«Una anomalia», operaio si ustiona all'Ilva di Taranto
Non sarebbe in pericolo di vita anche se le ferite sono profonde.
L'incidente è avvenuto nell'Acciaieria, nel reparto colata continua. L'uomo
si chiama Piero Viesti ed ha 29 anni
TARANTO - Un operaio è rimasto ustionato in un incidente sul lavoro avvenuto
stamane nello stabilimento Ilva di Taranto. L'uomo ha riportato ustioni sul
torace, la sua vita - a quanto si è saputo per ora - non sarebbe in
pericolo.
L'incidente è avvenuto nell'Acciaieria, nel reparto colata continua.
Il primo luglio scorso nello stabilimento tarantino vi fu un altro incidente
nel quale un operaio di una azienda appaltatrice morì schiacciato da un
carico sospeso.
L'operaio ustionato ha 29 anni, si chiama Piero Viesti, è di Taranto ed è un
dipendente dell'Ilva. Ha riportato - a quanto si è saputo - ustioni di primo
e secondo grado al viso, alle mani e alle braccia per un'esplosione avvenuta
nel reparto colata continua 5 dell'Acciaieria 1.
Il giovane è stato ricoverato nel Centro Grandi ustionati dell'ospedale
'Perrino' di Brindisi, dove è stato giudicato guaribile in 60 giorni.
Sono stati alcuni compagni di lavoro a prestargli i primi soccorsi prima del
trasporto in ospedale con un'ambulanza. Dopo l'incidente sono intervenuti i
tecnici dello Spesal e gli ispettori del lavoro. Un'inchiesta è stata aperta
anche dalla magistratura.
LA RICOSTRUZIONE DELL'AZIENDA
L'incidente sul lavoro nello stabilimento Ilva di Taranto nel quale è
rimasto ustionato gravemente un operaio «è stato provocato dalla proiezione
di acciaio fuso in conseguenza del contatto accidentale di acqua sul
materiale all'interno della lingottiera».
Lo rende noto l'Ilva per la quale «la segnalazione dell'anomalia al processo
di raffreddamento era stata segnalata dal sistema ma veniva erroneamente
addebitata ad un errore strumentale dal capoturno in servizio, che dava
disposizioni di continuare le attività di colaggio» dell'acciaio fuso.
«L'anomalia al sistema di raffreddamento, invece, produceva - si aggiunge
nella nota aziendale - l'accidentale contatto tra l'acqua del circuito e l'acciaio
fuso in fase di colaggio provocando la proiezione di schizzi di quest'ultimo
verso le braccia e il torace dell'operaio».
6/7/2008
domenica 6 luglio 2008
giovedì 3 luglio 2008
Ma quale errore umano ?
le prime indiscrezioni parlano di errore umano per quanto riguarda la morte
di antonio alagni
avrebbe tirato troppo la fune anche quando era giunta al termine ...
le cose non stanno così
"
la gru, il cavo e le braghe erano logore sfilacciate
le pratiche operative di quel lavoro prevedevano che non ci fossero operai
sotto i carichi sospesi
la gru - secondo testimonianze - non era dotata di 'fine corso che è una
specie di blocco che quando
c'è -incontra il il bozzello e ferma l'ingranaggio per impedire che il
carico si sganci,
l'ilva è responsabile della qualità della impresa appaltatrice, questa come
molte altre , non sono
all'altezza, appalti presi a basso costo e operai non attrezzati
adeguatamente, tempi e modalità di lavoro che non tutelano salute e diritti
dei lavoratori
nelle ditte dell'appalto la situazione è
abbastanza ingovernabile, manod'opera usa e getta, difficilmente operano in
sicurezza
il sistema dell'assegnazione dell'appalto al massimo
ribasso produce inevitbilmente questi effetti
lo sciopero del giorno dopo non è la soluzione, serve lo sciopero del giorno
prima, serve aprire uno scontro prolungato con padron riva e padroni e
padroncini dell'appalto sulla sicurezza, sui contratti, sui diritti
sindacali, sugli
orari ecc:
lo slai cobas per il sindacato di classe ivita i lavoratori e tutti i
sindacati confederali
-lottare per l'accorpamento delle ditte dell'appalto per ridurre il numero,
massimo una cinquantina e non oltre 200 come ora
-rivendichiamo la nascita di un consorzio delle imprese che sia soggetto
unico trattante per il sindacato perchè questo può permettere di verificare
e realizzre uno standard minimo di uniformità di -sicurezza e
diritti,eliminando progressivamente i contratti precari,
-rivendichiamo il riconoscimento del rls in ogni azienda piccola o grande
che sia con il loro coordinamento, formazione e tutela
-rivendichiamo la postazione fissa ispettiva interna all'area ilva per
deterrenza riferimento delle denunce e pronto intervento
ma invece abbiamo
piena condivisione di tutti della logica ilva nella
concorrenza sul mercato mondiale della massima e del ribasso del costo di
lavoro
estensione dei contratti precari anche in ilva come è avvenuto con un
recente accordo separato ilva con fim e uilm
le ditte dell'appalto come bacino di assunzioni pilotate spesso dal
sindacato ( è vero o no ? che la sede uilm è spesso e volentieri un ufficio
collocamento o una
sorta di agenzia del lavoro affollatissima)
gli rls pochi sono spesso dei sindacalisti trombati alle elezioni rsu
assolutamente succubi dell'azienda e quando non lo sono vengono colpiti
isolati mobbizzati e su questo anche la segreteria fiom fa la sua parte -
recentemente un delegato rls troppo attivo e indipendente è stato emarginato
proprio dalla segreteria fiom
Fim e UGL sono sindacati gialli i cultori del sindacato non conflittuale
ecollaborativo con
l'azienda
il presidente Vendola lancia lamenti alati ma firma atti di intesa con
l'Ilva che sono una sorta di lasciapassare
il sindaco Stefano scrive lettere d'amore a padron riva in cambio di
fontanine
Florido presidente della provincia è da sempre uno degli uomini di
riferimento di Padron riva
Cremaschi Fiom grande parolaio da giornali, annuncia sempre che la fiom farà
sfracelli, si costituirà parte civile ma all'ilva di taranto non avviene
mai
dobbiamo
ricostruire il sindacato di classe basato sui cobas
eleggere e formare gli rls come delegati di reparto
isolare riva e i padroni con la rete nazionale per la sicurezza sui posti di
lavoro
sostenere le famiglie realmente e non passerelle di facciata
corsia preferenziale per i processi subito
slai cobas per il sindacato di classe ilva appalto taranto
cobasta@libero.it
347 1102638
di antonio alagni
avrebbe tirato troppo la fune anche quando era giunta al termine ...
le cose non stanno così
"
la gru, il cavo e le braghe erano logore sfilacciate
le pratiche operative di quel lavoro prevedevano che non ci fossero operai
sotto i carichi sospesi
la gru - secondo testimonianze - non era dotata di 'fine corso che è una
specie di blocco che quando
c'è -incontra il il bozzello e ferma l'ingranaggio per impedire che il
carico si sganci,
l'ilva è responsabile della qualità della impresa appaltatrice, questa come
molte altre , non sono
all'altezza, appalti presi a basso costo e operai non attrezzati
adeguatamente, tempi e modalità di lavoro che non tutelano salute e diritti
dei lavoratori
nelle ditte dell'appalto la situazione è
abbastanza ingovernabile, manod'opera usa e getta, difficilmente operano in
sicurezza
il sistema dell'assegnazione dell'appalto al massimo
ribasso produce inevitbilmente questi effetti
lo sciopero del giorno dopo non è la soluzione, serve lo sciopero del giorno
prima, serve aprire uno scontro prolungato con padron riva e padroni e
padroncini dell'appalto sulla sicurezza, sui contratti, sui diritti
sindacali, sugli
orari ecc:
lo slai cobas per il sindacato di classe ivita i lavoratori e tutti i
sindacati confederali
-lottare per l'accorpamento delle ditte dell'appalto per ridurre il numero,
massimo una cinquantina e non oltre 200 come ora
-rivendichiamo la nascita di un consorzio delle imprese che sia soggetto
unico trattante per il sindacato perchè questo può permettere di verificare
e realizzre uno standard minimo di uniformità di -sicurezza e
diritti,eliminando progressivamente i contratti precari,
-rivendichiamo il riconoscimento del rls in ogni azienda piccola o grande
che sia con il loro coordinamento, formazione e tutela
-rivendichiamo la postazione fissa ispettiva interna all'area ilva per
deterrenza riferimento delle denunce e pronto intervento
ma invece abbiamo
piena condivisione di tutti della logica ilva nella
concorrenza sul mercato mondiale della massima e del ribasso del costo di
lavoro
estensione dei contratti precari anche in ilva come è avvenuto con un
recente accordo separato ilva con fim e uilm
le ditte dell'appalto come bacino di assunzioni pilotate spesso dal
sindacato ( è vero o no ? che la sede uilm è spesso e volentieri un ufficio
collocamento o una
sorta di agenzia del lavoro affollatissima)
gli rls pochi sono spesso dei sindacalisti trombati alle elezioni rsu
assolutamente succubi dell'azienda e quando non lo sono vengono colpiti
isolati mobbizzati e su questo anche la segreteria fiom fa la sua parte -
recentemente un delegato rls troppo attivo e indipendente è stato emarginato
proprio dalla segreteria fiom
Fim e UGL sono sindacati gialli i cultori del sindacato non conflittuale
ecollaborativo con
l'azienda
il presidente Vendola lancia lamenti alati ma firma atti di intesa con
l'Ilva che sono una sorta di lasciapassare
il sindaco Stefano scrive lettere d'amore a padron riva in cambio di
fontanine
Florido presidente della provincia è da sempre uno degli uomini di
riferimento di Padron riva
Cremaschi Fiom grande parolaio da giornali, annuncia sempre che la fiom farà
sfracelli, si costituirà parte civile ma all'ilva di taranto non avviene
mai
dobbiamo
ricostruire il sindacato di classe basato sui cobas
eleggere e formare gli rls come delegati di reparto
isolare riva e i padroni con la rete nazionale per la sicurezza sui posti di
lavoro
sostenere le famiglie realmente e non passerelle di facciata
corsia preferenziale per i processi subito
slai cobas per il sindacato di classe ilva appalto taranto
cobasta@libero.it
347 1102638
mercoledì 2 luglio 2008
Ilva taranto padroni assassini e complici
lo sciopero di oggi è pienamente riuscito alle ditte di appalto dell'ilva
per la morte di Antonio Alagni, 45 anni di taranto, sposato con una figlia,
dipendente della ditta P&P impianti di Napoli, che operava in acciaieria 1
colpito alla testa da un bozzello della gru semovente, che si era staccato
dai cavi d'acciaio che lo sostenevano, le funi che reggevano il gancio si
sono spezzate e l'operaio è stato investito da un proiettile di 50 chili che
è precipitato da una altezza di 5 metri
oltre 5.000 operai hanno riempito per oltre due ore il piazzale delle
portinerie delle imprese per assicurarsi che nessuno entrasse dopo o da
altra portineria, cosa che era successa
in occasione del precedente omicidio alle ditte d'appalto - un operaio
albanese - sono due i morti nel 2008 nell'appalto ilva
all'ilva lo sciopero è andato meno bene, ma meglio dell'ultima volta
"come mai si era staccato il carico di bozzello ? le braghe erano rovinate,
il carico era bilanciato e imbragato male ? che ci faceva l'operaio in quel
punto quando le pratiche operative di quel lavoro prevedono che non ci sia
nessuno sotto i carichi sospesi ?
la gru riverniciata diverse volte e il cavo d'acciaio sfilacciato mostrano
che si trattava di arnesi logori e non in sicurezza per un lavoro così
rischioso
la gru non era dotata di 'fine corso che è una specie di blocco che quando
c'è -incontra il il bozzello e fefrma l'ingranaggio per impedire che il
carico si sganci, quella gru -secondo i testimoni- non ce l'aveva
la qualità della impresa appaltatrice, questa come molte altre , non è
all'altezza, appalti presi a basso costo e operai non attrezzati
adeguatamente, tempi e modalità di lavoro che non tutelano
la ditta è una ditta del subappalto e in queste ditte la situazione è
abbastanza ingovernabile, manod'opera usa e getta, difficilmente operano in
sicurezza
l'ilva si scarica sempre di responsabilità in questi casi
il direttore del personale e delle relazioni industriali Pietro De Biasi nel
precedente omicidio dell'operaio albanese,aveva dichiarato ' noi creiamo le
condizioni perchè si agisca in sicurezza, verifichiamo che ci sia la
dotazione piena ed efficiente di tutti gli strumenti, ma poi come questo sia
usato e applicato è materia che spetta in primo luogo all'azienda di cui
dipendono i lavoratori, poi all'azienda appaltante, infine all'azienda
committente'
ma tutti sanno che il sistema dell'assegnazione dell'appalto al massimo
ribasso produce inevitbilmente questi effetti
lo sciopero del giorno dopo non è la soluzione, serve lo sciopero del giorno
prima, serve aprire uno scontro prolungato con padron riva e padroni e
padroncini sulla sicurezza, sui contratti, sui diritti sindacali, sugli
orari ecc:
su questo lo slai cobas per il sindacato di classe è solo nel sostenerlo, i
sindacati confederali sono la fiera della complicità e ipocrisie
rivendichiamo l'accorpamento delle ditte dell'appalto per ridurre il numero,
rivendichiamo la nascita di un consorzio come soggetto unico trattante che
permetta di verificare e realizzre uno standard minimo di uniformità di
sicurezza e diritti,eliminando progressivamente i contratti precari,
rivendichiamo la responsabilità diretta dell'ilva circa l'appalto,
rivendichiamo il riconoscimento del rls in ogni azienda piccola o grande che
sia con il loro coordinamento, formazione e tutela
rivendichiamo la postazione fissa ispettiva interna all'area ilva per
deterrenza riferimento delle denunce e pronto intervento
ma invece abbiamo
piena condivisione delle direzioni sindacali della logica ilva nella
concorrenza sul mercato mondiale della massima e del ribasso del costo di
lavoro
estensione dei contratti precari anche in ilva come è avvenuto con un
recente accordo separato ilva con fim e uilm
le ditte dell'appalto come bacino di assunzioni pilotate spesso dal
sindacato (la sede uilm è spesso e volentieri un ufficio collocamento o una
sorta di agenzia del lavoro affollatissima)
gli rls pochi sono spesso dei sindacalisti trombati alle elezioni rsu
assolutamente succubi dell'azienda e quando non lo sono vengono colpiti
isolati mobbizzati e su questo anche la segreteria fiom fa la sua parte -
recentemente un delegato rls troppo attivo e indipendente è stato emarginato
proprio dalla segreteria fiom
Fim e UGL sono sindacati gialli i cultori del sindacato non conflittuale con
l'azienda
il presidente Vendola lancia lamenti alati ma firma atti di intesa con
l'Ilva che sono una sorta di lasciapassare
il sindaco Stefano scrive lettere d'amore a padron riva in cambio di
fontanine
Florido presidente della provincia è da sempre uno degli uomini di
riferimento di Padron riva
Cremaschi grande parolaio da giornali, annuncia sempre che la fiom farà
sfracelli, si costituirà parte civile ma all'ilva di taranto non avviene
mai
ricostruire il sindacato di classe basato sui cobas
eleggere e formare gli rls come delegati di reparto
isolare riva e i padroni con la rete nazionale è il lavoro che facciamo e
che avanza sia pure lentamente
in questi mesi
slai cobas per il sindacato di classe ilva appalto taranto
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per la morte di Antonio Alagni, 45 anni di taranto, sposato con una figlia,
dipendente della ditta P&P impianti di Napoli, che operava in acciaieria 1
colpito alla testa da un bozzello della gru semovente, che si era staccato
dai cavi d'acciaio che lo sostenevano, le funi che reggevano il gancio si
sono spezzate e l'operaio è stato investito da un proiettile di 50 chili che
è precipitato da una altezza di 5 metri
oltre 5.000 operai hanno riempito per oltre due ore il piazzale delle
portinerie delle imprese per assicurarsi che nessuno entrasse dopo o da
altra portineria, cosa che era successa
in occasione del precedente omicidio alle ditte d'appalto - un operaio
albanese - sono due i morti nel 2008 nell'appalto ilva
all'ilva lo sciopero è andato meno bene, ma meglio dell'ultima volta
"come mai si era staccato il carico di bozzello ? le braghe erano rovinate,
il carico era bilanciato e imbragato male ? che ci faceva l'operaio in quel
punto quando le pratiche operative di quel lavoro prevedono che non ci sia
nessuno sotto i carichi sospesi ?
la gru riverniciata diverse volte e il cavo d'acciaio sfilacciato mostrano
che si trattava di arnesi logori e non in sicurezza per un lavoro così
rischioso
la gru non era dotata di 'fine corso che è una specie di blocco che quando
c'è -incontra il il bozzello e fefrma l'ingranaggio per impedire che il
carico si sganci, quella gru -secondo i testimoni- non ce l'aveva
la qualità della impresa appaltatrice, questa come molte altre , non è
all'altezza, appalti presi a basso costo e operai non attrezzati
adeguatamente, tempi e modalità di lavoro che non tutelano
la ditta è una ditta del subappalto e in queste ditte la situazione è
abbastanza ingovernabile, manod'opera usa e getta, difficilmente operano in
sicurezza
l'ilva si scarica sempre di responsabilità in questi casi
il direttore del personale e delle relazioni industriali Pietro De Biasi nel
precedente omicidio dell'operaio albanese,aveva dichiarato ' noi creiamo le
condizioni perchè si agisca in sicurezza, verifichiamo che ci sia la
dotazione piena ed efficiente di tutti gli strumenti, ma poi come questo sia
usato e applicato è materia che spetta in primo luogo all'azienda di cui
dipendono i lavoratori, poi all'azienda appaltante, infine all'azienda
committente'
ma tutti sanno che il sistema dell'assegnazione dell'appalto al massimo
ribasso produce inevitbilmente questi effetti
lo sciopero del giorno dopo non è la soluzione, serve lo sciopero del giorno
prima, serve aprire uno scontro prolungato con padron riva e padroni e
padroncini sulla sicurezza, sui contratti, sui diritti sindacali, sugli
orari ecc:
su questo lo slai cobas per il sindacato di classe è solo nel sostenerlo, i
sindacati confederali sono la fiera della complicità e ipocrisie
rivendichiamo l'accorpamento delle ditte dell'appalto per ridurre il numero,
rivendichiamo la nascita di un consorzio come soggetto unico trattante che
permetta di verificare e realizzre uno standard minimo di uniformità di
sicurezza e diritti,eliminando progressivamente i contratti precari,
rivendichiamo la responsabilità diretta dell'ilva circa l'appalto,
rivendichiamo il riconoscimento del rls in ogni azienda piccola o grande che
sia con il loro coordinamento, formazione e tutela
rivendichiamo la postazione fissa ispettiva interna all'area ilva per
deterrenza riferimento delle denunce e pronto intervento
ma invece abbiamo
piena condivisione delle direzioni sindacali della logica ilva nella
concorrenza sul mercato mondiale della massima e del ribasso del costo di
lavoro
estensione dei contratti precari anche in ilva come è avvenuto con un
recente accordo separato ilva con fim e uilm
le ditte dell'appalto come bacino di assunzioni pilotate spesso dal
sindacato (la sede uilm è spesso e volentieri un ufficio collocamento o una
sorta di agenzia del lavoro affollatissima)
gli rls pochi sono spesso dei sindacalisti trombati alle elezioni rsu
assolutamente succubi dell'azienda e quando non lo sono vengono colpiti
isolati mobbizzati e su questo anche la segreteria fiom fa la sua parte -
recentemente un delegato rls troppo attivo e indipendente è stato emarginato
proprio dalla segreteria fiom
Fim e UGL sono sindacati gialli i cultori del sindacato non conflittuale con
l'azienda
il presidente Vendola lancia lamenti alati ma firma atti di intesa con
l'Ilva che sono una sorta di lasciapassare
il sindaco Stefano scrive lettere d'amore a padron riva in cambio di
fontanine
Florido presidente della provincia è da sempre uno degli uomini di
riferimento di Padron riva
Cremaschi grande parolaio da giornali, annuncia sempre che la fiom farà
sfracelli, si costituirà parte civile ma all'ilva di taranto non avviene
mai
ricostruire il sindacato di classe basato sui cobas
eleggere e formare gli rls come delegati di reparto
isolare riva e i padroni con la rete nazionale è il lavoro che facciamo e
che avanza sia pure lentamente
in questi mesi
slai cobas per il sindacato di classe ilva appalto taranto
cobasta@libero.it
347 1102638
martedì 1 luglio 2008
processo tyssenkrupp
comunicato
si apre domani il processo alla Thyssen Krupp per la strage del 6 dicembre i familiari degli operai uccisi non si costituiranno parte civile perchè accettano i 14 milioni di euro offerti dall'azienda, circa 2 milioni di euro a famiglia si è trattato di un'offerta che tutti hanno consigliato di accettare per il bene delle famiglie e anche perchè difficilmente una causa risarcitoria avrebbe potuto ottenere di più la thyssen aveva come obiettivo "nessuna vedova in aula" e può dire di averlo ottenuto a taranto abbiamo costituito l'associazione 12 giugno dei familiari delle vittime sul lavoro in particolare all'Ilva, proprio per organizzare e mantenere l'interesse collettivo e la lotta di tutti ifamiliari, al di là del fatto particolare della singola famiglia, che spesso e in condizioni che non riescde a fronteggiare
l'offensiva dei padroni assassini abbiamo chiesto due volte di costituirci parte civile indipendentemente dalla scelta dei singoli familiari stiamo rivendicando con la rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro "il riconoscimento automatico ai processi delle Associazioni Familiari e delle OO:SS delle aziende in cui vi sono omici bianchi o territoriali"" una rivendicazione non ancora recepita come la vogliamo noi nel TU sulla sicurezza legge 81 e insieme alla corsia prevferenziale per
processi e ricorsi aventi per oggetto salute e sicurezza fanno parte delle battaglie che la rete conduce battaglie di classe, battaglie politiche e di civiltà non solo sindacali ma volte acd aderire alle condizioni reali di lavoratori e familiari, organizzarle per lottare e farle protagoniste di questa battaglia contro i
sindacati confederali complici e contro l'insipienza e impotenza di sindacati di base e gruppi parolai naturalmente ora tocca ai lavoratori, familiari, e a tutto il movimento di lotta partecipare attaivamente al processo per farne una tribuna di accusa generale e particolare l'inchiesta come è scritto negli atti e nella stampa inchioda le repsonsabilità dei padroni della Thyssen, dei suoi dirigenti tedeschi e
italiani alle responsabilità stragiste ed è giusto pretendere che siano colpiti duramente per omicidio volontario e non colposo al massimo della pena sappiamo che difficilmente andranno in galera ma ciò non toglie che bisogna pretenderlo e rivendicare la giustizia proletaria che solo il potere proletario, potrebbe e dovrebbe comminare ed eseguire la rete nazionale assume e adotta questo processo in stretto legame con gli operai d'avanguardia della Thyssen che sono parte e spina dorsale della rete nazionale per la sicurezza e processerà i padroni thyssen come gli altri padroni assassini in tutte le piazze e iniziative dei prossimi mesi la rete con la manifestazione del 20 giugno ha già lanciato lo sciopero generale su questo tema con la data del 6 dicembre uno sciopero che richiede l'adesione di tutti e che proprio il processo di torino rilancerà, uno sciopero che si farà comunque e sarà grande ed esteso per partecipazione e incisività lo vogliano o no i sindacati confederali e a cui i sindacati di base dovranno pur scegliere non solo di farlo ma come e con chi farlo così come nascertanno sul territorio le ronde proletarie, quelle vere non quelle parolaie delle assemblee autistiche convocate da qualcuno così come si farà cruenta e alternativa la battaglia per rls eletti come delegati di reparto senza liste sindacali su tutti i posti di lavoro fatti e non parole dopo la prima fase della marcia carovana e della manifestazione del 20 giugno a roma rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@domeus.it
tel. 347 1102638
si apre domani il processo alla Thyssen Krupp per la strage del 6 dicembre i familiari degli operai uccisi non si costituiranno parte civile perchè accettano i 14 milioni di euro offerti dall'azienda, circa 2 milioni di euro a famiglia si è trattato di un'offerta che tutti hanno consigliato di accettare per il bene delle famiglie e anche perchè difficilmente una causa risarcitoria avrebbe potuto ottenere di più la thyssen aveva come obiettivo "nessuna vedova in aula" e può dire di averlo ottenuto a taranto abbiamo costituito l'associazione 12 giugno dei familiari delle vittime sul lavoro in particolare all'Ilva, proprio per organizzare e mantenere l'interesse collettivo e la lotta di tutti ifamiliari, al di là del fatto particolare della singola famiglia, che spesso e in condizioni che non riescde a fronteggiare
l'offensiva dei padroni assassini abbiamo chiesto due volte di costituirci parte civile indipendentemente dalla scelta dei singoli familiari stiamo rivendicando con la rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro "il riconoscimento automatico ai processi delle Associazioni Familiari e delle OO:SS delle aziende in cui vi sono omici bianchi o territoriali"" una rivendicazione non ancora recepita come la vogliamo noi nel TU sulla sicurezza legge 81 e insieme alla corsia prevferenziale per
processi e ricorsi aventi per oggetto salute e sicurezza fanno parte delle battaglie che la rete conduce battaglie di classe, battaglie politiche e di civiltà non solo sindacali ma volte acd aderire alle condizioni reali di lavoratori e familiari, organizzarle per lottare e farle protagoniste di questa battaglia contro i
sindacati confederali complici e contro l'insipienza e impotenza di sindacati di base e gruppi parolai naturalmente ora tocca ai lavoratori, familiari, e a tutto il movimento di lotta partecipare attaivamente al processo per farne una tribuna di accusa generale e particolare l'inchiesta come è scritto negli atti e nella stampa inchioda le repsonsabilità dei padroni della Thyssen, dei suoi dirigenti tedeschi e
italiani alle responsabilità stragiste ed è giusto pretendere che siano colpiti duramente per omicidio volontario e non colposo al massimo della pena sappiamo che difficilmente andranno in galera ma ciò non toglie che bisogna pretenderlo e rivendicare la giustizia proletaria che solo il potere proletario, potrebbe e dovrebbe comminare ed eseguire la rete nazionale assume e adotta questo processo in stretto legame con gli operai d'avanguardia della Thyssen che sono parte e spina dorsale della rete nazionale per la sicurezza e processerà i padroni thyssen come gli altri padroni assassini in tutte le piazze e iniziative dei prossimi mesi la rete con la manifestazione del 20 giugno ha già lanciato lo sciopero generale su questo tema con la data del 6 dicembre uno sciopero che richiede l'adesione di tutti e che proprio il processo di torino rilancerà, uno sciopero che si farà comunque e sarà grande ed esteso per partecipazione e incisività lo vogliano o no i sindacati confederali e a cui i sindacati di base dovranno pur scegliere non solo di farlo ma come e con chi farlo così come nascertanno sul territorio le ronde proletarie, quelle vere non quelle parolaie delle assemblee autistiche convocate da qualcuno così come si farà cruenta e alternativa la battaglia per rls eletti come delegati di reparto senza liste sindacali su tutti i posti di lavoro fatti e non parole dopo la prima fase della marcia carovana e della manifestazione del 20 giugno a roma rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@domeus.it
tel. 347 1102638
Morti sul lavoro 2008
>> Morti sul lavoro 2008
>>
>> Luglio:
>> 1 luglio Taranto
>>
>> Giugno:
>> 30 giugno Afragola (Napoli)
>> 29 giugno Bellaccio (Como)
>> 29 giugno Cesena
>> 29 giugno Lugnano in Teverina (Viterbo)
>> 28 giugno Massarosa (Lucca)
>> 28 giugno L'Aquila
>> 26 giugno Scarlino (Grosseto)
>> 25 giugno Cogne (Aosta)
>> 25 giugno San Giovanni in Fiore (Cosenza)
>> 24 giugno Bolzano
>> 24 giugno Civitavecchia
>> 23 giugno Tortoli (Nuoro)
>> 21 giugno Menfi (Agrigento)
>> 18 giugno Oggiona Santo Stefano (Varese)
>> 18 giugno Trevignano (Treviso)
>> 15 giugno Costa Canile (Cuneo)
>> 13 giugno Donori (Cagliari)
>> 13 giugno Termini Imerese (Palermo)
>> 13 giugno Settimo Milanese
>> 13 giugno Settimo Milanese
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Orani (Nuoro)
>> 11 giugno San Salvatore Monferrato (Alessandria)
>> 11 giugno Modena
>> 10 giugno Imperia
>> 9 giugno Campo Calabro (Reggio Calabria)
>> 7 giugno Prato
>> 7 giugno Francavilla al mare (Chieti)
>> 04 giugno Jesi (Ancona)
>>
>> Maggio:
>> 29 maggio Vicenza
>> 29 maggio San Marcello (Ancona)
>> 29 maggio Bergamo
>> 29 maggio Trento
>> 29 maggio Sanremo
>> 28 maggio Udine
>> 27 maggio Tordandrea di Assisi (Perugia)
>> 27 maggio Ragusa
>> 27 maggio Locorotondo (Bari)
>> 23 maggio Chiaravalle Gubbio (Perugia)
>> 23 maggio Chiaravalle (Ancona)
>> 22 maggio Bolzano
>> 21 maggio Ceprano (Frosinone)
>> 20 maggio Casalmaggiore (Cremona)
>> 19 maggio Oggiono (Lecco)
>> 19 maggio San Lucido (Cosenza)
>> 16 maggio Piombino
>> 13 maggio Lamezia Terme
>> 13 maggio Palermo
>> 11 maggio Catania
>> 10 maggio Cornedo Vicentino (Vicenza)
>> 10 maggio Montecchio Maggiore (Vicenza)
>> 10 maggio Monopoli (Bari)
>> 10 maggio Ovada (Alessandria)
>> 9 maggio Piacenza
>> 7 maggio Cascina Risaia di Villareggia (Torino)
>> 5 maggio Roma
>> 5 maggio Asti
>> 3 maggio Catania
>> 3 maggio Monopoli (Bari)
>>
>> Aprile:
>> 29 aprile Miglianico (Chieti)
>> 29 aprile Reggio Emilia
>> 24 aprile Lecco
>> 23 aprile Roma
>> 23 aprile Modena
>> 23 aprile Sondrio
>> 22 aprile Ferrara
>> 22 aprile Padova
>> 22 aprile Padova
>> 22 aprile Costa Masnaga (Lc)
>> 22 aprile Taranto
>> 22 aprile Villa Santo Stefano (Frosinone)
>> 19 aprile Agrate Brianza (Monza)
>> 18 aprile Legnano
>> 17 aprile Custonaci (Trapani)
>> 16 aprile Cornate D'Adda (Milano)
>> 16 aprile Cornate D'Adda (Milano)
>> 13 aprile Terni
>> 12 aprile Basilicagoiano (Parma)
>> 12 aprile Treviso
>> 12 aprile Castelbelforte Mantova
>> 10 aprile Ferrara
>> 10 aprile Sant'Antonio Abate (Na)
>> 9 aprile Busto Arsizio (Va)
>> 9 aprile Monselice (Padova)
>> 9 aprile Portovesme (Cagliari)
>> 8 aprile Cagliari
>> 7 aprile Oristano
>> 6 aprile Verona
>> 2 aprile Roma
>> 2 aprile Pietrabbondante (Isernia)
>>
>> Marzo:
>> 31 marzo Napoli
>> 31 marzo Vestenanova (Verona)
>> 31 marzo Teramo
>> 31 marzo Caserta
>> 26 marzo Melfi (Po)
>> 20 marzo Sesto San Giovanni (Mi)
>> 20 marzo Tronto (Ascoli Piceno)
>> 12 marzo Lentini (Belluno)
>> 11 marzo Chivasso (Torino)
>> 10 marzo Verona
>> 10 marzo None (Torino)
>> 8 marzo Lizzanello (Lecce)
>> 6 marzo Cerano (Novara)
>> 6 marzo Milano
>> 4 marzo Molfetta (Bari)
>> 4 marzo Molfetta (Bari)
>> 4 marzo Molfetta (Bari)
>> 4 marzo Molfetta (Bari)
>> 4 marzo Molfetta (Bari)
>>
>> Febbraio:
>> 28 febbraio Nocera Umbra (Perugia)
>> 28 febbraio Genova
>> 27 febbraio Migliara (Latina)
>> 27 febbraio Candelo (Biella)
>> 25 febbraio Siderno (Reggio Calabria)
>> 23 febbraio Borgoricco (Padova)
>> 21 febbraio Cupello (Chieti)
>> 20 febbraio Cesio Maggiore (Belluno)
>> 20 febbraio Misano (Rimini)
>> 19 febbraio Catania
>> 19 febbraio Biella
>> 17 febbraio Busano (Torino)
>> 17 febbraio Sant'Agata dei Goti (Benevento)
>> 16 febbraio Travagliato (Brescia)
>> 16 febbraio Campobello di Mazara (Trapani)
>> 14 febbraio Enna
>> 14 febbraio Spinadesco (Cremona)
>> 14 febbraio Firenze
>> 13 febbraio Lutrano di Fontanelle (Treviso)
>> 13 febbraio Reda (Faenza)
>> 13 febbraio Raffadali (Agrigento)
>> 12 febbraio Torino
>> 12 febbraio Guidonia
>> 11 febbraio Salemi (Trapani)
>> 11 febbraio Felettis di Bicinicco (Udine)
>> 11 febbraio Orte (Viterbo)
>> 10 febbraio None (Torino)
>> 9 febbraio Roma
>> 7 febbraio Pratola Serra (Avellino)
>> 7 febbraio San Martino di Lupari (Padova)
>> 6 febbraio Castiglione in Teverina (Terni)
>> 6 febbraio Castiglione in Teverina (Terni)
>> 6 febbraio Castiglione in Teverina (Terni)
>> 6 febbraio Castiglione in Teverina (Terni)
>> 5 febbraio Genova
>> 5 febbraio Ferrara
>> 2 febbraio Novafeltria (Pesaro)
>> 2 febbraio San Giacomo di Guastalla (Reggio Emilia)
>>
>> Gennaio:
>> 31 gennaio Messina
>> 28 gennaio Toscanella di Dozza (Bologna)
>> 28 gennaio Napoli
>> 26 gennaio Torbole Casaglia (Brescia)
>> 25 gennaio Venezia
>> 24 gennaio Val Bormida (Savona)
>> 24 gennaio Sommariva del Bosco (Cuneo)
>> 24 gennaio Vazzola (Treviso)
>> 23 gennaio Custonaci (Trapani)
>> 23 gennaio Ragusa
>> 22 gennaio Bolzano
>> 21 gennaio contrada Terrepupi (Ragusa)
>> 20 gennaio Castel Bolognese (Ravenna)
>> 18 gennaio Venezia
>> 18 gennaio Venezia
>> 17 gennaio Cosenza
>> 16 gennaio San Giovanni in Marignano (Rimini)
>> 16 gennaio Rosolini (Ragusa)
>> 16 gennaio Castelgomberto (Vicenza)
>> 15 gennaio Firenze
>> 14 gennaio Sassari
>> 11 gennaio San Giorgio di Nogaro (Udine)
>> 11 gennaio Cuneo
>> 9 gennaio Catania
>> 8 gennaio Leverano (Lecce)
>> 7 gennaio Peschiera Borromeo (Milano)
>> 7 gennaio Massa Marittima (Grosseto)
>> 7 gennaio Varese (Milano)
>> 5 gennaio Porzano di Leno (Brescia)
>> 4 gennaio Gissi (Chieti)
>> 4 gennaio Treviso
>> 3 gennaio Tito (Potenza)
>> 2 gennaio Torino
>> 1 gennaio Treviso
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>>
>> Giugno:
>> 30 giugno Afragola (Napoli)
>> 29 giugno Bellaccio (Como)
>> 29 giugno Cesena
>> 29 giugno Lugnano in Teverina (Viterbo)
>> 28 giugno Massarosa (Lucca)
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>> 26 giugno Scarlino (Grosseto)
>> 25 giugno Cogne (Aosta)
>> 25 giugno San Giovanni in Fiore (Cosenza)
>> 24 giugno Bolzano
>> 24 giugno Civitavecchia
>> 23 giugno Tortoli (Nuoro)
>> 21 giugno Menfi (Agrigento)
>> 18 giugno Oggiona Santo Stefano (Varese)
>> 18 giugno Trevignano (Treviso)
>> 15 giugno Costa Canile (Cuneo)
>> 13 giugno Donori (Cagliari)
>> 13 giugno Termini Imerese (Palermo)
>> 13 giugno Settimo Milanese
>> 13 giugno Settimo Milanese
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
>> 11 giugno Mineo (Catania)
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>> 11 giugno San Salvatore Monferrato (Alessandria)
>> 11 giugno Modena
>> 10 giugno Imperia
>> 9 giugno Campo Calabro (Reggio Calabria)
>> 7 giugno Prato
>> 7 giugno Francavilla al mare (Chieti)
>> 04 giugno Jesi (Ancona)
>>
>> Maggio:
>> 29 maggio Vicenza
>> 29 maggio San Marcello (Ancona)
>> 29 maggio Bergamo
>> 29 maggio Trento
>> 29 maggio Sanremo
>> 28 maggio Udine
>> 27 maggio Tordandrea di Assisi (Perugia)
>> 27 maggio Ragusa
>> 27 maggio Locorotondo (Bari)
>> 23 maggio Chiaravalle Gubbio (Perugia)
>> 23 maggio Chiaravalle (Ancona)
>> 22 maggio Bolzano
>> 21 maggio Ceprano (Frosinone)
>> 20 maggio Casalmaggiore (Cremona)
>> 19 maggio Oggiono (Lecco)
>> 19 maggio San Lucido (Cosenza)
>> 16 maggio Piombino
>> 13 maggio Lamezia Terme
>> 13 maggio Palermo
>> 11 maggio Catania
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>> 10 maggio Montecchio Maggiore (Vicenza)
>> 10 maggio Monopoli (Bari)
>> 10 maggio Ovada (Alessandria)
>> 9 maggio Piacenza
>> 7 maggio Cascina Risaia di Villareggia (Torino)
>> 5 maggio Roma
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>> 3 maggio Catania
>> 3 maggio Monopoli (Bari)
>>
>> Aprile:
>> 29 aprile Miglianico (Chieti)
>> 29 aprile Reggio Emilia
>> 24 aprile Lecco
>> 23 aprile Roma
>> 23 aprile Modena
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>> 22 aprile Ferrara
>> 22 aprile Padova
>> 22 aprile Padova
>> 22 aprile Costa Masnaga (Lc)
>> 22 aprile Taranto
>> 22 aprile Villa Santo Stefano (Frosinone)
>> 19 aprile Agrate Brianza (Monza)
>> 18 aprile Legnano
>> 17 aprile Custonaci (Trapani)
>> 16 aprile Cornate D'Adda (Milano)
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>> 4 marzo Molfetta (Bari)
>> 4 marzo Molfetta (Bari)
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>> 14 febbraio Enna
>> 14 febbraio Spinadesco (Cremona)
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>> 13 febbraio Reda (Faenza)
>> 13 febbraio Raffadali (Agrigento)
>> 12 febbraio Torino
>> 12 febbraio Guidonia
>> 11 febbraio Salemi (Trapani)
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>> 9 febbraio Roma
>> 7 febbraio Pratola Serra (Avellino)
>> 7 febbraio San Martino di Lupari (Padova)
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>> 6 febbraio Castiglione in Teverina (Terni)
>> 6 febbraio Castiglione in Teverina (Terni)
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>> 31 gennaio Messina
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>> 24 gennaio Vazzola (Treviso)
>> 23 gennaio Custonaci (Trapani)
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>> 22 gennaio Bolzano
>> 21 gennaio contrada Terrepupi (Ragusa)
>> 20 gennaio Castel Bolognese (Ravenna)
>> 18 gennaio Venezia
>> 18 gennaio Venezia
>> 17 gennaio Cosenza
>> 16 gennaio San Giovanni in Marignano (Rimini)
>> 16 gennaio Rosolini (Ragusa)
>> 16 gennaio Castelgomberto (Vicenza)
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>> 14 gennaio Sassari
>> 11 gennaio San Giorgio di Nogaro (Udine)
>> 11 gennaio Cuneo
>> 9 gennaio Catania
>> 8 gennaio Leverano (Lecce)
>> 7 gennaio Peschiera Borromeo (Milano)
>> 7 gennaio Massa Marittima (Grosseto)
>> 7 gennaio Varese (Milano)
>> 5 gennaio Porzano di Leno (Brescia)
>> 4 gennaio Gissi (Chieti)
>> 4 gennaio Treviso
>> 3 gennaio Tito (Potenza)
>> 2 gennaio Torino
>> 1 gennaio Treviso
lunedì 30 giugno 2008
senteza tenaris dalmine
Dalmine L´incidente nel piazzale della Tenaris: morì 21enne di Brembo
Operaio travolto in ditta, tre condanne
DALMINE Sono stati condannati ieri i tre imputati di omicidio colposo in relazione alla morte di Pierpaolo Testa, operaio ventunenne di Brembo di Dal- mine che, il 2 ottobre del 2004, mentre in bicicletta stava percorrendo un piazzale interno della Tenaris Dalmine per cominciare il turno di lavoro, era stato investito e ucciso da un camion.
il giudice ilaria Sanesi ha condannato ieri a un anno di reclusione S. F., all´epoca del fatto responsabile della sicurezza per la Tenaris Dalmine, assistito dagli avvocati Enrico Matropietro e Giuseppe Carbone; dieci mesi di reclusione invece per E. G., la legale rappresentante della ditta proprietaria deI camion che aveva travolto il giovane, assistita a processo dagli avvocati Giovanni Ponte e Perla Sciretti;
un anno infine la condanna inflitta al conducente del mezzo, L. G., difeso dall´avvocato Nicola Offredi Geddo. Ai primi due, in ragione dell´incensuratezza, il giudice ha concesso i benefici della sospensione condizionale e della non menzione della pena, mentre la condanna dell´autista è stata condonata per effetto dell´indulto.
il giudice ha anche stabilito un risarcimento in favore della parte civile costituita, la sigla sindacale Slal Cobas con l´avvocato Massimo Rocchi: a fronte di una richiesta di 100 mila euro di risarcimento, in via equitativa, il risarcimento è stato fissato in 10 mila euro complessivi, oltre alle spese legali.
L´episodio risale al 2004: Pierpaolo Testa [la cui famiglia è stata risarcita circa due anni dopo il fatto dalle assicurazioni della Dalmine e della ditta di au totrasporti) doveva cominciare il suo turno di lavoro ed era arrivato allo stabilimento in bicicletta. Mentre attraversava un piazzale diretto verso gli spogliatoi, era stato colpito da un camion che stava uscendo da un capannone.
il giovane ha riportato ferite molto gravi ed era morto. Le successive indagini avevano individuato come presunti responsabili dell´accaduto i tre imputati, che hanno sempre respinto le accuse: l´allora responsabile della sicurezza per la Dalmine e la legale rappresentante della ditta di autotrasporti sostenendo tra l´altro la mancata osservanza da parte dell´autista delle norme viabilistiche interne, e questi invece spiegando di aver correttamente seguito quelle a sua conoscenza e di non aver potuto far nulla per evitare l´impatto.
Eco di bg 26 giugno 2008
Operaio travolto in ditta, tre condanne
DALMINE Sono stati condannati ieri i tre imputati di omicidio colposo in relazione alla morte di Pierpaolo Testa, operaio ventunenne di Brembo di Dal- mine che, il 2 ottobre del 2004, mentre in bicicletta stava percorrendo un piazzale interno della Tenaris Dalmine per cominciare il turno di lavoro, era stato investito e ucciso da un camion.
il giudice ilaria Sanesi ha condannato ieri a un anno di reclusione S. F., all´epoca del fatto responsabile della sicurezza per la Tenaris Dalmine, assistito dagli avvocati Enrico Matropietro e Giuseppe Carbone; dieci mesi di reclusione invece per E. G., la legale rappresentante della ditta proprietaria deI camion che aveva travolto il giovane, assistita a processo dagli avvocati Giovanni Ponte e Perla Sciretti;
un anno infine la condanna inflitta al conducente del mezzo, L. G., difeso dall´avvocato Nicola Offredi Geddo. Ai primi due, in ragione dell´incensuratezza, il giudice ha concesso i benefici della sospensione condizionale e della non menzione della pena, mentre la condanna dell´autista è stata condonata per effetto dell´indulto.
il giudice ha anche stabilito un risarcimento in favore della parte civile costituita, la sigla sindacale Slal Cobas con l´avvocato Massimo Rocchi: a fronte di una richiesta di 100 mila euro di risarcimento, in via equitativa, il risarcimento è stato fissato in 10 mila euro complessivi, oltre alle spese legali.
L´episodio risale al 2004: Pierpaolo Testa [la cui famiglia è stata risarcita circa due anni dopo il fatto dalle assicurazioni della Dalmine e della ditta di au totrasporti) doveva cominciare il suo turno di lavoro ed era arrivato allo stabilimento in bicicletta. Mentre attraversava un piazzale diretto verso gli spogliatoi, era stato colpito da un camion che stava uscendo da un capannone.
il giovane ha riportato ferite molto gravi ed era morto. Le successive indagini avevano individuato come presunti responsabili dell´accaduto i tre imputati, che hanno sempre respinto le accuse: l´allora responsabile della sicurezza per la Dalmine e la legale rappresentante della ditta di autotrasporti sostenendo tra l´altro la mancata osservanza da parte dell´autista delle norme viabilistiche interne, e questi invece spiegando di aver correttamente seguito quelle a sua conoscenza e di non aver potuto far nulla per evitare l´impatto.
Eco di bg 26 giugno 2008
giovedì 26 giugno 2008
Clamorosa decisione del procuratore Deidda «per l'inerzia» dei magistrati
Clamorosa decisione del procuratore Deidda «per l'inerzia» dei magistrati
isontini. Gli esposti al minerale killer sono centinaia nella Bassa e nel
Monfalconese
Morti per amianto, tolta l'inchiesta a Gorizia
La Procura generale avoca le indagini, chiede gli atti e crea un pool. I
familiari: è una svolta
CERVIGNANO. L'aveva già annunciato qualche mese fa ed ora la notizia è stata
ufficializzata: il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte
d'Appello di Trieste, Beniamino Deidda, ha avocato a sè le indagini relative
alle morti di operai esposti all'amianto alla Fincantieri di Monfalcone. Una
notizia importantissima per la Bassa e Monfalcone, dove sono ormai centinaia
i decessi causati dalla fibra killer.
La decisione è stata presa di fronte «all'inerzia della Procura di Gorizia
nell'affrontare le inchieste sulle "morti bianche" per mesotelioma pleurico
ai cantieri navali», con decine di fascicoli mai giunti a dibattimento o
richieste di archiviazione respinte dal Gip. Secondo i dati diffusi
dall'Aea, associazione esposti all'amianto, la Procura di Gorizia ha
dichiarato di aver aperto circa 600 fascicoli d'indagine; solo per circa una
decina di decessi è stata avanzata la richiesta di rinvio a giudizio per il
reato di omicidio colposo. In tutti i casi il Gip ha disposto la
restituzione degli atti alla Procura per un supplemento di indagine o per la
riunione dei fascicoli per il reato di omicidio colposo plurimo. Una
situazione di assurdo stallo, che era stata recentemente segnalata anche da
una commissione di controllo del Ministero, ma che infinite volte era stata
denunciata proprio dall'Aea, che aveva segnalato l'assenza di "passi" verso
una risoluzione dei processi, ma sopratutto l'assenza di rispetto di chi è
morto d'amianto e delle famiglie provate da una tragedia senza fine. Oltre
alla decisione di avocare a sè i fascicoli, il Procuratore generale, come
già annunciato nell'apertura dell'anno giudiziario del 2007, ha previsto di
realizzare un "pool" d'indagine specializzato nella trattazione delle
inchieste sulle morti correlate all'esposizione all'amianto. Si tratterà di
una squadra di consulenti e di Polizia giudiziaria, che completeranno le
indagini preliminari, in collaborazione con le medicine del lavoro delle
Aziende sanitarie competenti. È stata inoltre decisa l'applicazione presso
la Procura generale, per questo tipo di indagini, del sostituto procuratore
della repubblica di Pordenone, Federico Facchin, che avrà il compito di
istruire i fascicoli che saranno esaminati anche dal nuovo Procuratore della
repubblica di Gorizia, Caterina Aiello. «Esprimiamo tutta la nostra
soddisfazione per la notizia - afferma la responsabile delle questioni
legali dell'associazione Aea di Monfalcone, Chiara Paternoster - Da tempo
avevamo denunciato i ritardi e le lungaggini nei processi segnalando
ufficialmente il problema anche al dottor Deidda. Ora questa svolta con la
costituzione di un pool ad hoc per affrontare la questione amianto viene
incontro in pieno alle nostre istanze di un lavoro celere e ad alta
specificità della magistratura sul problema amianto». Particolarmente
colpite dalla notizia le vedove dell'Amianto, che cercando un riconoscimento
di dignità e giustizia per i mariti, morti a causa dell'esposizione alla
fibra killer, non hanno esitato a presentare denuncia per omicidio colposo
nei confronti di Fincantieri.
fonte messaggero veneto
isontini. Gli esposti al minerale killer sono centinaia nella Bassa e nel
Monfalconese
Morti per amianto, tolta l'inchiesta a Gorizia
La Procura generale avoca le indagini, chiede gli atti e crea un pool. I
familiari: è una svolta
CERVIGNANO. L'aveva già annunciato qualche mese fa ed ora la notizia è stata
ufficializzata: il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte
d'Appello di Trieste, Beniamino Deidda, ha avocato a sè le indagini relative
alle morti di operai esposti all'amianto alla Fincantieri di Monfalcone. Una
notizia importantissima per la Bassa e Monfalcone, dove sono ormai centinaia
i decessi causati dalla fibra killer.
La decisione è stata presa di fronte «all'inerzia della Procura di Gorizia
nell'affrontare le inchieste sulle "morti bianche" per mesotelioma pleurico
ai cantieri navali», con decine di fascicoli mai giunti a dibattimento o
richieste di archiviazione respinte dal Gip. Secondo i dati diffusi
dall'Aea, associazione esposti all'amianto, la Procura di Gorizia ha
dichiarato di aver aperto circa 600 fascicoli d'indagine; solo per circa una
decina di decessi è stata avanzata la richiesta di rinvio a giudizio per il
reato di omicidio colposo. In tutti i casi il Gip ha disposto la
restituzione degli atti alla Procura per un supplemento di indagine o per la
riunione dei fascicoli per il reato di omicidio colposo plurimo. Una
situazione di assurdo stallo, che era stata recentemente segnalata anche da
una commissione di controllo del Ministero, ma che infinite volte era stata
denunciata proprio dall'Aea, che aveva segnalato l'assenza di "passi" verso
una risoluzione dei processi, ma sopratutto l'assenza di rispetto di chi è
morto d'amianto e delle famiglie provate da una tragedia senza fine. Oltre
alla decisione di avocare a sè i fascicoli, il Procuratore generale, come
già annunciato nell'apertura dell'anno giudiziario del 2007, ha previsto di
realizzare un "pool" d'indagine specializzato nella trattazione delle
inchieste sulle morti correlate all'esposizione all'amianto. Si tratterà di
una squadra di consulenti e di Polizia giudiziaria, che completeranno le
indagini preliminari, in collaborazione con le medicine del lavoro delle
Aziende sanitarie competenti. È stata inoltre decisa l'applicazione presso
la Procura generale, per questo tipo di indagini, del sostituto procuratore
della repubblica di Pordenone, Federico Facchin, che avrà il compito di
istruire i fascicoli che saranno esaminati anche dal nuovo Procuratore della
repubblica di Gorizia, Caterina Aiello. «Esprimiamo tutta la nostra
soddisfazione per la notizia - afferma la responsabile delle questioni
legali dell'associazione Aea di Monfalcone, Chiara Paternoster - Da tempo
avevamo denunciato i ritardi e le lungaggini nei processi segnalando
ufficialmente il problema anche al dottor Deidda. Ora questa svolta con la
costituzione di un pool ad hoc per affrontare la questione amianto viene
incontro in pieno alle nostre istanze di un lavoro celere e ad alta
specificità della magistratura sul problema amianto». Particolarmente
colpite dalla notizia le vedove dell'Amianto, che cercando un riconoscimento
di dignità e giustizia per i mariti, morti a causa dell'esposizione alla
fibra killer, non hanno esitato a presentare denuncia per omicidio colposo
nei confronti di Fincantieri.
fonte messaggero veneto
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