mercoledì 24 novembre 2010

All'Amadori scatta la rappresaglia padronale contro la Rete. Dal padrone? No, dal sindacato UIL che denuncia e ci vuole in Tribunale!


L'azione della Rete per la sicurezza sul lavoro all'Amadori di Cesena (quello dei polli/tacchini) ha evidentemente lasciato il segno. Non è questa volta il padrone direttamente a mettere in campo la rappresaglia ma lo fa attraverso il sindacato confederale nella persona di Scarponi, segretario provinciale della UIL che ha denunciato 3 attivisti per avergli offeso "l'onore e il decoro" durante la diffusione di un questionario tra le operaie.
Noi pensiamo invece che questo sindacalista abbia offeso l'onore e il decoro delle operaie di Amadori.
I malori di 170 operaie sono state oggetto anche di alcune interpellanze al Consiglio Comunale di Cesena da parte di Davide Fabbri, Capogruppo Consiliare dei Verdi a Cesena che aveva denunciato:
"si è assistito nel corso del tempo – a partire da marzo 2007 ad oggi - a diversi malori di lavoratori all’interno dello stabilimento di San Vittore; in totale quasi 170 lavoratori hanno accusato preoccupanti situazioni di malessere a livello respiratorio e oculare (male alla testa, capogiri, gola secca, trachea irritata, irritazione agli occhi, bruciore alle narici, nausea, vomito); 37 di questi lavoratori hanno accusato sintomi gravi da dover ricorrere ad interventi del Pronto Soccorso dell’Ospedale; tali malesseri hanno provocato la chiusura per quattro giorni di alcuni reparti produttivi dell’Azienda Avi.Coop del Gruppo Amadori".
"Nuovi malesseri tra i lavoratori dello stabilimento avicolo Amadori di Cesena, dopo i circa 170 casi analoghi del 2007". A denunciarlo e' il segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli che chiede la sospensione dell'attivita' lavorativa.
Ma soprattutto è il risultato del questionario preparato dalla Rete con cui le operaie hanno denunciato con forza l'aumento dei ritmi, i movimenti ripetitivi sulla linea, le malattie professionali e la mancanza di aspiratori, i continui solleciti ad azienda, sindacati e Ausl senza ottenere risposte. Oltre a fare un lavoro pesante a volte hanno dovuto subire anche offese dai capi.
Siamo intervenuti in questa fabbrica proprio per questi motivi e per cercare di dare una soluzione al problema. Alle assemblee le stesse operaie hanno accusato i sindacati di essere assenti quando la gente sveniva o veniva lasciata a casa e hanno dovuto subire l'umiliazione di essere trattate come malate immaginarie.
Eppure, invece che rilanciare la mobilitazione degli operai per denunciare padron Amadori, mettere in sicurezza gli impianti, mettere in campo una lotta per non subire il ricatto occupazionale ("o lavorate in queste condizioni o sposto la produzione altrove!"), il sindacalista Scarponi ha pensato bene che il vero problema è chi denuncia la situazione e propone soluzioni, come noi della Rete e si pone a difesa degli interessi aziendali.
E' lo stesso Scarponi ad avere inviato ai suoi iscritti una lettera sull'accaduto davanti ai cancelli che è stata riportata da alcuni giornali locali il 16 luglio 2008 ("rissa sindacale all'Amadori") in cui si dichiara sorpreso per una assemblea della Flai-Cgil perchè "i problemi aziendali dell'Amadori dovrebbero essere affrontati con la massima azione unitaria" e poi afferma: "non si tratta nè di rissa, nè di pugni, nè di altro; si è solamente alzato il tono della voce e sono volate sicuramente alcune parole grosse ma niente di più".
Invece ha tirato dritto e sporto denuncia.
Il giorno dell'udienza (26/01/2011), ovviamente, renderemo pubblico tutto questo e invitiamo la stampa locale ad essere presente.
Di seguito riportiamo un volantino con le proposte che abbiamo fatto come Rete.

IL POLLO VALE DI PIU' DELLA SALUTE DI UNA OPERAIA?


No, padron Amadori, lei non ha alcun diritto di continuare a peggiorare la salute delle operaie, di minimizzare la situazione, di ricattarle, di lasciarle a casa se denunciano malori.
Questi operai, di cui la grande maggioranza sono donne, si alzano alle 4 del mattino per uno straccio di salario che serve a mantenere le loro famiglie e sono stanche di essere sfruttate in quell'inferno di esalazioni nocive da fabbrica da “Terzo mondo” e stanche pure di essere prese in giro dai medici dell'Ausl che coprono le responsabilità del padrone.

Operaie e operai, il padrone dei polli vi ha messo in condizione di perdere la vostra salute, giorno per giorno. Più i suoi profitti aumentano più aumentano le vostre malattie sia fisiche che psichiche legate al processo produttivo.
Rivendicare diritti in questa Azienda significa subire il terrorismo padronale e l'umiliazione di medici che vi addossano la responsabilità di tutto, negando legame tra il peggioramento delle vostre condizioni di salute con il processo lavorativo, addirittura arrivando ad affermare che le patologie di cui soffrite sono imputabili ai vostri stili di vita!
Tanta è la rabbia e l'indignazione che adesso si deve trasformare in iniziative a tutela della salute delle operaie e degli operai.

Chi dovrebbe fare il suo mestiere non lo fa, dimostrando di avere più a cuore gli interessi padronali: quando le operaie non ce la fanno più a lavorare in ambienti nocivi e per i carichi di lavoro i sindacati confederali e gli Rls sono completamente assenti e gli organi di vigilanza e controllo dell’Ausl danno ragione all'Azienda.
Quindi:
noi della Rete Nazionale per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro faremo una perizia indipendente per dimostrare che le malattie sono dovute alle condizioni di lavoro. Pertanto invitiamo le operaie a contattarci anche in forma anonima.
Vogliamo conoscere e informarvi sugli elementi nocivi che mettono a rischio la vostra salute.
Vogliamo la messa in sicurezza degli impianti
Vogliamo le dimissioni dei medici dell'Ausl di Cesena e il ripristino delle competenze dell’Ispettorato del Lavoro.
Vogliamo le dimissioni delle RSU ed Rls
E'necessaria l'elezione diretta da parte degli operai di nuovi Rls, non nominati dalle burocrazie confederali.
E’ necessario uno sciopero autorganizzato che blocchi la produzione a sostegno di questa vertenza

Art. 9 dello Statuto del Lavoratori:
“i lavoratori, mediante le loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica”


Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro- Ravenna
tel. 339/8911853 e mail: cobasravenna@ libero.it

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PROCESSO ETERNIT: UDIENZA DEL 15 E 22 NOVEMBRE

cronaca delle ultime due udienze

PROCESSO ETERNIT: UDIENZA DEL 15 NOVEMBRE

La seduta odierna ha inizio alle ore 9:45 con una precisazione della Corte, su richiesta dei difensori del responsabile civile svizzero escluso dal procedimento lo scorso 18 ottobre: la società in questione, indicata in precedenza come Eternit Schweiz, deve essere intesa come la Eternit (Schweiz) AG.
A seguire viene ascoltato il ct, della difesa Schmidheiny, professor Nano, docente presso il Politecnico di Milano; l'oggetto della consulenza riguarda il seguente tema: ricostruzione degli interventi tecnici che possono aver determinato miglioramenti nella sicurezza della lavorazione dell'amianto e nella tutela ambientale, nei quattro stabilimenti esaminati in questo processo.
Occorre dire che il ct si attiene a dati tecnici - anche se risultano essere assai lacunosi ed arbitrari, come farà notare l'avvocatessa Mara di Medicina Democratica durante il suo interrogatorio - evitando di scivolare nella consulenza giuridica.
Per altro verso, però, la trattazione evidenzia come gli interventi dell'azienda possano essere riferiti esclusivamente al periodo successivo al 1973: visto che la pericolosità dell'amianto era conosciuta - lo ha dichiarato il testimone Thomas Schmidheiny durante il suo interrogatorio - sin dall'inizio degli anni sessanta, ed era oggetto di frequenti discussioni a tavola tra il padre Max, lui ed il fratello imputato Stephan, viene spontaneo chiedersi come mai nulla sia stato fatto prima del 1973.
Subito dopo viene ascoltato il dottor Martina, funzionario Inail ct del pm, il quale riferisce sui costi a carico della collettività per le malattie professionali legate alla lavorazione dell'amianto; la difesa, in particolare l'avvocato Zaccone, contesta il fatto di non essere in grado di effettuare il suo interrogatorio, poiché ci sono delle differenze di cifre tra quanto depositato in udienza preliminare e quanto oggi esposto, chiedendo pertanto di poter interrogare il ct dopo aver letto questa nuova documentazione.
La Corte accetta la richiesta, e aggiorna la seduta a lunedì 22 novembre, quando verrà ascoltato, con l'aiuto di un interprete, il canadese Castelman; successivamente, se resterà tempo, toccherà all'esame di Silvestri e al controesame di Carnevale.
Torino, 15 novembre 2010

PROCESSO ETERNIT: UDIENZA DEL 22 NOVEMBRE

La seduta odierna - che si apre alle ore 9:20 in un'aula che presenta un buon colpo d'occhio anche grazie alla presenza - oltre che dei casalesi, venuti con tre autobus, di cui uno formato totalmente da studenti - di alcuni esponenti di Legami d'acciaio, l'associazione che raggruppa ex dipendenti, e familiari, dell'altro grande processo in corso di svolgimento a Torino, quello contro la multinazionale tedesca dell'acciaio Thyssenkrupp, prevede l'audizione dei ct: Carnevale, del pm, e dottor Castelman, della parte civile Associazione Familiari e Vittime dell'Amianto, di Casale Monferrato.
Il primo, che deve sostenere il controinterrogatorio, sottolinea a più riprese come sia l'amianto - anche se inalato in piccolissime quantità - ad indurre il mesotelioma; precisa, inoltre, che non è detto, a differenza di quanto sostenuto dalla difesa per spostare il problema il più indietro possibile nel tempo, che sia la prima fibra inalata a sviluppare la malattia.
A seguire tocca allo statunitense Castelman, consulente ambientale per le tematiche di salute e prevenzione delle malattie: proprio in relazione a quest'ultimo motivo si è occupato, per l'Organizzazione mondiale della sanità , delle patologie legate all'amianto, mentre in passato ha collaborato con il proprio Governo.
Il ct dimostra, attraverso la lettura di parti del suo libro ed altri documenti - che saranno successivamente acquisiti agli atti dalla Corte - come sin dagli anni 30 i produttori di amianto conoscessero la pericolosità per la salute del minerale.
In particolare cita una lettera di Max Schmidheiny, dell'agosto 1950, diretta alle altre imprese produttrici di cemento-amianto che dimostra come fosse interesse delle ditte produttrici di nascondere gli effetti nocivi sulla popolazione - anche attraverso la omissione volontaria dell'etichettatura contenente le precauzioni da adottare nell'utilizzo dei manufatti in cemento-amianto, precauzione voluta proprio dalla Eternit per evitare problemi sul mercato europeo.
Bisogna dire che la scelta del traduttore dall'inglese non aiuta certamente alla profonda comprensione di quanto affermato dal ct: colui che se ne occupa - evidentemente i fondi sono risicati, dopo i tagli della Finanziaria - è il tecnico del suono che normalmente si occupa delle registrazioni delle udienze di questo processo; inutile dire che si dimostra molto più capace con i microfoni che con le traduzioni, ma è quantomeno scontato, essendo quello il suo lavoro.
Nella prossima udienza, in programma lunedì 29 novembre, avrà luogo il controinterrogatorio di questo ct da parte del pm e delle difese degli imputati.

Torino, 22 novembre 2010



Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

Basta morte operai immigrati !


Gli infortuni, le morti sul lavoro sono in aumento tra i lavoratori immigrati. Le statistiche ufficiali già rivelano questo dato ma molti di più sono gli infortuni che non vengono denunciati perchè i lavoratori sono assunti in nero, oppure a giornata o a chiamata, ricattati dal legame lavoro/permesso di soggiorno, supersfruttati con paghe da fame.

La metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto.

A Ravenna proprio una settimana fa è morto in un cantiere Doka Besnik. Ci viene da dire, dopo la scandalosa sentenza di un giudice di Torino: "QUANTO “RIMBORSERANNO” LA SUA VITA CONSIDERATO CHE E' ALBANESE?"

Come Rete abbiamo pure appoggiato la vertenza dei lavoratori immigrati dell'Akron-Hera/coop Omega di Imola che ha mandato gli immigrati a lavorare senza alcuna protezione tra i rifiuti speciali con salari da fame.

Queste sono solo alcune vicende recenti che nella provincia riguardano le condizioni di lavoro degli immigrati.

Più sfruttamento per i lavoratori, più infortuni e morti sul lavoro, più profitti per i padroni.

E' ORA DI DIRE BASTA AL MODERNO SCHIAVISMO E ALLA MORTE SUL LAVORO DEI LAVORATORI IMMIGRATI!

La Rete per la sicurezza sul lavoro ha lanciato una campagna nazionale di mobilitazione contro le morti sul lavoro nella settimana dal 4 al 10 dicembre.

Il 7 dicembre a Ravenna iniziative all’ufficio immigrazione e al Centro per l’impiego

Costruiamo una campagna contro le morti degli immigrati sul lavoro



Rete per la sicurezza sul lavoro-Ravenna

tel. 339/8911853

e mail: cobasravenna@libero.it

PROCESSO THYSSENKRUPP: UDIENZA DEL 23 NOVEMBRE

La seduta odierna si apre alle ore 9:30 e prevede la settima parte della requisitoria del pm.
Il procuratore Guariniello, nella prima parte dell'udienza, continua la sua esposizione del tema che riguarda la "cultura della sicurezza": tutta la sua trattazione è volta a dimostrare la responsabilità del datore di lavoro - in relazione ad un infortunio - se questi viene meno all'obbligo (che la legge definisce personale, indelegabile ed esclusivo) di redigere il documento di valutazione dei rischi, e di individuare le misure di protezione e prevenzione.
Proprio a questo riguardo, va ricordato che - seppure questo adempimento è parte integrante dei poteri del datore di lavoro - nemmeno i suoi sottoposti, in particolare il Responsabile del servizio prevenzione e protezione (nel nostro caso Cosimo Cafueri), possono sentirsi esentati da tale obbligo per il solo motivo che il datore di lavoro abbia avocato a sé le decisioni in tal senso.
La seconda parte della seduta, che ha luogo dopo un'ora circa di pausa, è occupata dall'esposizione, da parte della sostituta pm Laura Longo, del tema riguardante l'individuazione dei soggetti realmente responsabili della società, gli 'executive members of the board' - l'ad Harald Hespenhan ed i consiglieri delegati Gerhard Prignitz e Marco Pucci - responsabili dei reati a loro ascritti (Hespenhan: omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, incendio doloso, omicidio volontario con dolo; Prignitz e Pucci: omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, incendio doloso, omicidio con colpa
cosciente) in quanto soli membri dell'organo decisionale dell'attività della Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni.
La prossima udienza si terrà venerdì 26 novembre, mentre - per quanto concerne le richieste del pm - pare che queste saranno formalizzate nella seduta di venerdì 10 dicembre (la certezza della data, però, la si avrà soltanto martedì 30 novembre).Torino, 23 novembre 2010 Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

nel quadro della settimana di mobilitazione dal 4 al 10 della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro - l'iniziativa a torino è prevista per il 10 dicembre, se l'udienza sarà confermata

martedì 23 novembre 2010

24 novembre a Taranto presidio in tribunale

24 novembre in occasione del processo per la morte di Antonino Mingolla operaio dell'appalto ilva morto il 18 aprile 2006 per chiedere giustizia e sostenere Franca Caliolo- tra le fondatrici della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro- e tutti i familiari degli operai morti all'ILVA, ENI ecc.
presidio ore 10 tribunale di via marche

rete sicurezza sui posti di lavoro - taranto
info.347-1102638

giovedì 18 novembre 2010

Aderisci alla campagna nazionale di mobilitazione della Rete per la sicurezza sul lavoro




Dal 4 al 10 dicembre iniziative sul territorio nazionale



Le morti sul lavoro stanno crescendo, nonostante padroni, governo e i loro mass media dicano il contrario Dopo una settimana di agonia è morto uno dei 7 operai del rogo di PadernoDugnano, bruciato come gli operai della Thyssenkrupp.
Questa morte si aggiunge alla strage infinita di lavoratori che, ad oggi, ha fatto più di 500 morti dall'inizio dell'anno, da Capua e Napoli divenuta nuova capitali delle morti sul lavoro, al nord est, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia, soffocati nelle cisterne, caduti e schiacciati nelle fabbriche e nei cantieri, folgorati, travolti sulle rotaie....
Il 27% delle vittime sono operai edili, meridionali e immigrati soprattutto,impiegati nei subappalti nei cantieri del nord, e poi ci sono le morti che non rientrano nelle statistiche che avvengono sulle strade mentre i lavoratori vanno o tornano dai turni massacranti di lavoro.

L'intensificazione dello sfruttamento della "moderna" catena di montaggio,con in testa la Fiat, fa aumentare il rischio per la vita e la salute degli operai e aumentano le malattie professionali in tutte le fabbriche anche quelle non toccate dalla morte Gli operai immigrati, i precari, non sono liberi di scegliere se accettare o meno il ricatto del padrone: le sue regole sono le catene per i moderni schiavi del profitto per cui anche la sicurezza sul lavoro non dev'essere un diritto. .

Ma troppe sono anche le morti anche per il non lavoro, il lavoro negato per i licenziamenti, com'è successo a Taranto e a Bologna, oppure per il futuro negato a tanti giovani con contratti precari, come a Palermo.

Il governo Berlusconi, con il ruolo di punta dei ministri Sacconi e Tremonti, mette in campo tutta la sua politica e il suo odio di classe contro i lavoratori con il collegato lavoro, apripista per la cancellazione dello Statuto dei lavoratori, con il taglio ulteriore ai controlli ispettivi di apparati di vigilanza, controllo e prevenzione che devono "collaborare" con le aziende, come ha scritto nella circolare il min. Sacconi (e in molti casi questo lo fanno già, come le stragi della Thyssen e di Capua hanno imostrato), con lo smantellamento pezzo-pezzo del Testo Unico sulla sicurezza, con la depenalizzazione e la riduzione delle sanzioni agli imprenditori colpevoli di infortuni o morti per e sul lavoro, con la cancellazione del registro degli infortuni. Con la Finanziaria ha soppresso un istituto come l' ISPESL, unico ente di ricerca nel settore della prevenzione della sicurezza del lavoro e ci ha voluto umiliare col vergognoso spot sulla sicurezza che scarica la responsabilità unicamente sui lavoratori.

La Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro è stata finora l'unica realtà in grado di condurre questa guerra di classe come battaglia unitaria e nazionale con le lotte manifestazioni nazionali a torino, taranto, è in ogni luogo in cui è stato possibile arrivare unendo operai,delegati rls,familiari tecnici,medici,associazionie ogni energia disponibile La Rete è stata l'unica alternativa praticata al sindacalismo confederale in generale complice e inefficace contro le politiche di padroni e governo su questo terreno, tranne qualche rara eccezione, la Rete è stata ed è alternativa unitaria al vuoto lasciato dall'attività ristretta e puramente episodica dei sindacati di base su questi temi e una linea pratica e metodo contro il settarismo autorefernziale con partiti, gruppi e organizzazioni che agitano questa battaglia solo come autopropaganda non come battaglia generale per farla avanzare nell'interesse dei lavoratori.

Ma le forze sono ancora insufficienti, per questo c'è bisogno che le altre energie che si vogliono veramente impegnare nella lotta contro le morti sul lavoro si uniscano nella Rete per sviluppare quel movimento operaio,popolare,sociale,politico e culturale necessario per incidere in questa battaglia, nel quadro della lotta per una rivoluzione politica e sociale che affermi la vita degli operai sul profitto dei padroni e del sistema del capitale

Ripartiamo per costruire lo sciopero generale nazionale e una manifestazione una nuova manifestazione nazionale di lotta e di combattimento nel senso letterale della parola, a partire da una settimana di mobilitazione nazionale che abbiamo lanciato dal 4 al 10 dicembre da realizzarsi a livello territoriale e nei luoghi di lavoro
manifestiamo il 4 dicembre a Paderno Dugnano e il 10 dicembre al Tribunale
di Torino
manifestazioni e iniziative sono già programmate a Taranto, Palermo, Bergamo, Ravenna,..

aderiamo a questo appello - organizziamo e comunichiamo iniziative grandi e piccole che siano a

Rete nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro bastamortesullavoro@gmail.com


mercoledì 17 novembre 2010

Paderno 4 dicembre manifestazione

paderno dugnano -quasi come la thyssen !

la rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro nel quadro della
settimana nazionale di mobilitazione dal 4 all'11 dicembre in tutta italia
promuove una manifestazione a Paderno per il 4 dicembre
invitiamo tutte le realtà impegnate e sensibili al tema a costruirla insieme.
per adesione e contatti, proposte bastamortesullavoro@gmail.com
335 5244902
rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro - nodo Milano Bergamo
comunicato rete 5 novembre
l'esplosione e il ferimento grave di 7 operai,
sono l'ultimo crimine sul fronte della
sicurezza sul lavoro
i padroni sono assassini - le istituzioni complici - il governo intanto
peggiora la situazione
i sindacati confederali tutti al di là del momento del fatto non fanno
nulla - rsu e rls partecipano, tranne rare eccezioni
alla gestione criminale della sicurezza -
precarietà, ricatto occupazionale, leggi sull'immigrazione fanno il resto
la rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro è stato finora
l'unico strumento generale di contrasto di tutto questo dalla Thyssen
all'Ilva, da Palermo a Molfetta, da Roma al porto di Ravenna...
ma pochi la hanno utilizzata e molti l'hannno boicottata - in primis nel
nostro campo i sindacati di base - tranne lo slai cobas per il sindacato di
classe - usiait roma
altri mettono su patetiche e pietistiche,convegnistiche, strumentali e
inutili 'imitazioni per settarismo, mentalità ristretta, incomprensione
politica e di classe della questione
ma la rete resta l'unica reale proposta nazionale per la denuncia, il
contrasto la mobilitazione
fare della rete lo strumento per colpire a livello unitario di massa i
padroni assassini, il governo e i loro complici all'interno e nel percorso
della indispensabile rivoluzione politica e sociale che metta fine
all'orrore senza fine delle morti sul lavoro, per costruire uno stato un
governo basato sul primato della vita operaia e proletaria e non sul
profitto
l'azione immediata in prima persona da subito nelle fabbriche e nei
territori segnati dalla morte per il lavoro
la manifestazione e l'assemblea nazionale in occasione della conlusione del
processo Thyssen
sono le scadenze attuali di questa guerra di classe che porteremo fino in
fondo

rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com
iscriviti alla mailing list
bastamortesullavoro@domeus.it