sabato 4 dicembre 2010

La manifestazione a Paderno Dugnano. L'intervento della Rete

ALL'EURECO COME ALLA THYSSEN: SI BRUCIANO LE VITE OPERAIE IN NOME DEL PROFITTO E DELL'ILLEGALITA' DEI PADRONI, COPERTE DALLE CONNIVENZE POLITICHE!

A un mese dallo scoppio alla Eureco siamo qui, in piazza a Paderno, per rendere omaggio a Sergio Scapolan e Harun Zeqiri, i due operai morti, I NOSTRI MORTI, che si aggiungono alla strage infinita di lavoratori, che ad oggi ha fatto più di 500 morti. Siamo qui nella speranza che gli altri operai ustionati non facciano la stessa fine, anche se sappiamo che il fuoco assassino li ha segnati dentro per sempre. Siamo qui perchè avremmo voluto stringerci, nel dolore, ai loro familiari, parenti, amici, anche se questo, sappiamo, non potrà consolarli della perdita dei loro cari.

Siamo qui per gridare la nostra VERITA' : questi non sono “incidenti”, non sono “morti bianche”; queste sono morti annunciate, questi sono OMICIDI commessi in nome del profitto e del malaffare. E i fatti lo confermano.

Sono anni che all'Eureco si susseguono incidenti e scoppi, che giustamente hanno allarmato i lavoratori, ma anche la popolazione che vive intorno alla fabbrica.

Sono anni che gli organi competenti e le istituzioni, Regione in testa, “rassicurano tutti”, della serie “non sta succedendo niente”. E i padroni dell'Eureco si sono visti rinnovati la convenzione, continuando a fare i loro affari. E come se non bastasse il padrone, il “signor” Merlino, nel 2005 era stato imputato per omicidio colposo per la morte di un operaio in provincia di Pavia, mentre ora il suo avvocato dice che è: “tutta colpa di un errore umano”..

Ma come è emerso dalle indagini, all'Eureco si effettuavano lavorazioni pericolose e non autorizzate. Così come questi lavori erano stati dati in appalto alla Cooperativa TNL, che aveva inquadrato gli operai, in maggioranza albanesi, con un contratto di facchinaggio anziché con un contratto da chimici, aggirando così le normative, molto più restrittive, sulla sicurezza. Per non parlare dell'anomalia del delegato alla sicurezza, RLS, che lavorava in un altro sito.

Insomma più che al lavoro si va in guerra senza la certezza di portare la pelle a casa.

E ancora una volta temiamo che non sia fatta giustizia, “grazie”, si fa per dire, all'operato del governo Berlusconi, con il ruolo di punta dei Ministri Sacconi e Tremonti, con il collegato lavoro che taglia ulteriormente i controlli ispettivi che devono “collaborare” con le aziende; che smantella pezzo-pezzo il Testo Unico sulla sicurezza; con la depenalizzazione e la riduzione delle sanzioni agli imprenditori colpevoli di infortuni o morti per e sul lavoro.

La Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro è stata finora l'unica realtà in grado di condurre una battaglia unitaria e nazionale con le lotte/manifestazioni nazionali a Torino, Taranto, e in ogni luogo in cui è stato possibile arrivare, unendo operai, delegati RLS, familiari, tecnici, medici, associazioni e ogni energia disponibile.

La Rete è stata l'unica alternativa praticata al sindacalismo confederale, in generale complice e inefficace, tranne rare eccezioni, alle politiche di padroni e governo su questo terreno; la Rete è stata ed è alternativa unitaria al vuoto lasciato dall'attività ristretta e puramente episodica dei sindacati di base su questi temi e una linea pratica e metodo contro il settarismo autoreferenziali con partiti, gruppi e organizzazioni che agitano questa battaglia solo come autopropaganda non come battaglia per farla avanzare nell'interesse dei lavoratori.

Ma le forze sono ancora insufficienti, per questo c'è bisogno che altre energie che si vogliono veramente impegnare nella lotta contro le morti sul lavoro, si uniscano nella Rete per sviluppare quel movimento operaio, popolare, sociale, politico e culturale, necessario per incidere in questa battaglia, fino ad arrivare ad uno sciopero generale per la sicurezza sul lavoro, nel quadro della lotta per una rivoluzione politica e sociale che affermi la vita degli operai sul profitto dei padroni e del sistema del capitale.

Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro : bastamortesullavoro@gmail.com

retesicurezzamilano@gmail.com tel. 338-7211377 blog: bastamortesullavoro.blogspot.com

giovedì 2 dicembre 2010

Un altro immigrato morto sul lavoro a Ravenna. 7 dicembre mobilitazione della Rete per la sicurezza

Un'altro infortunio mortale al porto. La vittima un senegalese 51enne schiacciato da sacchi di una tonnellata

La Rete per la sicurezza sul lavoro di Ravenna, all'interno della campagna nazionale, organizza un presidio il 7 dicembre davanti al centro immigrati e al centro per l'impiego

mercoledì 01 dicembre 2010

Nel primo pomeriggio un grave incidente sul lavoro si è verificato in un capannone di Marina Romea, zona porto, dove alcuni operai stavano movimentando grandi sacchi contenenti circa una tonnellata ognuno di una sostanza fertilizzante dalla consistenza sabbiosa.
Uno degli operai, D.G., classe 1959, originario del Senegal e da tempo residente nel Ravennate, era proprio intento a coadiuvare un collega alla guida di un muletto che doveva spostare tali grandi sacchi, predisponendoli per essere agganciati e movimentati.
Purtroppo, per cause ancora in corso di accertamento, alcuni dei sacchi impilati sono crollati addosso al malcapitato, causandogli gravi lesioni per le quali è deceduto immediatamente. Fortunatamente illesi gli altri operai e l'operatore del muletto, in quell'istante lontano qualche metro.
Sul posto i Carabinieri di Ravenna e la medicina del Lavoro per il primo sopralluogo e per accertare le cause della disgrazia e i vigili del fuoco.

comunicato Rete sicurezza sul lavoro in diffusione tra i lavoratori in questi giorni:

Ai lavoratori immigrati, a tutti i lavoratori

Gli infortuni, le morti sul lavoro sono in aumento tra i lavoratori immigrati. Le statistiche ufficiali già rivelano questo dato ma molti di più sono gli infortuni che non vengono denunciati perchè i lavoratori sono assunti in nero, oppure a giornata o a chiamata, ricattati dal legame lavoro/permesso di soggiorno, supersfruttati con paghe da fame.
La metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto.
A Ravenna oggi è morto al Porto un operaio immigrato e proprio una settimana fa è morto in un cantiere Doka Besnik.
Come Rete abbiamo pure appoggiato la vertenza dei lavoratori immigrati dell’Akron-Hera/coop Omega di Imola che ha mandato gli immigrati a lavorare senza alcuna protezione tra i rifiuti speciali con salari da fame.
Queste sono solo alcune vicende recenti che nella provincia riguardano le condizioni di lavoro degli immigrati.
Più sfruttamento per i lavoratori, più infortuni e morti sul lavoro, più profitti per i padroni.

E’ ORA DI DIRE BASTA AL MODERNO SCHIAVISMO E ALLA MORTE SUL LAVORO DEI LAVORATORI IMMIGRATI!

La Rete per la sicurezza sul lavoro ha lanciato una campagna nazionale di mobilitazione contro le morti sul lavoro nella settimana dal 4 al 10 dicembre.

Il 7 dicembre a Ravenna iniziative

Ore 10 al Centro Informazioni per Immigrati del Comune (Via Alberoni, 16) e

ore 11 al Centro per l’impiego (Via Teodorico, 21)

Costruiamo una campagna contro le morti degli immigrati sul lavoro

Rete per la sicurezza sul lavoro-Ravenna
tel. 339/8911853 e mail: cobasravenna@libero.it

e mail nazionale: bastamortesullavoro@domeus.it
visita il blog: bastamortesullavoro.blogspot.com



settimana nazionale di mobilitazione 4-10 dicembre

dall'Appello della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

Le morti sul lavoro stanno crescendo, nonostante padroni, governo e i loro mass media dicano il contrario.
Dopo una settimana di agonia è morto uno dei 7 operai del rogo di Paderno Dugnano, bruciato come gli operai della Thyssenkrupp.
Questa morte si aggiunge alla strage infinita di lavoratori che, ad oggi, ha fatto più di 1000 morti dall'inizio dell'anno, da Capua e Napoli divenuta nuova capitali delle morti sul lavoro, al nord est, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia, soffocati nelle cisterne, caduti e schiacciati nelle fabbriche e nei cantieri, folgorati, travolti sulle rotaie..
Il 27% delle vittime sono operai edili, meridionali e immigrati soprattutto, impiegati nei subappalti nei cantieri del nord, e poi ci sono le morti che non rientrano nelle statistiche che avvengono sulle strade mentre i lavoratori vanno o tornano dai turni massacranti di lavoro.
L'intensificazione dello sfruttamento della "moderna" catena di montaggio, con in testa la Fiat, fa aumentare il rischio per la vita e la salute degli operai e aumentano le malattie professionali in tutte le fabbriche anche quelle non toccate dalla morte.Gli operai immigrati, i precari, non sono liberi di scegliere se accettare o meno il ricatto del padrone: le sue regole sono le catene per i moderni schiavi del profitto per cui anche la sicurezza sul lavoro non dev'essere un diritto. Ma troppe sono anche le morti anche per il non lavoro, il lavoro negato per i licenziamenti, com'è successo a Taranto e a Bologna, oppure per il futuro negato a tanti giovani con contratti precari, come a Palermo.
Il governo mette in campo tutta la sua politica e il suo odio di classe contro i lavoratori con il collegato lavoro, apripista per la cancellazione dello Statuto dei lavoratori, con il taglio ulteriore ai controlli ispettivi di apparati di vigilanza, controllo e prevenzione che devono "collaborare" con le aziende, con lo smantellamento pezzo-pezzo del Testo Unico sulla sicurezza, con la depenalizzazione e la riduzione delle sanzioni agli imprenditori colpevoli di infortuni o morti per e sul lavoro, con la cancellazione del registro degli infortuni.
Con la Finanziaria è stato soppresso un istituto come l' ISPESL, unico ente di ricerca nel settore della prevenzione della sicurezza del lavoro e ci ha voluto umiliare col vergognoso spot sulla sicurezza che scarica la responsabilità unicamente sui lavoratori.
La Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro è stata finora la più attiva realtà in grado di condurre questa guerra di classe come battaglia unitaria e nazionale con le lotte manifestazioni nazionali, è in ogni luogo in cui è stato possibile arrivare unendo operai, delegati rls, familiari, tecnici, medici, associazioni e ogni energia disponibile.
Serve lo sciopero generale nazionale e una manifestazione una nuova manifestazione nazionale di lotta e di combattimento nel senso letterale della parola, a partire da una settimana di mobilitazione nazionale che abbiamo lanciato dal 4 al 10dicembre da realizzarsi a livello territoriale e nei luoghi di lavoro
Manifestazioni e iniziative sono già programmate in tutta Italia tra cui a Ravenna il 7 dicembre
invitiamo ad aderire e partecipare

Rete nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com

mercoledì 1 dicembre 2010

Un altro operaio immigrato muore al Porto di Ravenna. 7 dicembre presidii in città

Un'altro infortunio mortale al porto di Ravenna. La vittima un senegalese 51enne schiacciato da sacchi di una tonnellata

La Rete per la sicurezza sul lavoro di Ravenna organizza un presidio il 7 dicembre davanti al centro immigrati e al centro per l'impiego

mercoledì 01 dicembre 2010

Nel primo pomeriggio un grave incidente sul lavoro si è verificato in un capannone di Marina Romea, zona porto, dove alcuni operai stavano movimentando grandi sacchi contenenti circa una tonnellata ognuno di una sostanza fertilizzante dalla consistenza sabbiosa.
Uno degli operai, D.G., classe 1959, originario del Senegal e da tempo residente nel Ravennate, era proprio intento a coadiuvare un collega alla guida di un muletto che doveva spostare tali grandi sacchi, predisponendoli per essere agganciati e movimentati.
Purtroppo, per cause ancora in corso di accertamento, alcuni dei sacchi impilati sono crollati addosso al malcapitato, causandogli gravi lesioni per le quali è deceduto immediatamente. Fortunatamente illesi gli altri operai e l'operatore del muletto, in quell'istante lontano qualche metro.
Sul posto i Carabinieri di Ravenna e la medicina del Lavoro per il primo sopralluogo e per accertare le cause della disgrazia e i vigili del fuoco.

4 DICEMBRE 2010 MANIFESTAZIONE A PADERNO DUGNANO (MI)


DALLE 14.30 ALLE 16.30 PRESIDIO IN PIAZZA DELLA RESISTENZA

(vicino al Municipio)

ore 15

“cosa è morto con i ragazzi della Thyssen

lettura teatrale di Massimo de Vita del Teatro Officina (locandina allegata)

nel corso dell’iniziativa:

- sarà disponibile una mostra e un dossier sulla vicenda della Eureco

- intervento di Najat, rappresentante del comitato immigrati in lotta sulla torre di via Imbonati a Milano,(la metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto)

- intervento di operai e delegati Rls aderenti alla Rete che forniranno il quadro delle ulteriori iniziative in programma nelle altre città, tra cui quella conclusiva

del 10 dicembre a Torino per il processo Thyssen,

- conclusione alla fabbrica Eureco con uno striscione

30-11-2010 Comunicato stampa

PADERNO DUGNANO -QUASI COME LA THYSSEN !

La rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro nel quadro della settimana nazionale di mobilitazione dal 4 al 10 dicembre in tutta Italia ha indetto una manifestazione a Paderno Dugnano per il 4 dicembre.

L'esplosione e il ferimento grave di 7 operai, di cui due deceduti nelle scorse settimane e altri due sospesi tra la vita e la morte all’ospedale Niguarda, sono l'ultimo crimine sul fronte della sicurezza sul lavoro.

Una catena di lavoratori morti (più di 1000 dall’inizio dell’anno) che dimostra la necessità di una mobilitazione permanente contro un sistema incivile e barbaro che riduce a tragiche fatalità quello che noi chiamiamo gestione criminale della sicurezza sul lavoro.

Per questo dopo un mese dall'esplosione alla Eureco Holding, avvenuta alle ore 15 del 4 novembre 2010, non possiamo restare ad aspettare in silenzio che aumenti il tragico bilancio di lavoratori, senza manifestare la nostra rabbia e la necessità di costruire una campagna di massa attraverso lo strumento della rete nazionale per affermare il primato della vita operaia e non del profitto.

invitiamo tutte le realtà impegnate e sensibili ad aderire e partecipare.

Per contatti retesicurezzamilano@gmail.com 335 5244902

7 dicembre Ravenna: campagna contro le morti di immigrati sul lavoro


Ai lavoratori immigrati, a tutti i lavoratori
Gli infortuni, le morti sul lavoro sono in aumento tra i lavoratori immigrati. Le statistiche ufficiali già rivelano questo dato ma molti di più sono gli infortuni che non vengono denunciati perchè i lavoratori sono assunti in nero, oppure a giornata o a chiamata, ricattati dal legame lavoro/permesso di soggiorno, supersfruttati con paghe da fame.
La metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto.
A Ravenna proprio una settimana fa è morto in un cantiere Doka Besnik. Ci viene da dire, dopo la scandalosa sentenza di un giudice di Torino: “QUANTO “RISARCIRANNO” LA SUA VITA CONSIDERATO CHE E’ ALBANESE?”
Come Rete abbiamo pure appoggiato la vertenza dei lavoratori immigrati dell’Akron-Hera/coop Omega di Imola che ha mandato gli immigrati a lavorare senza alcuna protezione tra i rifiuti speciali con salari da fame.
Queste sono solo alcune vicende recenti che nella provincia riguardano le condizioni di lavoro degli immigrati.
Più sfruttamento per i lavoratori, più infortuni e morti sul lavoro, più profitti per i padroni.
E’ ORA DI DIRE BASTA AL MODERNO SCHIAVISMO E ALLA MORTE SUL LAVORO DEI LAVORATORI IMMIGRATI!
La Rete per la sicurezza sul lavoro ha lanciato una campagna nazionale di mobilitazione contro le morti sul lavoro nella settimana dal 4 al 10 dicembre.
Il 7 dicembre a Ravenna iniziative
Ore 10 al Centro Informazioni per Immigrati del Comune (Via Alberoni, 16) e
ore 11 al Centro per l’impiego (Via Teodorico, 21)
Costruiamo una campagna contro le morti degli immigrati sul lavoro
Rete per la sicurezza sul lavoro-Ravenna
tel. 339/8911853
e mail: cobasravenna@libero.it
e mail nazionale: bastamortesullavoro@domeus.it
visita il blog: bastamortesullavoro.blogspot.com


Aux travailleurs immigrés, a tous les travailleurs,
Les accidents au travail, les morts au travail vont augmenter entre les travailleurs immigrés. Le statistiques officielles révélent cette donnée, mais beaucoup plus nombreux sont les accidents qui ne sont pas denoncés parce que les travailleurs sont engagés au noir, ou à la journée ou bien à l’appel, ils sont victimes du chantage travail/permis de séjour, exploités per des salaires de famine.
La moitié desmorts au travail des travailleurs immigrés se concentre en trois régions: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto.
A’ Ravenna , il y a bien une semaine, Doka Besnik est mort dans un chantier. On va dire, après la scandaleuse sentence d’un juge de Torino, “Combien l’on va “indemniger” sa vie, étant donné qu’il est Albanais?”
En tant que RETE nous avons aussi donné notre appui au conflit du travail des travailleurs immigrés de l’Akron-Hera/coop Omega de Imola, qui a envoyé les immigrés à travailler sans protection entre les ordures d’exception, avec des salaires de famine.
Ces-ci ne sont que quelques uns des événements récents de notre province qui concernent les conditions de travail des immigrés.
Plus d’exploitation pour les travailleurs, plus d’accidents et de morts au travail, plus de profit aux patrons.
L’HEURE EST ARRIVEE D’EN FINIR AVEC LE MODERNE ESCLAVAGISME ET A LA MORT AU TRAVAIL DES TRAVAILLEURS IMMIGRES!
Notre RETE pour la sécureté de travail a lancé une campagne nationale de mobilisation contre les morts au travail dans la semaine du 4 au 10 décembre.
INITIATIVES DU 7 DECEMBRE A RAVENNA :
à 10 heures au Bureau de Renseignements pour immigrés de la Mairie (Rue Alberoni, 16)
à 11 heures au Centre pour l’Emploi (Rue Teodorico, 21)
Construons-nous une campagne contre les morts des immigrés au travail!
RETE pour la sécureté du travail - Ravenna
tel: 339/8911853
e-mail : cobasravenna@libero.it
e mail national : bastamortesullavoro@domeus.it
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Lucrătorilor emigranţi, şi tuturor lucrătorilor

Rănirile, decesele la locul de muncă sunt în creştere în rândul lucrătorilor emigranţi. Statisticile oficiale au dezvăluit deja această informaţie, dar din păcate sunt cu mult mai multe accidente care nu sunt declarate deoarece muncitorii sunt recrutaţi la negru, la zi sau “la apel”, şantajaţi de legătura dintre muncă/ permis de şedere, super exploataţi şi cu salarii de mizerie.

Jumătate din decesele de la locul de muncă printre muncitorii emigranţi sunt concentrate în trei regiuni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto.

În Ravenna, cu doar o săptămână în urmă a murit într-un şantier de construcţii Doka Besnik. Ne întrebăm, după scandaloasa sentinţa dată de un judecător din Torino: Cu cât ar trebui compensată viaţa unei persoane ţinând cont de faptul că este albanez? "

Ca şi “reţea” am sprijinit disputa muncitorilor emigranţi de la Akron-Hera / coop Omega din Imola, care a trimis emigranţii să lucreze fără nici o protecţie, printre deşeuri periculoase cu salarii de mizerie.

Acestea sunt doar câteva evenimente recente din regiunea noastră care se referă la condiţiile de muncă ale imigranţilor.

Muncitori din ce în ce mai exploataţi, răniri şi decese la locul de muncă din ce în ce mai multe, iar pentru proprietari din ce în ce mai mult profit.

Ar fi timpul să spunem că “sclavia modernă” trebuie să înceteze şi că nu mai vrem ca persoanele să moară la locul de muncă!

În săptămâna 4-10 decembrie, reţeaua pentru siguranţa muncii a lansat o campanie naţională pentru mobilizare împotriva deceselor la locul de muncă.

Pe data de 7 decembrie în Ravenna:

La orele 10,00 în cadrul “Centrului de Informare pentru emigranţi “ din (Via Alberoni 16) şi

la orele 11,00 în cadrul “Centrului pentru ocuparea Forţei de Muncă” din (Via Teodorico, 21)

Se va construi o campanie împotriva deceselor la locul de muncă în rândurile emigranţilor

Reţeaua pentru siguranţa muncii - Ravenna
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şi mail naţional: bastamortesullavoro@domeus.it
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PROCESSO ETERNIT: UDIENZA DEL 29 NOVEMBRE


La seduta odierna, che si apre alle ore 9:30, prevede la ripresa dell'audizione del ct della parte civile Afeva di Casale Monferrato, il dottor Castelman, protagonista - suo malgrado - nella scorsa udienza di un clima surreale, con il tecnico del suono dell'aula impegnato a fargli da traduttore, con pessimi risultati.
Questa volta la Corte corre ai ripari e, per consentire una buona comprensione del contenuto del controinterrogatorio del pm (le difese rinunceranno), nomina un'interprete di chiara fama in città.
Prima di incominciare nuovamente l'audizione del ct, la Corte - come già preannunciato in occasione dell'esclusione di Eternit (Schweiz) AG - provvede ad escludere anche il responsabile civile Adex dal procedimento.
A seguire la parola viene data al ct: questi produce alcuni documenti riguardanti il cartello dei produttori di cemento-amianto - nato nel 1929 - per controllare il mercato e anche l'informazione circa i danni alla salute provocati dall'utilizzo del minerale; fa una certa impressione ascoltare che, nel 1956, il direttore generale di un'azienda statunitense produttrice della miscela-killer, tale John Swendall, passava la metà del suo tempo nelle aule dei tribunali per difendersi nelle cause per danni alla salute provocati dalla mancanza di precauzioni nel trattamento dell'amianto.
Dopo una pausa di circa venti minuti è la volta del dottor Silvestri, ct del pm, membro dell'Istituto di prevenzione oncologica della regione Toscana, per il quale si occupa del registro regionale dei mesoteliomi maligni; l'oggetto della consulenza è: analisi dello sviluppo delle conoscenze scientifiche sulla pericolosità dell'amianto e pericolosità delle lavorazioni dello stesso negli stabilimenti Eternit che interessano in questo processo.
Poco dopo che il ct inizia la sua trattazione, l'avvocato Alleva della difesa Schmidheiny - avendo compreso che i dati che sarebbero stati esposti sarebbero stati un duro colpo per la difesa - cerca di bloccare la consulenza adducendo motivazioni pretestuose secondo le quali il ct sarebbe il terzo della lista del pm riguardo allo stesso tema.
Il giudice Casalbore lo 'cassa di brutto', rilevando che non è affatto così, ed invitando il Silvestri a continuare; questi dimostra, attraverso l'esposizione di valanghe di cifre, che i dati delle concentrazioni di fibre di amianto rilevati dal Sil - posti alla base delle consulenze dei ct della difesa - sono sbagliati e falsati dalla mancanza di diverse variabili indispensabili per la corretta valutazione dei risultati.
La prossima udienza si terrà lunedì 6 dicembre, e consterà dell'ascolto di ct del pm sul tema dell'epidemiologia, mentre il 13 dicembre si terrà il controinterrogatorio del dottor Silvestri.

Torino, 29 novembre2010

Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

PROCESSO THYSSENKRUPP: UDIENZA DEL 30 NOVEMBRE


L'udienza in programma oggi, che comincia alle ore 9:45, vede la nona parte della requisitoria del pm.
La trattazione odierna si sofferma sul reato di 'incendio', visto - come già gli altri in precedenza - sia dal punto di vista del reato in generale, sia da quello in relazione all'eccidio avvenuto la notte del 6 dicembre 2007: il tutto citando - lo fa il procuratore Raffaele Guariniello - decine di sentenze della Corte di Cassazione che sostengono le tesi accusatorie.
Momenti di grande commozione si hanno quando la sostituta Laura Longo descrive gli avvenimenti della notte della strage.
Per concludere, il pm tratta due temi che aleggiano sul processo: le responsabilità dei lavoratori e l'affidamento degli incarichi, da parte del datore di lavoro, ad un proprio sottoposto; in entrambi i casi, è bene ricordarlo, il datore di lavoro non è affatto esonerato dagli obblighi in materia di osservanza delle norme antinfortunistiche.
La prossima udienza avrà luogo venerdì 10 dicembre, con la trattazione degli ultimi temi di prova; le richieste di condanna saranno successivamente rese note martedì 14 dicembre.

Torino, 30 novembre 2010


Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino