamente contrario è stato il Tribunale
federale secondo il quale gli autori del servizio hanno rispettato le regole
deontologiche. Domani, martedì, invece, si farà il punto sul dopo processo
di secondo grado a Casale, dove Afeva ed organizzazioni sindacali hanno
convocato, alle ore 17.30, al salone Tartara, una assemblea cui prenderanno
parte anche gli avvocati delle parti civili.
14/10/2013

Da Gorizia a Gela: processi (e tanti morti) per amianto




Amianto al petrolchimico di Gela: 38 indagati Chiuse le indagini a carico
dei dirigenti del gruppo Eni dello stabilimento. L'ipotesi accusatoria:
aver causato a diversi lavoratori lesioni, e in due casi la morte, a
seguito dell'esposizione all'amianto GELA (CALTANISSETTA) - Sono 38 gli
indagati dalla Procura di Caltanissetta tra amministratori delegati,
direttori, responsabili del servizio prevenzione e protezione e
responsabili amianto di diverse società facenti capo al gruppo Eni che
negli anni hanno operato all'interno del petrolchimico. L'accusa dei pm
Serafina Cannatà ed Elisa Calanducci: "Aver causato a diversi lavoratori
lesioni personali gravi e, in due casi, anche la morte, a seguito
dell'esposizione a materiali contenenti amianto". A far scattare le
indagini sono state le denunce presentate da diversi lavoratori che avevano
prestato la loro attività all'interno dello stabilimenti ai quali si sono
aggiunti, negli anni, i referti inviati dall'Inail nei casi di riscontro di
malattie professionali derivanti dall'esposizione all'amianto. "Gli
accertamenti hanno richiesto un particolare impegno" spiegano i magistrati:
"Si doveva accertare, infatti, prima di tutto, la presenza di amianto negli
ultimi 20-25 anni all'interno dello stabilimento e, quindi, l'effettiva
presenza del rapporto causa-effetto fra l'esposizione dei lavoratori
all'asbesto e l'insorgenza delle malattie professionali riscontrate". Quindi
"è stato necessario ricostruire gli specifici profili di colpa per ciascuno
degli indagati, in vario modo titolari di posizioni di garanzia, come tali
tenuti all'osservanza delle norme sulla tutela della salute nei luoghi di
lavoro e all'adozione di metodi gestionali basati sulla precauzione e sulla
prevenzione".
http://www.today.it/cronaca/amianto-petrolchimico-eni-gela.html *** Amianto:
processo Gorizia, 13 condanne Per la morte di 85 lavoratori dei cantieri di
Monfalcone

*15 ottobre, 18:03*
(ANSA) - GORIZIA, 15 OTT - Il giudice Matteo Trotta ha condannato per vari
reati tra i quali l'omicidio colposo, 13 imputati su 35, alcuni dirigenti
di Italcantieri e di ditte che operavano in subappalto, per la morte di 85
lavoratori dei cantieri di Monfalcone (Gorizia) causata da malattie
professionali asbestocorrelate. Pene da 2 anni a 7 anni e 6 mesi. Assolte
22 persone tra responsabili della sicurezza interna cantiere di Monfalcone
e i titolari delle ditte subappaltate per conto di Italcantieri

Amianto: CNA, ridurre i morti e malati eliminando l’amianto dal territorio italiano




Il CNA si associa alla soddisfazione dei famigliari delle vittime e dell’Associazione
Esposti amianto di Monfalcone al seguito della sentenza odierna del
Tribunale che ha visto la condanna di 13 imputati per 85 operai dei cantieri
di Monfalcone con pene da due a sette anni di reclusione.

Il CNA che ha indetto una manifestazione davanti alla Camera dei Deputati l’8
ottobre scorso per assicurare un adeguato finanziamento al Piano Nazionale
Amianto da inserire nella legge di stabilità. Si vogliono ridurre i 4.000
morti l’anno per malattie da amianto togliendo con un progressivo intervento
di bonifica i 30 milioni di amianto stimati su tutto il territorio
nazionale.

Lo stesso giorno 8 si sono avuti due incontri importanti uno con la
Commissione Ambiente della Camera (pres. On. Ermete Realacci), con il
Ministero del Lavoro (sottosegretario on. Jole Santelli); il giorno 14 con
il Ministero dell’Ambiente(capo ufficio della segreteria tecnica: cons.
Massimiliano Atelli). In precedenza vi è stato un incontro con il Ministero
della Salute.




COSA SI E’ CHIESTO:

  a.. 70 milioni l’anno per 3 anni al fine di bonificare i 380 siti
maggiormente contaminati da amianto a partire da 116 scuole di ogni ordine e
grado, 37 ospedali, case di cura, case di riposo, 86 uffici della pubblica
amministrazione, 27 impianti sportivi, 8 biblioteche e almeno 4 grandi siti
industriali dismessi.

  b.. Una campagna nazionale di informazione sui danni e rischi da amianto.

  c.. La verifica dei 19 siti adibiti a discarica e dei 720 siti adibiti a
deposito di amianto.

  d.. L’individuazione di discariche alternative (miniere e gallerie in
disuso) e di alternative alle discariche (inertizzatori).

  e.. L’utilizzo delle incentivazioni previste per sostituire le coperture
in amianto con impianti fotovoltaici.

  f.. 60 milioni l’anno per 3 anni per i lavoratori ex esposti all’amianto
che si trovano ad avere una riduzione della speranza di vita e maggior
rischio di ammalarsi per attuare quanto già previsto dalla legge di messa al
bando dell’amianto (257/92) consistenti in misure di riapertura delle
domande per i risarcimenti previdenziali, riconoscimenti dei medesimi per i
pensionati prima del 1992, eliminazione del termine di decadenza, sostegno
alle vedove.

  g.. Allargamento della platea degli aventi diritto al Fondo per le vittime
dell’amianto a coloro che hanno contratto malattie e morte (loro eredi), per
l’amianto diffuso in ambienti di vita, utilizzando fondi INAIL per un
importo pari a 40 milioni di euro sempre per tre anni.

  h.. Conferma dei finanziamenti per la sorveglianza sanitaria degli ex
esposti, per la ricerca clinica per combattere le malattie più gravi
correlate all’amianto; ampliamento delle registrazioni delle morti da
amianto (registro dei mesoteliomi e delle altre patologie).


Si richiede quindi ai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro
insieme ai Ministeri dell’Economia, dell’Istruzione e della Difesa, di
provvedere ad inserire i finanziamenti nella legge di Stabilità. Il CNA ne
seguirà l’iter, presentandosi, se del caso, di nuovo davanti al Parlamento.





Milano, 14 ottobre 2010

Fincantieri Monfalcone: condanne

la sentenza odierna del Tribunale  ha visto la condanna di 13 imputati per  85 operai dei cantieri di Monfalcone con pene da due a sette anni di  reclusione

PROCESSO SOLVAY. UDIENZA DEL 14 OTTOBRE


Come annunciato nei giorni scorsi, la Corte - avendo ricevuto un certificato medico, da parte di un giudice popolare, in base al quale lo stesso è impossibilitato a partecipare alle udienze per i prossimi quindici giorni - rinvia l'udienza odierna e fissa la prossima seduta per il giorno lunedì quattro novembre alle ore 9:30; in quell'occasione saranno ascoltati i testimoni della lista del responsabile civile Ausimont.
Alessandria, 14 ottobre 2013

Stefano Ghio - Rete sicurezza Al/Ge
http://pennatagliente.wordpress.com