giovedì 7 febbraio 2013

PROGETTO AMIANTO ISTITUTO GRAFICO “GADDA” DI PADERNO DUGNANO




Carissimi.
Abbiamo proposto un progetto che si chiama “Leviamocelo dalla testa e.....dai piedi” sul problema dell’amianto all’unico Istituto di scuola media superiore del nostro territorio: l’Istituto di grafica “Gadda” di Paderno Dugnano.
Venerdì e sabato scorsi ci sono stati due incontri di 4 ore l’uno dove i ragazzi hanno potuto incontrare ed ascoltare gli esperti e cioè: (Edoardo Bai medico del lavoro di Legambiente), Laura Mara (avvocato che segue le cause dell’amianto per alcuni esposti/vittime e per l’Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA) e Medicina Democratica dove queste sono costituite parte civile, Fulvio Aurora segretaria nazionale AIEA ed infine le testimonianze delle Vittime e dei familiari delle Vittime dell’amianto.
C’erano rappresentanti di Casale Monferrato, ex lavoratori della Breda, rappresentanti della centrale termoelettrica di Turbigo ed infine 4 ex lavoratori dell’Ispra di Paderno Dugnano, fabbrica che nessuno conosceva, dove si facevano le macchine per fare le lastre di cemento amianto.
Il titolare (ora deceduto) era l’ing. Marchioli che, nell’ultimo periodo della piena attività, è stato presidente dell’amiantifera di Balangero. I lavoratori dell’Ispra erano un centinaio, vivi (per quello che risulta) sono una quindicina, e il giudice del tribunale di Monza ha appena archiviato la loro domanda di risarcimento sostenendo che il fatto risale a prima del ‘92, cioè dall’entrata in vigore della legge che mette al bando l’amianto.
Come ben sappiamo tutti noi la pericolosità dell’amianto era nota già da decenni e ci sono documenti che risalgono al secolo scorso.
I ragazzi sono stati splendidi, sono rimasti sempre attenti e hanno fatto domande pertinenti.
Per il 28 aprile produrranno un “Murales” su un muro di Paderno Dugnano che l’Amministrazione Comunale metterà a disposizione. Sarà un murales che rappresenterà le vittime dell’amianto.
In quella data lo inaugureremo e alla sera all’auditorium Tilane ci sarà un evento di ricordo.
Il nostro scopo è TRASMETTERE LA MEMORIA DI QUESTI “CRIMINI INDICIBILI”!
Abbiamo evidenziato con una slide l’articolo 41 della nostra bellissima Costituzione e i ragazzi hanno potuto constatare, ascoltando i vari interventi, quanto sia stato violato questo articolo e non solo sulla questione dell’amianto.
I ragazzi hanno recepito tanti messaggi importanti per crescere cittadini consapevoli. Inoltre con questo argomento hanno appreso nozioni che riguardano le scienze, il diritto e l’educazione civica.
Hanno prestato la massima attenzione e porgendo domande sempre molto pertinenti e stimolanti.
Vogliamo di nuovo complimentarci con loro e con i loro Professori per la fantastica partecipazione Ho detto ai ragazzi che quello che stiamo facendo oggi con loro è il lavoro più bello e utile che come AIEA di Paderno Dugnano abbiamo fatto in 6 anni di vita, loro saranno i futuri lavoratori e i futuri imprenditori, e tutti dovranno sempre rispettare l’articolo 41 della nostra bellissima Costituzione.
Ringraziamo di nuovo gli Insegnanti, la Preside e i ragazzi dell’Istituto Superiore Gadda di Paderno Dugnano per aver aderito al progetto e l’Amministrazione Comunale, in particolar modo, l’Assessore Andrea Tonello per aver condiviso e patrocinato l’iniziativa.
A seguire trovate il Comunicato Stampa della manifestazione. 
Grazie
Lorena Tacco

COMUNICATO STAMPA
PROGETTO AIEA E STUDENTI DEL “GADDA” SUL PERICOLO AMIANTO
L’AIEA sezione di Paderno Dugnano e l’Istituto Superiore Gadda, con il patrocinio del Comune hanno organizzato il progetto “TOGLIAMOCELO DALLA TESTA E...DAI PIEDI”: informazione e approfondimento sulla nocività dell’amianto ancora così presente nella realtà del nostro territorio.
Il Consiglio di Classe della terza M Indirizzo Grafico del “Gadda” ha aderito con particolare partecipazione. Il 1 e il 2 febbraio si sono svolti gli incontri tra gli studenti e gli esperti dell’AIEA e di Medicina Democratica. Una parte della giornata di sabato è stata dedicata alle toccanti testimonianze degli ex esposti all’amianto e a famigliari delle vittime di Casale Monferrato, della centrale termoelettrica di Turbigo, della ex Breda di Sesto San Giovanni, dell’Ispra di Paderno Dugnano.
Riteniamo che le informazioni sulla pericolosità dell’amianto, sugli effetti devastanti per le persone esposte alla contaminazione, sull’uso indiscriminato che si è fatto nei decenni passati debbano essere trasmesse a tutti i cittadini, ma soprattutto alle nuove generazioni.
Gli obbiettivi di questo progetto sono informare, educare e sensibilizzare i ragazzi sulla pericolosità dell’amianto ed anche formare quella coscienza che possa impedire che nel futuro qualcuno anteponga di nuovo l’interesse economico a quello della salute anche di un solo essere umano e a quello dell’ambiente.
I nostri ragazzi saranno i futuri imprenditori e i futuri lavoratori, e quindi devono crescere con la consapevolezza di quello che è il rispetto di questa regola.
Nel nostro paese, ogni anno, muoiono quasi 4.000 persone per esposizione all’amianto.
In molti paesi l’amianto purtroppo non è ancora stato bandito: un reale crimine che continua anche oggi.
Il nostro compito è quello di mantenere viva la memoria delle vittime ed educare e contrastare questo fenomeno che avrà drammatiche conseguenze nei prossimi anni.
Associazione Italiana Esposti Amianto
sezione di Paderno Dugnano
Associazione Italiana Esposti Amianto & Ban Asbestos Network
via dei Carracci, 2 20149 Milano
Telefono 02 49 84 678
Fax 02 48 01 46 80

Importante al cimitero di Taranto

lo slai cobas per il sindacato di classe organizza la lotta di tutti i cimiteriali da anni e ne ha fatto in certe occasioni --- 'il posto più vivo della città

TARANTO - I 52 lavoratori della Cooperativa 'Ancorà, che si occupa dei servizi di tumulazione delle salme nonchè di custodia, guardiania, sorveglianza serale e notturna, pulizia e sistemazione del verde nel cimitero 'San Brunonè di Taranto, a ridosso dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico, chiederanno un risarcimento all'Ilva per i danni alla salute subiti a causa dell'inquinamento.

Lo annuncia in una nota lo Slai Cobas per il sindacato di classe.

I lavoratori del cimitero di Taranto, che invocano più tutele e controlli sanitari, fanno presente di essere costretti ogni giorno a raccogliere polveri minerali tra i loculi, ma anche negli uffici e nel posto di guardia.

A questo proposito è stato preparato un dossier sullo stato di salute dei
lavoratori.
Lo Slai Cobas aveva già manifestato l'intenzione di costituirsi parte civile nell'ambito del procedimento per disastro ambientale a carico dell'Ilva.
Taranto
giovedi 7 febbraio
ore 11 incontro con la stampa e tv locali
appuntamento all'entrata del cimitero s.brunone
tel. 347-1102638

al cimitero ci vogliamo lavorare .. non morire !

parte la causa contro l'ilva di 52 lavoratori della cooperativa ancora che lavorano al cimitero

i lavoratori cimiteriali
slai cobas per il sindacato di classe taranto
slaicobasta@gmail.com
347-1102638

COLPO D’ACCELERATORE AL PROCESSO MARLANE

S L A I C O B A S
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D'Arco NA / Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117

http://www.slaicobas.it/



Quella di venerdì 1° febbraio è stata un’udienza all’insegna del fair play, non essendosi
registrata alcuna conflittualità tra le parti a differenza del solito. Per i notevoli ritardi dei
convocati si è temuta la conclusione anticipata dell’ assise, poi scongiurata grazie
all’arrivo alla spicciolata delle numerose persone chiamate a testimoniare alcune delle
quali provenienti da distanze considerevoli. Le dichiarazioni rese dai convenuti non si
sono differenziate di molto l’una dall’altra, essendo l’invivibilità dell’ambiente di lavoro
e l’ inosservanza delle norme di sicurezza l’argomento di discussione. Come al solito non
è mancata qualche nota stonata, forse perché in azienda il teste svolgeva una mansione
privilegiata o perché lavorava in postazioni non direttamente interessate da fenomeni
particolari. Anche le amnesie che non sappiamo quanto giustificabili hanno avuto la loro
parte, pur considerando che dai fatti in discussione sono trascorsi diversi decenni. Da
sottolineare positivamente la velocizzazione delle prove proposta dai Pm in accordo con
la difesa previa breve consultazione interna, ovvero l’accettazione delle sommarie
informazioni preventivamente acquisite dalla P.G. ad evitare così l’ascolto dispersivo di
prove affatto ripetitive. Ora si va spediti verso la conclusione della prima fase, ovvero
l’audizione dei 142 nominativi - più diciotto di riserva - citati dai PM e proprio questi
ultimi in aggiunta ai 13 non ancora ascoltati del primo elenco dovranno comparire in
aula il prossimo 8 febbraio. Ovviamente lo SLAI Cobas e Medicina Democratica rendono
il giusto merito al Presidente Introcaso, ai giudici a latere ed ai PM, per l’accelerazione
data a questo processo, la cui conclusione al punto in cui è giunto potrebbe essere
relativamente a portata di mano.

Comunicato SLAI COBAS Cosenza 02-02-2013

lunedì 4 febbraio 2013

La Rete naz. per la sicurezza a Napoli e a Roma

comunicazione  della rete nazionale


La questione Ilva a livello nazionale sta diventando il centro del dibattito
dell'intero movimento interessato alla questione di salute e sicurezza in
fabbrica e sul territorio, sotto diversi aspetti, politici, sindacali,
culturali, tecnoscentifici.
comunicato della rete nazionale - sede di taranto

La Rete nazionale sicurezza e salute sui posti di lavoro e sui territori con
l'assemblea nazionale del 7 dicembre a Taranto ha lanciato su questo un
approfondimento, un dibattito e una mobilitazione nazionale.
Il primo strumento di questa mobilitazione sono gli Atti dell'assemblea
messi a disposizione di operai, cittadini, realtà organizzate, a Taranto e a
livello nazionale.
L'assemblea nazionale del 7 dicembre aveva lanciato la proposta di costruire
incontri e assemblee che portassero ad una manifestazione nazionale per i
prossimi mesi.
Operai e masse popolari di Taranto, qualunque sia la loro appartenenza,
devono comprendere che hanno bisogno oltre che della propria forza di un
ampio sostegno nazionale che isoli padroni, governo, Stato e sindacati
confederali, partiti parlamentari, Istituzioni, e che permetta di vincere
questa battaglia. L'Ilva non è solo Taranto ma il paradigma di tutte le
battaglie che a livello nazionale si stanno facendo per la difesa della
salute e del lavoro in fabbrica e sul territorio.
La Rete, ha tenuto nella giornata del 25 due importanti
incontri/assemblea, a cui ha partecipato anche uno degli operai responsabili
dello Slai cobas per il sindacato di classe Ilva, Andrea Bianco.
A NAPOLI si sono incontrati studenti e appartenenti ai collettivi delle
Università il Collettivo Clash CityWorkers, il Laboratorio politico Iskra
attivo a Bagnoli.
L'incontro ha prodotto la decisioni da parte delle realtà presenti di
promuovere un'assemblea sull'Ilva di Taranto per la seconda metà di
febbraio, con la presenza di una delegazione rappresentativa di operai,
precari, disoccupati, cittadini dei Tamburi di Taranto.
Nel pomeriggio a ROMA si è tenuta un'importante assemblea convocata dalla
Rete nazionale, rappresentata a Roma dall'Usie dal comitato 5 aprile su 
"Ilva e produzioni
nocive".
Un'assemblea molto interessante, con la presenza di attivisti di diverse
organizzazioni sindacali di base impegnate sul tema, di militanti politici e
che ha potuto contare sugli interventi molto qualificati della Dr.ssa
Bioingegnere Antonietta Gatti, esperta di nanotecnologie e studiosa degli
effetti dannosi per la salute e sicurezza delle "polveri ultra sottili" e di
Francesco Aucone, geologo.
L'assemblea, in cui tutti i rappresentanti di Taranto presenti sono
intervenuti, ha trovato interesse, partecipazione e impegno di tutti i
presenti.
Sia nell'incontro di Napoli che nell'assemblea di Roma la proposta della
Rete di arrivare ad una manifestazione nazionale in marzo a Taranto, con
caratteristiche adatte alla situazione dell'Ilva e dei Tamburi, è stata
accolta unanimamente, come già era avvenuto nell'assemblea tenutasi nella
settimana scorsa a Bergamo.
sin da oggi la Rete fa appello a tutte
le realtà di Taranto a coordinarsi per fare di questa manifestazione
nazionale un punto di forza nello scontro in corso a difesa del lavoro e
della salute.
Informazioni e adesioni si possono dare sin da subito all'indirizzo e mail
della Rete:
bastamortesullavoro@domeus.it

LETTERA APERTA A MIO PADRE, UCCISO SUL LAVORO

Lettera di un figlio distrutto dal dolore....GIUSEPPE MARCHESE 
LETTERA APERTA A MIO PADRE, UCCISO SUL LAVORO
A te, padre, morto per non farci mancare un pezzo di pane; a te, che hai preferito sin da fanciullo la strada del lavoro a quella del malaffare; a te, che hai costruito una famiglia ed hai permesso che noi fossimo; a te, che sei partito da casa stretto dal dovere, che hai svolto con onestà e dedizione totale il lavoro in cui credevi e sei tornato nella stessa... casa in una fredda bara; a te, dotato di una forza leonina nel servire alla buona causa della professione e ridotto a corpo esanime; a te, che non hai risparmiato sacrifici per la tua azienda anche nei giorni festivi; a te, vittima sacrificale dell'altare dell'insicurezza, di un sistema perverso che ha adorato il denaro; a te, che avrai digrignato i denti in una espressione di dolore estremo e così hai salutato la terra; a te, spesso maltrattato da coloro ai quali hai donato tutto e non gratificato per le tue fatiche; a te, vittima di colpevoli distrazioni e valutazioni superficiali; a te, caduto nella trappola della disonestà troppo giovane e reso schiavo di preoccupazioni per un tetto; a te, che piangevi perché non arrivavamo a fine mese; a te, padre che ha garantito la sua presenza a costo di viaggi defatiganti; a te, marito che ci ha dato l'esempio della fedeltà coniugale; a te, che hai rinunziato ad ogni divertimento per il necessario; a te, capace di salutare ogni piccola gioia come una grande sorpresa della vita; a te, che hai preferito alla piazza ed alle sue chiacchiere il lettone di casa e un po' di musica folk con i tuoi figli; a te che hai fatto coincidere la tua felicità con la realizzazione scolastica ed umana dei tuoi figli; a te, che hai condiviso con noi la tua insoddisfazione con lacrime di sincera amarezza; a te, che ci hai insegnato a superare le offese ricevute per riconciliarci con noi stessi; a te, capace di coltivare amicizie genuine e disinteressate; a te, vissuto nell'ombra della quotidianità e sconosciuto ai più; a te, esempio luminoso per i giovani di paternità, intessuta di gesti feriali; a te, che hai praticato la giustizia le cui ossa, forse, non otterranno mai una vera giustizia; a te, che quest'anno non hai potuto festeggiare con noi il tuo cinquantesimo compleanno: GRAZIE!

E' vergognoso in questa campagna elettorale  non sentire nessun partito, a parte una volta Beppe Grillo, sentir parlare di queste tragedie che portano il lutto in più di 1000 famiglie ogni anno. I lavoratori morti sul lavoro non interessano nessuno, neppure a quei partiti che storicamente hanno rappresentato la sinistra e i lavoratori. Siamo i primi in Europa in questo triste primato, ma dobbiamo sentir parlare solo di alleanze, spread,  di banche ecc. Se solo i politici   avessero un pò di sensibilità e leggessero questa lettera così toccante di un figlio che perde un genitore si accorgerebbero che stanno sbagliando tutto, che sono così lontani dai bisogni di chi lavoro. Vogliamo sapere cosa avete intenzione di fare per queste tragedie. carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavorohttp://cadutisullavoro.blogspot.com

domenica 3 febbraio 2013

La Rete sicurezza verso manifestazione nazionale

comunicato alla stampa

in marzo ci sarà una manifestazione nazionale a Taranto, promossa dalla rete
nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio
si stanno facendo degli incontri e assemblee in diverse città italiane che
prenderanno tutto febbraio e la prima settimana di marzo per coinvolgere
tutte le strutture interessate e già impegnate sulla salute, la sicurezza e
l'ambiente per proporre loro la venuta a Taranto per questa manifestazione
le forme della manifestazione saranno non tradizionali e saranno comunicate a tempo debito
alla manifestazione della rete noi vogliamo che vi siano le bandiere delle forze organizzate associazioni, comitati,  forze sindacali, politiche e intellettuali
sia a livello nazionale che locali perchè questo è l'unica maniera giusta e
corretta per verificare chi ci stà e chi non ci stà, perchè vogliamo che
tutti facciano non un passo indietro ma un passo in avanti nella lotta
comune locale e nazionale per la difesa della salute e la sicurezza in
fabbrica e in città
anche a livello locale si pensa a un cartello di forze organizzate e di
energie individuali che possa promuoverla insieme in fabbrica e in città
per cui una prima riunione è convocata per martedi 13 febbraio alle ore 17
c/o la sede in cui si appoggia a taranto la rete nazionale
via rintone 22 taranto - amail di riferimento è
bastamortesullavoro@gmail.com tel. 347-1102638
alla riunione aperta a tutti si deciderà l'organizzazione di una assemblea
cittadina per discutere insieme ogni aspetto della manifestazione

per la rete nazionale
salute e sicurezza in febbrica e sul territorio
sede di taranto
1 febbraio 2013

giovedì 31 gennaio 2013

NO AL DECRETO CLINI CHE AUTORIZZA A BRUCIARE RIFIUTI NEI CEMENTIFICI



Dopo aver salvato l’ILVA condannando i cittadini di Taranto, dopo aver
prorogato la gestione commissariale dei rifiuti, dopo aver aggravato
ulteriormente la tassa sui rifiuti sostituendo TARSU e TIA con la TARES, il
governo Monti, a Camere ormai sciolte, si sta avviando all’approvazione
dello "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il
>regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi
secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili
tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione
integrata ambientale". Ottenuto il parere favorevole da tutti i partiti
nella 13 commissione "Territorio, ambiente, beni ambientali" del Senato, il
provvedimento sarà discusso l’11 febbraio.

  Non ci sono dubbi che la conversione in legge di questo decreto Clini sull’utilizzo
dei CSS (Combustibili Solidi Secondari, ex CDR) sia una delle mine vaganti
più pericolose sulla strada dell’unica alternativa all’odierna criminale
gestione dei rifiuti che devasta ambiente e salute: la raccolta
differenziata finalizzata alla riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti.
  Esso costituisce anche un metodo palese per aggirare l'opposizione tenace
dei movimenti alla costruzione di nuovi inceneritori ed incentivare e
diffondere la combustione di rifiuti su tutto il territorio nazionale.
  Infatti, dirottando l'ex CDR ai cementifici, in un colpo, solo si
beneficia la lobby dei cementieri e si trasformano i 59 cementifici presenti
in Italia in inceneritori di rifiuti altrimenti del tutto riciclabili, con
conseguenze gravissime:

  1.      Le ceneri tossiche e nocive, frutto avvelenato dell'incenerimento,
non dovranno più essere smaltite a costi elevati in discariche speciali,
mainglobate pari pari nei cementi.
  Quindi anziché un costo diventano un guadagno, facendo crescere il volume
e il peso dei cementi prodotti.
  Chi andrà poi a raccontare ai lavoratori edili che quando manipolano le
sacchette di cemento inalano metalli pesanti e polveri cancerogene?
  Chi avvertirà i residenti delle abitazioni costruite con quel cemento che
le loro case spolvereranno nei decenni futuri polveri metalliche e molecole
tossiche?

  2.      I cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti e
fonte di alte emissioni di polveri e di metalli pesanti in atmosfera (CO2,
PCB, ammonio, cadmio, mercurio, nickel, ossidi di azoto, ossidi di zolfo,
benzene, diossine e quantità incalcolabili di particolato) già senza l’uso
dei rifiuti come combustibile. Considerando la massa dei fumi emessi (ben
oltre gli inceneritori), considerando che questi impianti non sono dotati di
specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei
microinquinanti, e sono autorizzati con limiti di emissioni più alti, la
miscelazione di combustibili fossili insieme ai rifiuti avrà l’effetto di
moltiplicare la nocività di questi impianti. Una vera e propria bomba
rispetto agli stessi inceneritori.

  3.      L'altro aspetto è che i Comuni o i gruppi di Comuni che firmeranno
i contratti per il conferimento alle aziende produttrici di CSS, saranno
vincolati a rispettarli per tutta la durata stabilita. Il che vuol dire che
in tutto quel tempo il contratto impedirà ogni iniziativa comunale
indirizzata a far partire la differenziazione dei rifiuti finalizzata al
riciclo.
  La beffa è che l'Aitec (associazione dei cementieri) ed il ministro Clini
spacciano questa operazione come altamente ecologica perché sostituisce
energie alternative ad energie da combustibili fossili mentre, come ovvio, è
una volgare e cinica operazione di convenienza economica visti i costi
internazionali dei combustibili, chissenefrega se poi i cittadini e
l'ambiente pagheranno conseguenze incalcolabili.
  Basta pensare che succederà in siti di alta urbanizzazione e già
inquinatissimi come Guidonia, Colleferro, Taranto, Caserta.
  Come per l'incentivazione di impianti a biogas e biomasse, con questa
legge il ministro Clini, un uomo responsabile di 25 anni di disastri
ambientali italiani, conferma di voler far di tutto, anche a fine mandato,
per favorire l'incenerimento dei rifiuti. Invitiamo tutti i comitati che
ogni giorno si trovano a contrastare la devastazione ambientale del proprio
territorio a diffondere questi contenuti ed organizzare iniziative di
protesta, per quanto loro possibile, per i giorni di Venerdì 8 e Sabato 9
Febbraio, in vista della conversione in legge del decreto prevista l’11
febbraio.


coordinamento COMITATI rifiuti-energia