venerdì 14 dicembre 2012

TRENORD: ARRESTATO L'AMMINISTRATORE DELEGATO. L'ACCUSA E' DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA


ancora
IN MARCIA !
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TRENORD: ARRESTATO L'AMMINISTRATORE DELEGATO
L'ACCUSA E' DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA


Giornate nere per i pendolari lombardi, servizio ferroviario nel caos

 Equipaggi dei treni disorientati per il nuovo programma turni inadeguato

(nella foto, a destra Giuseppe Biesuz, assieme a Vincenzo Soprano, ad di Trenitalia,
a sinistra e
al centro,
Raffaele Cattaneo, ex assessore regionale ai trasporti)


 Questa mattina la Guardia di Finanza ha arrestato Giuseppe Biesuz, amministratore delegato
 della Trenord Srl, società lombarda che gestisce il trasporto ferroviario regionale

“Reiterate condotte criminose, di utilizzo delle risorse societarie per fini personali, familiari e di carriera".
Queste le motivazioni con cui il gip di Milano, Vincenzo Tutinelli, ha accolto la richiesta del Pm,
 Sergio Spadaro, concedendo però al manager gli arresti domiciliari invece che il carcere

Le accuse - Le accuse riguardano...
Pericolo di reiterazione del reato - Al di là dei fatti contestati in relazione alla bancarotta....
La casta lombarda - Tra i vari episodi di “malagestione”, Biesuz avrebbe dissipato...
Arresti domiciliari - La misura degli arresti domiciliari per Biesuz....
Presunzione di innocenza –
Fermo restando il principio della non colpevolezza...
Ferrovieri indignati e preoccupati - Come ferrovieri siamo indignati...
Il ruolo strategico di Trenord – Trenord S.r.l. è una società che impiega circa 4.000 dipendenti...
La fusione con Trenitalia - La società è nata nel maggio 2011...
Giornata nera anche per i pendolari - L'arresto è avvenuto questa mattina...
(Leggi tutto...)


martedì 11 dicembre 2012

Strage di Viareggio: “Non c’è mai silenzio”-Spettacolo Teatrale di Elisabetta Salvatori




Ciao,
venerdì 14 e sabato 15 dicembre, a Seravezza debutta lo spettacolo nuovo: “Non c’è mai silenzio”: è il racconto della strage del 29 giugno 2009 alla stazione di Viareggio.
L’argomento è doloroso, ma ho cercato di trattarlo con dolcezza, perché non mi piaceva l’idea di uno spettacolo triste.
“Non c’è mai silenzio”, apre anche la rassegna teatrale di Seravezza, che quest’anno, per la prima volta ho curato io.
Se avete voglia di venire, mi farebbe piacere,un caro abbraccio
Elisabetta
per info:0584 756046 per prenotare 0584 619479 o 0584 769399

La rete e il Calendario udienze processo d'Appello ThyssenKrupp


La Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro in occasione dell'assemblea nazionale di Taranto del 7 dicembre è naturalmente tornata sul processo di appello in corso a Torino per la Thyssenkrupp  e nel suo intervento introduttivo si è fatto riferimento all'importanza della mobilitazione della Rete in occasione del precedente processo e di come l'asse Thyssenkrupp- Ilva Taranto sia stato una delle realizzazioni più riuscite dell'attività della Rete di conseguenza ha deciso di pianificare la sua iniziativa per le udienze per fare di alcune di esse momenti di mobilitazione e di attenzione non solo a Torino ma nelle diverse realtà italiane della Rete

invitiamo quindi tutte le realtà organizzate a seguire con noi questa vicenda


Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com


Calendario udienze processo d'Appello ThyssenKrupp

Da poche settimane è ripreso il processo d'Appello ThyssenKrupp, che vede indagati 6 imputati per la morte dei nostri 7 compagni di lavoro uccisi per profitto la notte del 6 dicembre 2007. La Procura non contesta loro solo il reato di gravi omissioni di cautele antinfortunistiche e incendio doloso ma anche di omicidio volontario (per l'AD H. Espenhahn) con dolo eventuale e per un altro degli imputati, il RSPP Cosimo Cafueri, il reato di istigazione alla falsa testimonianza, avendo avvicinato alcuni testimoni di parte per indurli a testimoniare condizioni di lavoro all'interno dello stabilimento “idilliache”. Le stesse condizioni di abbandono e trascuratezza degli impianti che, come ha dimostrato l'indagine compita dal pool di Guariniello, avrebbero portato alla morte dei nostri compagni.

Nonostante il vergognoso tentativo di scaricare la colpa dell'accaduto sui nostri compagni di lavoro, distratti e intervenuti in ritardo secondo la difesa, ricordiamo che Antonio, Bruno, Roberto, Angelo, Saro, Rocco e Giuseppe sono morti proprio perché hanno compiuto fino in fondo il loro lavoro, anche se sapevano benissimo che stavano per perderlo di lì a poco. Proprio questo attaccamento al loro lavoro gli è stato fatale.

Ritiratesi tutte le Parti Civili dal procedimento (ad eccezione di Medicina Democratica), anche quelle che avrebbero, a parer nostro, dovuto rimanere all'interno del processo anche nei successivi gradi di giudizio, come per esempio il Comune di Torino (che appalta al gruppo tedesco la realizzazione delle scale mobili sia a Porta Susa che a Porta Nuova, con tanto di logo in bella vista!) e gli altri Enti locali e i sindacati, che si sono invece defilati lasciando un vuoto enorme in un procedimento importantissimo non solo per il clamore che la vicenda ha suscitato in termini umani (non solo a Torino) ma anche per i suoi risvolti giuridici e sociali. Un procedimento già definito storico ma che per noi non potrà che esserlo in una sola maniera: quando vedremo tutti gli imputati dietro le sbarre.

Pubblichiamo di seguito il calendario delle prossime udienze che si terranno tutte, salvo diverse indicazioni della Corte alla fine di ogni udienza, alle ore 9 nell'Aula 6 Corte d'Assise presso il Palagiustizia di Torino:
12/12/2012
13/12/2012
14/12/2012
17/12/2012
18/12/2012
19/12/2012
20/12/2012
2/01/2013
3/01/2013
4/01/2013
7/01/2013
8/01/2013
09/01/2013
11/01/2013

Invitiamo cittadini solidali, studenti, lavoratori, precari e disoccupati, giornalisti, organizzazioni sindacali e di partito, associazioni e tutti coloro che hanno a cuore il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro a partecipare numerosi alle udienze in solidarietà con le famiglie delle vittime e con gli ex lavoratori coinvolti in una delle pagine più brutte della storia recente del nostro Paese: un concreto gesto di solidarietà che, legato alle lotte e alle mobilitazioni per il diritto alla casa, alla salute, al lavoro sicuro e dignitoso, sia mirato alla costruzione di una società non più basata sul profitto di pochi ma sul reale progresso dell'umanità e sulla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie. 

Torino, 11 dicembre 2012                                                                                                         
Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino


lunedì 10 dicembre 2012

La Rete e il significato della assemblea di Taranto


Il dossier con gli interventi e i materiali speriamo di farlo pronto entro pochi giorni, affinchè tutti compagni operai, lavoratori, delegati, rls, familiari associazioni si rendano perfettamente conto del ruolo e l'importanza, ma anche l'originalità nel panorama nazionale che l'assemblea ha avuto e l'impatto importante e pensiamo potente che dal piano di lavoro in via di definizione potrà venire e che dovrà attraversare, coinvolgere, ma anche rompere gli equilibri attuali in questo campo e quando diciamo questo non alludiamo solo alle organizzazioni sindacali confederali, che consideriamo complessivamente dalla altra parte della barricata, quella dei padroni e dello stato dei padroni, del parlamento e delle istituzioni complici dei padroni assassini, ma anche del sindacalismo di base, dell'associazionismo ambientalista, della pletora di avvocati, esperti, che fa poco su questo terreno e quasi sempre per autopromuoversi piuttosto che contribuire a porre questo scontro all'altezza di quello che merita, la Rete vuole unire le energie disponibili ripetiamo ma anche dividere, spaccare le realtà che occupano questo terreno e i personaggi che lo popolano che ne ostacolano e boicottano il lavoro. sia a Torino, come a Taranto,  a Milano, come a  Roma, nel Veneto come in Toscana ecc.
L'assemblea di Taranto sia pure ancora su piccola scala è una dichiarazione di guerra, che sarà portata fino in fondo, non dimenticando mai che questa Rete trasversale agisce ed è nata per portare avanti e contribuire a una 'rivoluzione politica e sociale che affermi il primato della vita e della condizione degli operai, lavoratori,sul profitto del padrone e del capitale in genere

Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com
9 dicembre 2012



sabato 8 dicembre 2012

Buona riuscita dell'assemblea nazionale della rete a Taranto


Circa 70 compagni rappresentanti di realtà di Taranto e di tutta italia partecipano all'assemblea nazionale di Taranto della Rete la questione Ilva ma non solo in 4 ore di interventi con momenti molto emozionanti quando parlano gli operai ilva organismi provenienti dalla lombardia con una delegazione articolata di compagni e associazioni di operai, lavoratori e ambientalisti, da Marghera, da Roma dalla Sicilia, da altre città italiane  con adesioni e messaggi  e materiali da tutta italia dalle fabbriche della morte e dei siti inquinanti si sono confrontanti con operai Ilva associazioni ambientaliste abitanti di Tamburi e Statte precari disoccupati unendo qualità di analisi, polemica e passione dando vita ad una assemblea inedita e senza precedenti per Taranto e non solo:
Importante anche la discussione sulla funzione e l'organizzazione unificante della Rete su scala nazionale e lancio di una nuova campagna nazionale in tutta italia, in via di programmazione 20 assemblee con la presenza degli operai e organismi di lotta di Taranto per fare avanzare la proposta di una grande manifestazione a Taranto nei prossimi mesi interventi resoconti, messaggi, materiali documenti e il filmato della manifestazione nazionale a Taranto del 18 aprile 2009 saranno messi a disposizione di tutti nel corso di questo mese

Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com

mercoledì 5 dicembre 2012

Comunicato ex lavoratori ThyssenKrupp Torino - 5° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE THYSSENKRUPP DI TORINO LA CLASSE OPERAIA NON DIMENTICA...

5° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE THYSSENKRUPP DI TORINO
LA CLASSE OPERAIA NON DIMENTICA...

Domani ricorre il 5° Anniversario della strage alla ThyssenKrupp di Torino che ha barbaramente ucciso i nostri compagni di lavoro Antonio, Roberto, Bruno, Angelo, Rocco, Saro e Giuseppe, sacrificati in nome del profitto. Cinque anni che non hanno minimamente scalfito il loro ricordo nei familiari, nei compagni di lavoro, in tutti quelli che li hanno conosciuti.

Ancora una volta rinnoviamo la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie dei nostri compagni e a quelle di tutti i morti sul lavoro nel nostro Paese, una vera e propria piaga sociale causata da chi non si fa scrupoli a fare profitti sulla pelle dei lavoratori. Da quel 6 dicembre 2007 non è cambiato nulla, si continua a morire nei cantieri, nelle strade, nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro.

La crisi di questo sistema produttivo riduce le opportunità di lavoro, crea schiere di disoccupati e precari pronti a lavorare a qualsiasi salario e condizione di sfruttamento, insicurezza e pericolo che generano sempre più morti, infortuni e malattie da esposizione a sostanze nocive, in costante crescita.

La soluzione accomodante del governo “tecnico” chiamato a risolvere la crisi non può essere la soluzione: Monti, Draghi, Fornero, Lagarde e tutti i vertici dei governi e delle maggiori autorità europee provengono da quegli stessi gruppi bancari e finanziari che, con manovre e speculazioni, hanno creato questa crisi. E non saranno certo loro a prendere le misure necessarie (lavoro dignitoso e utile per tutti) a tirarci fuori dal pantano economico, sociale e culturale in cui siamo sempre più immersi.

La soluzione non possiamo che essere noi lavoratori: non basta più difendere il posto di lavoro e pretenderne la sicurezza ma lottare, ognuno nella propria organizzazione di appartenenza, per un traguardo politico più ampio e che possa garantirci tutte quelle misure di cui abbiamo bisogno, dignità del lavoro, tutela della salute, servizi efficienti e cultura a prezzi popolari.

Tutti insieme i comitati di famigliari delle vittime del profitto (ThyssenKrupp, Viareggio, Umbria Olii, Ilva di Taranto, Ass. Toffolutti di Piombino, Casale Monferrato, L'Aquila), gli organismi che si battono contro la devastazione ambientale (No Tav, No TEM e comitati contro le devastazioni), gli operai che si battono per il lavoro sicuro e dignitoso (Fiat, Alcoa, Ilva, minatori del Sulcis, studenti, precari, disoccupati, lavoratori della scuola, dei trasporti e della sanità), il Movimento Pastori Sardi e il Movimento dei Forconi, la sinistra sindacale, la Fiom-CGIL e i sindacati di base hanno tutta l'autorevolezza necessaria per porsi come alternativa politica a coloro che ci hanno trascinato in questa crisi.

E' questo il modo migliore per far sì che resti vivo il ricordo di questi nostri compagni: creare, sulle ceneri di questo sistema in declino, un mondo più giusto in cui i morti per profitto siano una barbarie del passato.

 

"...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita dell'operaio,

quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"

(K. Marx)


Torino, 5 dicembre 2012                                                                                                    Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

Premio "Industriale dell'anno" ai Riva

Milano, 30 novembre 2012 Comunicato stampa

Legambiente: "Siamo sconcertati. Ad essere premiati i protagonisti di una
delle situazioni industriali e ambientali più drammatiche della storia di
Italia".
"E' sconcertante che l'associazione industriali della Valle Camonica, Sebino
e Val Cavallina della provincia di Brescia elegga come proprio "campione d'impresa"
il patron dell'ILVA Emilio Riva e i propri figli". Questo il commento di
Legambiente alla notizia del premio «imprenditore dell'anno» assegnato
dall'Assocamuna Vallecamonica proprio a i protagonisti di una delle
situazioni industriali e ambientali più drammatiche della storia di Italia.
"Ci si domanda con quale criterio è stato preso a modello degli imprenditori
locali un capitano d'industria raggiunto da un provvedimento di arresto ai
domiciliari e accusato di disastro ambientale - dichiarano Dario Balotta,
presidente Legambiente Basso Sebino e Massimo Rota presidente circolo Alto
Sebino -. Sapevamo che i temi ambientali e della salute dei lavoratori
fossero un tema ostico per molti imprenditori e comunque bisognoso di una
grande rivoluzione culturale. Ma ritenere che le azioni della magistratura
siano fuori tempo, dannose e persecutorie come sostiene il cofondatore di
Assocamuna Luigi Buzzi ci sembra d'avvero troppo".
"Mentre l'Italia sarà impegnata ad arginare gli effetti del disastro
ambientale, occupazionale ed economico provocato dalle gravi inosservanze
regolamentari dell'Ilva - insistono gli esponenti di Legambiente -, è
davvero inaudita l'assegnazione del premio proprio ai principali
responsabili di questi disastri. Spiace costatare che mentre imprese,
istituzioni e forze sociali si stanno orientando, non senza sforzi ed
investimenti pubblici e privati, verso la green economy ci siano ancora
settori imprenditoriali, anche a livelli associativi, che sottovalutano una
questione decisiva per lo sviluppo come la tutela dell'ambiente e il
rispetto delle norme per la salute dei lavoratori".
L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia  349 1074971