martedì 13 novembre 2012

SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS! “LETTERE DAL FRONTE” DEL 12/11/12




INDICE

Gino Carpentiero ginocarpe@teletu.it
CONVEGNO “UNA RIFORMA STRATEGICA PER LA SOSTENIBILITÀ DI UN SISTEMA SANITARIO PUBBLICO E UNIVERSALISTICO” MILANO, 17/11/12 UNIVERSITA' DEGLI STUDI

Gino Carpentiero ginocarpe@teletu.it
ATTI VII CONGRESSO NAZIONALE MEDICINA DEMOCRATICA E CONVEGNO 17 NOVEMBRE 2012 A MILANO

ANCORA IN MARCIA ! redazione@ancorainmarcia.it
 “UN TRENO CARICO DI STRESS”: RISULTATI RICERCA SU STRESS LAVORO CORRELATO MACCHINISTI E CAPITRENO. CONVEGNO, ROMA 21-11-2012

DA SAMBA: VECCHIE NOTIZIE “DAL FRONTE”

RICONOSCIUTO IL RISARCIMENTO AL LAVORATORE ANCHE IN ASSENZA DI MOBBING, NEI CASI IN CUI VENGONO POSTE IN ESSERE CONDOTTE MORTIFICANTI NONOSTANTE MANCHI L’INTENTO PERSECUTORIO

Coordinamento nazionale COBAS coordinamento.nazionale@slaicobas.it
DOVE VA IL PROCESSO MARLANE MARZOTTO?

Lavoratori autoconvocati assemblealavoratori@libero.it
MARCEGAGLIA: LICENZIATO PERCHE’ AVEVA FREDDO

USB Perugia perugia@usb.it
LA LOTTA DEI LAVORATORI DELL’ILVA

SCIOPERO GENERALE 14 NOVEMBRE

Senzapatria News anarres56@tiscali.it
SOLIDARIETÀ AGLI SCIOPERANTI ILVA

LA POSIZIONE DELLA CONFEDERAZIONE COBAS SUGLI ESUBERI SODEXO

USB - Segreteria Nazionale segreteria@usb.it
COMUNICATO STAMPA SICUREZZA SUL LAVORO

Coordinamento nazionale COBAS coordinamento.nazionale@slaicobas.it
PAOLA (CS): QUALCHE NOVITA’ AL PROCESSO MARLANE MARZOTTO

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From: Gino Carpentiero ginocarpe@teletu.it
To:
Sent: Tuesday, November 06, 2012 12:06 AM
Subject: CONVEGNO "UNA RIFORMA STRATEGICA PER LA SOSTENIBILITÀ DI UN SISTEMA SANITARIO PUBBLICO E UNIVERSALISTICO" MILANO, 17/11/12 UNIVERSITA' DEGLI STUDI

Con preghiera di diffusione e affissione.
Medicina Democratica organizza con altre associazioni il seguente convegno:
Una riforma strategica per la sostenibilità di un sistema sanitario pubblico e universalistico
Sabato 17 Novembre 2012 ore 9 – 14
Università degli Studi di Milano
Sala di Rappresentanza
via Festa del Perdono 7
GIORNATA DI STUDIO
promossa da:
-         Medicina Democratica
-         Slow Medicine
-         SIQUAS (Società Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria)-VRQ
-         Zadig Editoria Scientifica
-         ISDE (International Society of Doctors for the Environment)
-         Movimento Consumatori Milano
Analisi comparative che hanno considerato diversi indicatori di efficacia e di efficienza hanno dimostrato che i SSN conseguono l’obiettivo di tutelare e promuovere la salute complessivamente meglio di Sistemi Sanitari basati su Assicurazioni, e con una spesa sanitaria media più contenuta.
Il fenomeno dilagante del disease mongering e l’incessante offerta di tecnologie e prestazioni sempre più sofisticate e costose, nonostante la grave crisi economica internazionale, stanno però rimettendo in discussione la sostenibilità dei SSN anche nei paesi a più alto reddito.
Ipotesi di lavoro della giornata di studio è che alla base dell’inflazione dei costi della Sanità non sia anzitutto l’invecchiamento della popolazione e il progresso tecnologico, ma piuttosto la pressione di produttori di tecnologie e di erogatori di prestazioni, le cui convenienze non sono oggi strutturalmente allineate alla salute.
Una prima risposta a questa deriva può essere promuovere e utilizzare solo tecnologie e prestazioni di documentata efficacia e con un buon rapporto costo-efficacia, che soddisfino bisogni clinicamente e socialmente rilevanti. Ma è ancora più strategico riconsiderare per i diversi attori in sanità il modello di remunerazione (elemento base del “sistema premiante”), per allineare le loro convenienze con la missione del Sistema: la difesa e promozione della salute dei singoli assistiti e della comunità.
OBIETTIVI DELLA GIORNATA DI STUDIO
Favorire il raggiungimento di una massa critica (per numero, competenze espresse, organismi rappresentati) di persone che condividano l’analisi dei principali pericoli nell’evoluzione in atto nel sistema sanitario e dei principali rimedi possibili, che tengano conto degli effetti dei meccanismi di retribuzione e incentivazione degli attori in sanità e del finanziamento delle loro organizzazioni basare su questa analisi e su questo coordinamento il nucleo di una politica sanitaria che, ampliando la base di consenso, possa promuovere concrete applicazioni di modelli più funzionali e garantire il permanere di un sistema universalistico pubblico, efficace, equo e solidale, pur in presenza della grave crisi economico-finanziaria in atto.
Relazioni preordinate, seguite ciascuna da una prima discussione:
Sistemi sanitari pubblici universalistici nel mirino (Prof. Piergiorgio Duca, docente di statistica medica Università degli studi di Milano)
Fast e Slow medicine: i sette veleni e i loro antidoti, + uno (Dott. Antonio Bonaldi, Presidente di Slow Medicine, direttore sanitario)
Disease Mongering e possibili rimedi. Un modello di sistema di remunerazione che paga la salute (Prof. Alberto Donzelli, esperto di sanità pubblica)
Ipotesi di prima applicazione regionale del modello (Dott. Alberto Nova, medico di sanità pubblica)
DISCUSSIONE GENERALE
Hanno annunciato la loro partecipazione al dibattito:
Andrea Gardini, Presidente SIQuAS-VRQ, direttore sanitario
Franco Donzelli, direttore Dipartimento economia, management e metodi quanti-tativi, Facoltà Scienze politiche, economiche e sociali, Università degli Studi - Milano
Margherita Napolitano, ingegnere biomedico - RLS Ospedale San Raffaele di Milano
Maurizio Bardi, medico di medicina generale - ISDE Milano
Fulvio Aurora, giornalista, direttore responsabile della rivista Medicina Democratica
CONCLUSIONI E APPUNTAMENTI
Agli intervenuti sarà riservato specifico materiale di documentazione, parte del quale potrà essere richiesto in anticipo dagli interessati in posta elettronica alla Segreteria Organizzativa:
Fulvio Aurora - tel. 339-25.16.050 e-mail: fulvio.aurora@virgilio.it
Maurizio Bardi - tel. 347-61.16.360 e-mail: bardi.m@tiscali.it
Seguici su:
From: Gino Carpentiero ginocarpe@teletu.it
To:
Sent: Tuesday, November 06, 2012 12:21 AM
Subject: ATTI VII CONGRESSO NAZIONALE MEDICINA DEMOCRATICA E CONVEGNO 17 NOVEMBRE 2012 A MILANO

Il numero speciale di Medicina Democratica con gli Atti del 7° Congresso Nazionale
Cari saluti
Gino Carpentiero

Salve.
E' in uscita il prossimo numero della rivista Medicina Democratica contenente gli atti del VII Congresso Nazionale tenutosi a Milano gli scorsi 16-17-18 febbraio 2012 presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi.
Questa iniziativa editoriale, di grande contenuto tecnico e scientifico, è il frutto di un lungo lavoro di raccolta e trascrizione dei materiali che saranno così a disposizione di tutti coloro che desiderano sostenere con dati ed analisi le lotte nei diversi territori a favore della tutela della Salute e dei Diritti in tutti i luoghi di vita e di lavoro.
Il volume comprenderà i fascicoli dal 201 al 205 della rivista Medicina Democratica e sarà costituito da 256 (DUECENTOCIQUANTASEI) pagine al prezzo finale di 18,00€ (DICIOTTO EURO).
Chiediamo a chi volesse ottenerne una o più copie di prenotarle seguendo questi step:
1.    eseguire un bonifico di 18,00€ per ogni volume richiesto sul C/C IBAN IT 50W 055 840 170 800 000 0010039 intestato a Medicina Democratica SCARL (oppure fare riferimento ai referenti locali di Medicina Democratica, ove presenti)
2.    compliare i campi sottostanti per permettere una celere spedizione e reinviare questa mail compilata a questo stesso indirizzo o asegreteria@medicinademocratica.org.
Anche questa iniziativa, con il vostro contributo, aiuta a sostenere Medicina Democratica nelle molteplici attività in cui è impegnata da molti anni.
Vi annunciamo altresì che è in previsione una prossima giornata di studio il giorno 17 novembre 2012 dalle ore 9 alle ore 14 presso l'Univesità degli Studi di Milano in via Festa del Perdono dal titolo "Una riforma strategica per la sostenibilità di un sistema sanitario pubblico e universalistico" organizzato da Medicina Democratica ed altre associazioni di cui alleghiamo il programma a questa mail (programma consultabile anche sul sito web alla pagina:
Per maggiori info scrivere a segreteria@medicinademocratica.org
Ricordiamo a chi non fosse già socio, che è possibile partecipare attivamente alla vita di Medicina Democratica associandosi seguendo le modalità a questa pagina del nostro sito web:
http://www.medicinademocratica.org/article.php3?id_article=2
Ricordiamo di seguirci anche attraverso il nostro gruppo Facebook:

MODULO DI RICHIESTA PER INVIO POSTALE
ATTI DEL VII CONGRESSO NAZIONALE DI MEDICINA DEMOCRATICA - MILANO 16/18 FEBBRAIO 2012
(da compilarsi da parte dei NON ABBONATI alla rivista Medicina Democratica o si desiderassero più copie della rivista)
NOME:_________________________
COGNOME:____________________________________________________________
INDIRIZZO PRESSO CUI INVIARE IL/I VOLUME/I:
VIA______________________________________________. NUMERO CIVICO_____
COMUNE______________________________________________________________
NUMERO VOLUMI RICHIESTI (18,00€ CAD.): ________
BONIFICO DA EFFETTUARE SU CONTO CORRENTE
IBAN IT 50W 055 840 170 800 000 0010039
INTESTATO A MEDICINA DEMOCRATICA SCARL
DESIDERATE OTTENERE ULTERIORI COMUNICAZIONI VIA MAIL A QUESTO VOSTRO INDIRIZZO DA MEDICINA DEMOCRATICA ONLUS (RICHIESTA AI SENSI DEL DLGS. 196/2003 SULLA PRIVACY)?
RISPOSTA:____________________

PER MAGGIORI INFO SUI CONTENUTI DI QUESTA MAIL FARE RIFERIMENTO ALL'INDIRIZZO:
MEDICINA DEMOCRATICA

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From: ANCORA IN MARCIA ! redazione@ancorainmarcia.it
To:
Sent: Tuesday, November 06, 2012 9:54 AM
Subject: “UN TRENO CARICO DI STRESS”: RISULTATI RICERCA SU STRESS LAVORO CORRELATO MACCHINISTI E CAPITRENO. CONVEGNO, ROMA 21-11-2012

ancora IN MARCIA !
GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908

“...UN TRENO CARICO DI STRESS”
STRESS LAVORO CORRELATO:
UNA RICERCA PSICOFISIOLOGICA SU MACCHINISTI E CAPITRENO, UN METODO A DISPOSIZIONE DI TUTTI I LAVORATORI

Roma, 21 novembre 2012, ore 8,30 - 17,30
Università “Sapienza”, Centro Congressi d’Ateneo, Via Salaria, 113 (*)
Si è conclusa la ricerca sullo Stress lavoro correlato per i macchinisti ed i capitreno, effettuata nei mesi scorsi tra i lavoratori che prestano servizio sui treni. Il progetto è stato realizzato su scala nazionale sotto la direzione scientifica del Prof. Vezio Ruggieri (Cattedra di Psicofisiologia Clinica della Facoltà di Medicina e Psicologia dell'Università di Roma, Sapienza), coadiuvato dalla dott.ssa Laura Marrucci con il coinvolgimento degli stessi lavoratori interessati attraverso un approfondito confronto, secondo il metodo dei 'gruppi omogenei'. L'iniziativa, nata per approfondire il tema “Valutazione Stress Lavoro Correlato” per lavoratori impegnati in mansioni atipiche, quali quelle della guida e della scorta treni, ha suscitato l'interesse della Regione Toscana, della AUSL Firenze 10 e della ASL Roma C. Il metodo partecipativo ed il questionario multischeda elaborato in questa occasione con i ferrovieri, si prestano infatti – con gli opportuni adattamenti – ad essere estesi anche ad altri settori nei quali sono presenti fattori di rischio stress specifici. Il convegno sarà l'occasione per illustrare i risultati del lavoro svolto e dibattere sul tema.
PROGRAMMA:
8:30 Registrazioni partecipanti
9:40 Saluti: Maurizio Di Giorgio (Area sicurezza luoghi di lavoro Regione Lazio)
PRIMA SESSIONE
9:45 Vezio Ruggieri (Psicofisiologia Clinica - Università di Roma “Sapienza”) - Stress lavoro correlato in ambito ferroviario: il coinvolgimento dei lavoratori nella valutazione, gruppi operai omogenei, la valorizzazione della soggettività.
10:00 Roberto Testa (macchinista, RLS Ferrovie) -  La ricerca: motivazioni, disegno e metodo utilizzato.
SECONDA SESSIONE
10:15 Laura Marrucci, Vezio Ruggieri “Università di Roma “Sapienza”) - I risultati della ricerca.
10:45 Roland Gauthy (ergonomo Sindacato Europeo ETUI Dipartimento di salute e sicurezza) -  Lo stress lavoro correlato in Europa.
TERZA SESSIONE
11:15 Giuseppe Petrioli, Stella Lanzilotta (Asl 10 Firenze e Regione Toscana) - Stress lavoro correlato: Il contributo della Regione Toscana.
11:30 Gino Rubini (Diario Prevenzione) - L’esportabilità del “metodo” di ricerca ad altre realtà lavorative.
11:45 Giacomo Porcellana (ASL TO 3) - Un'esperienza di vigilanza in tema di stress lavoro correlato nelle ferrovie.
12:00 Dibattito
13:30 Pausa pranzo
QUARTA SESSIONE
14:30 Enzo Cordaro (Asl Roma D): Valutazione stress lavoro correlato, l'esperienza della ASL Roma D.
14:45 Giuseppe Pinto (Capotreno, RLS Ferrovie): Carichi di lavoro e stress: la voce di chi lavora sui treni.
15:00 Gabriella Geraci, Mario Ronchetti: L'esperienza della Azienda ASL Roma C.
15:15 Giuseppe Piegari - Ministero del lavoro
15:30 Fulvio D'Orsi (ASL Roma C): Il Coordinamento delle Regioni e la Valutazione dello stress lavoro correlato.
15:45 Maurizio Marcelli (Responsabile Nazionale Salute e Sicurezza FIOM) - Il ruolo del Sindacato.
16:00 Beniamino Deidda (Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Firenze) - Stress lavoro correlato: il punto di vista del magistrato.
16:15 Dibattito
17:00 Vezio Ruggieri, Giuseppe Petrioli - Conclusioni e prospettive.
Il convegno è rivolto ai lavoratori di tutti i settori, agli RLS-RSU, agli RSPP, ai datori di lavoro, ai medici competenti, agli psicologi ed agli Operatori della prevenzione.
Iniziativa formativa con riconoscimento di 5 crediti ECM per le qualifiche sanitarie: Medici del lavoro, Tecnici della Prevenzione e Psicologi
Sono state invitate le imprese ferroviarie Trenitalia Spa, NTV Spa ed i responsabili del Servizio Sanitario FS.
La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria.
Per motivi organizzativi l'iscrizione deve effettuarsi entro il 19 novembre 2012 presso la sede della rivista 'ancora In Marcia' inviando una mail con oggetto: 'iscrizione Convegno stress 21 novembre 2012' all'indirizzo, redazione@ancorainmarcia.it oppure ai seguenti recapiti: tel. 055.486838, fax 055.4625985. Gli interessati ai crediti ECM sono pregati di specificarlo al momento dell'iscrizione.
(*) La sede del Convegno è raggiungibile dalla Stazione Termini con gli autobus 38, 92, 217, 360. Scendere a piazza Fiume, poi proseguire per 300 metri in via Salaria, fino al numero civico 113.

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From: Aldo Mancuso aldo.mancuso@asf.toscana.it
To:
Sent: Tuesday, November 06, 2012 12:04 PM
Ogg: DA SAMBA: VECCHIE NOTIZIE “DAL FRONTE”

PREMESSA
Ricevo da Aldo Mancuso alcune notizie dal fronte di guerra ai diritti dei lavoratori e dei cittadini.
Sono notizie pubblicate da SAMBA, Associazione Salute Sicurezza Ambiente di Firenze.
Da una prima lettura sembrano notizie recenti (la sicurezza come questione politica, la mancanza di sicurezza all’interno delle ASL) e anche l’analisi è attualissima.
Leggendole con più attenzione ci si accorge invece che sono due notizie che risalgono al 1996 e al 2000. La storia si sta ripetendo praticamente immutata, a dimostrazione che la guerra condotta da imprenditori e dalla gran parte delle istituzioni (compresi partiti e sindacati) contro la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, in nome del profitto economico e del potere, va avanti ininterrotta da sempre.
Altre vecchie notizie dal “fronte” sono state pubblicate nelle mie precedenti nuove “Lettere dal fronte”.
Marco Spezia

IL DIBATTITO SUGLI INFORTUNI E MALATTIE DA LAVORO COME QUESTIONE POLITICA
Non è mai stato agevole parlare di infortuni e malattie da lavoro. Un po' perché si ritiene ancora di esorcizzare il rischio lavorativo nascondendolo, facendo finta di non vederlo; un po' perché - in soldoni - è da sempre il prezzo che i lavoratori pagano al Totem del lavoro organizzato col fine di realizzare profitti o garantire la stabilità della classe dirigente al potere.
Ma è giunto il momento che i Lavoratori impongano che si parli delle Stragi del Lavoro. Che se ne parli fino a farne una questione politica: chi se ne frega di cosa fanno, dicono o pensano (?) D'Alema, Berlusconi Prodi, Ciampi, Fini, Veltroni, Treu, Dini, Mastella, D'Onofrio, Cossutta, Bossi e tutta la compagnia del furbacchioni che ogni tanto chiamano il popolo alle urne?
Per i lavoratori è un obiettivo politico fondamentale riuscire ad imporre un momento di dibattito, di riflessione, di confronto sulle stragi da lavoro: perché si muore di lavoro? Quali sono le cause degli omicidi bianchi, delle mutilazioni, delle malattie da lavoro?
Non certo perché queste cause siano oscure, complesse, indecifrabili. Tutt'altro. Oramai tutti sanno bene che, al di là delle cause tecniche, sono le cause sociali, economiche e politiche che hanno importanza fondamentale nel determinare la vastità del fenomeno, i morti ammazzati dal lavoro.
Tutti sappiamo bene che dietro ogni infortunio, dietro ogni malattia da lavoro non c'e solo l'avidità e l'arroganza del padrone, anche se questa non manca mal, ma c'è anche la complicità e la connivenza delle Istituzioni, dello Stato - che ci mette anni prima di varare una nuova normativa a tutela della sicurezza del lavoratori (626) e la vara solo quando è sicuro di averla resa del tutto inoffensiva per l'interesse del padrone.
C'é l'ammiccamento delle Regioni che fanno di tutto per evitare che il tessuto produttivo regionale subisca intoppi, disturbi o fastidi di ogni genere, per cui i Servizi Pubblici Regionali della Prevenzione Primaria sono gestiti con criteri sempre più corporativi e parassitari al fine di renderli del tutto inefficaci.
C'é la disinvolta benevolenza del Sindacato, non solo dl quello Confederale o autonomo-corporativo, ma anche di spezzoni del sindacalismo di base, che si presta, per interesse e logiche organizzative, ad una continua monetizzazione dei diritti e del rischio.
C'é la Stampa, Nazionale e Locale, su Carta o su video, che tratta le tragedie del lavoro con sprezzante superficialità o come richiamo su fatti di sangue per questione di audience.
I Lavoratori devono riuscire ad imporre il dibattito sugli infortuni e malattie da lavoro fino a farlo diventare questione Politica. Perche sono i lavoratori che muoiono, si ammalano e sono mutilati dal lavoro.
E perché c'é troppa gente, in questo paese, che ha interesse a ridurre la Politica al rito della cabina elettorale: i padroni, i commercianti, i bottegai, i professionisti, gli “artisti”, i politici, i sindacalisti, i giornalisti, i calciatori, gli avvocati, i medici, i palazzinari, gli assessori, i magistrati, i risparmiatori, tutti quelli che hanno case e BOT in abbondanza, quelli che sono più che tranquilli per il loro futuro, che si sono sistemati bene, quelli che, in qualche modo, “contano”.
I Lavoratori, i disoccupati i cosiddetti “ceti deboli”, no. I diretti ed unici titolari del rischio lavorativo, in fabbrica, nei cantieri, nelle campagne, non hanno gii stessi interessi.
Questa e una stagione politica particolare: l’ubriacatura, l'intontimento della Politica come Delega, come Obbedienza (al partito, al sindacato, ai preti, ai portaborse, ai sacrestani, alle chiese) vive, per fortuna, un momento di grave debolezza. E più i lavoratori sono liberi da miti e condizionamenti più sono in grado di imporre Lotte Sociali segnate da un autonomo significato Politico, iniziative che vanno nella direzione della Giustizia Sociale, della difesa concreta degli interessi di Classe.
Le stragi del lavoro, è bene tenerlo presente, sono un'autentica Peste Classista: i padroni e i dirigenti pubblici e privati se non hanno le mani o le gambe è perche sono nati così. I Lavoratori no, Loro le mani, le gambe, la salute, la vita la perdono per far contento il bravo padrone che li fa lavorare, il bravo dirigente, bianco, rosso, verde o nero che sia.
Oggi dobbiamo imporre la Questione Infortuni a Malattie da Lavoro come questione Politica Nazionale. Oggi, che per trovare un lavoro sei costretto ad accettare di tutto, e spesso non basta; oggi che i ricchi sono sempre più ricchi, i corrotti sempre più corrotti, i mafiosi sempre più mafiosi e i politici sempre più politici. Oggi, come sempre, più alta è la disoccupazione, più il lavoro è rischioso, nocivo, tossico, pericoloso. E' per questo che è stata costituita SAMBA, nata con il solo obiettivo di contrastare le stragi da lavoro e i suoi autori, per difendere concretamente, non a chiacchiere, i diritti, la salute, la vita dei lavoratori.
Giugno ‘96

CELEBRAZIONI E DELITTI
15 dicembre 2000: la mattina l'auto-celebrazione, la sera il delitto.
La mattina una parata di “bravi ragazzi” intenta a parlar bene di sé.
La sera l'ennesimo lavoratore massacrato dal lavoro: un ragazzo di 23 anni, un lavoratore straniero in regola con la legge, dipendente della ditta di pulizia alla quale l'Azienda Ospedaliera di Careggi ha data in appalto (esternalizzato - privatizzato) i lavori di pulizia della lavanderia.
La mattina i Dirigenti Generali delle Aziende della Sanità fiorentina che arrivano persino a segnalare vistose contraddizioni (il D.G. di Careggi: qui è tutto eccellente, tranne il contenitore che fa schifo... - il rischio è quello di spendere 300 miliardi per ritrovarsi alla fine dei lavori con un contenitore inadeguato...) o a negare semplicemente la Strage del Lavoro (il D.G. dell’Azienda Sanitaria), sempre e comunque magnificando lo stato della Sanità a Firenze.
La sera, uno dei tanti lavoratori che cercando di guadagnarsi da vivere, la vita l’ha perduta.
La Conferenza dei Servizi Sanitari a Firenze di giorno e la Strage assassina di notte, a Careggi, i lavoratori delle ditte esterne, quelli dell'Appalto, non muoiono ammazzati dal lavoro solo alla LUSID.
Muoiono dl lavoro anche nei Cantieri delle COOPERATIVE (l'ex Cantiere dei Fratelli Orlando di Livorno) e muoiono di lavoro nelle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, nei Servizi Pubblici che la vita dei lavoratori dovrebbero tutelarla, che devono tutelare i diritti e soddisfare i bisogni, non favorire gli affari e gli affaristi.
FATALITA' O DELITTO? Fatalità solo se nessun diritto è stato violato. Ma allora rispondete: perche il lavoratore era solo? Perche la macchina lo ha schiacciato? Chi ha controllato la capacità della ditta appaltatrice di tutelare i suoi dipendenti? Se anche questa volta tenterete di uscirne fuori addossando al giovane cingalese la colpa della sua morte, all'errore umano, all'incultura la responsabilità del lavoro assassino, sapremo sempre meglio chi e cosa proteggete davvero.
E grideremo sempre più forte che è il profitto, la società così come la volete che è fabbrica di morte. Lo grideremo forte fino a quando i lavoratori non diranno solo NO alle vostre ipocrite campagne elettorali, fino a quando sapremo dire NO all’idiozia del vostro mondo di plastica, veleni, mercanti, affari e assassini.

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From: Alteralias alias.alter@gmail.com
To:
Sent: Tuesday, November 06, 2012 4:06 PM
Subject: RICONOSCIUTO IL RISARCIMENTO AL LAVORATORE ANCHE IN ASSENZA DI MOBBING, NEI CASI IN CUI VENGONO POSTE IN ESSERE CONDOTTE MORTIFICANTI NONOSTANTE MANCHI L’INTENTO PERSECUTORIO

Una sentenza importante del giudice di legittimità: 

Possibile, secondo i giudici di legittimità liquidare singoli danni morali al prestatore d’opera il quale abbia subìto condotte morsicanti accertate in giudizio.
Con la sentenza n. 18927 del 5 novembre 2012 della Sezione lavoro, è stato accolto il ricorso di una lavoratrice anziana che, in seguito all’introduzione di un nuovo sistema informatizzato e all’assunzione di nuovi collaboratori all’interno della farmacia
dove prestava la propria opera, si era sentita fuori posto ed aveva tentato il suicidio.
Il gesto estremo della donna era stato però ricondotto dai giudici di merito più ad una sua risposta emotiva eccessiva rispetto alle mutate condizioni lavorative che ad una reale condotta persecutoria dei responsabili e dei colleghi di lavoro.
La donna tuttavia aveva manifestato un disagio in quanto non si ritrovava più nelle mansioni da svolgere né era stata ricollocata in qualche altro modo.
Sul punto, i giudici di Cassazione hanno chiarito che quando anche il mobbing lamentato dal lavoratore non sussiste, non si può tuttavia escludere che il datore sia condannato a risarcire al dipendente il danno non patrimoniale rispetto a singole condotte mortificanti.
Invero, il giudice di merito è tenuto a esaminare tutti i singoli episodi potenzialmente vessatori denunciati dal lavoratore, e, laddove vi sia un responsabilità del datore, condannarlo a risarcire il danno morale.
Perciò gli atti devono tornare alla Corte d’appello in diversa composizione che terrà conto del principio enunciato.
Lucia Nacciarone

“Se in tutta questa guerra disonesta dobbiamo perdere anche il gusto del bello, allora il barbaro ha già vinto” (Trevanian – “Shibumi. Il ritorno delle gru. L'etica dell'assassino perfetto”.)

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Da: Coordinamento nazionale COBAS coordinamento.nazionale@slaicobas.it
A:
Data: 05/11/2012 19.54
Ogg: DOVE VA IL PROCESSO MARLANE MARZOTTO?

COMUNICATO SLAI COBAS COSENZA 05/11/12
DOVE VA IL PROCESSO MARLANE MARZOTTO?
Il processo penale istruito presso il tribunale di Paola nei confronti del “conte” Marzotto e di altri 14 dirigenti della Marzotto di Vicenza – tre sono nel frattempo deceduti – rei, secondo l’accusa, di aver provocato presso la Marlane di Praia a Mare il disastro ambientale ed oltre un centinaio di vittime per incuria e palesi omissioni, a distanza di anni non ha ancora trovato la giusta connotazione.
Non è molto ottimista il coordinamento dello SLAI Cobas cosentino, protagonista assoluto della lotta approdata a distanza di lustri presso le aule giudiziarie. Non aiuta la presenza distratta di alcune decine di avvocati delle parti civili, intenti a bighellonare presso il bar o lungo il vasto disimpegno delle aule penali piuttosto che a seguire gl’interrogatori dei testi e dei consulenti nominati dalla procura.
Tuttavia un episodio inquietante ha turbato l’ultima udienza, protagonista quel legale che oltre ad incassare gli acconti dai suoi assistiti si è visto riconoscere 50 mila euro di gratuito patrocinio con la moglie anch’essa avvocato. Motivo della contestazione, peraltro giusto, è stato il non voler prendere immediatamente in considerazione la corretta enumerazione delle cosiddette schede di sicurezza, ovvero la documentazione esplicativa che segue i contenitori delle sostanze ericolose e che l’azienda ha consegnato in numero diverso di volta in volta. Ciò ha indotto il legale ad abbandonare l’aula non senza aver minacciato platealmente la giuria di interessare la procura generale di competenza su quanto accaduto.
E’ degli ultimi giorni la notizia che la citata procura dovrebbe occuparsi non solo di questo, ma anche degli oltre 1.300 testimoni che verrebbero chiamati a deporre facendo dilatare i tempi del processo in modo affatto insostenibile e non ha senso convocare 28 testimoni per l’udienza del prossimo venerdì 9 novembre per accorciare i tempi.
Il parterre legale delle parti civili istituzionali non ha fatto ancora sentire la sua voce, né si capisce cosa ci facciano Legambiente, WWF, CGIL, ASL, i comuni di Tortora e Praia a Mare, la Provincia e la Regione, ieri complici ed oggi accusatori, imentichi di essere stati questi ultimi ad autorizzare lo scarico in mare dei liquami depurati si e no.
Intanto la gente si ammala e continua a morire, mentre in noi resta l’amarezza per i tanti misfatti dei quali nessuno domani potrebbe rendere conto.
E sì che di misfatti i signori Marzotto ne hanno consumati tanti, l’ultimo l’abbiamo appreso oggi dai media inerente il sequestro di beni per 65 milioni di Euro per furbate nei confronti del fisco.
Noi dello SLAI Cobas e Medicina Democratica - quest’ultima degna compagna di viaggio - saremo presenti ad ogni udienza, auspicando un pari coinvolgimento delle strutture legali del indagato la cui competenza non è seconda a nessuno.

Praia a Mare (CS), 5 novembre 2012
Alberto Cunto
Coordinatore prov. Slai Cobas Cosenza
SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 80038 Pomigliano D'Arco (NA) Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano  Tel. 02 8392117

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Da: Lavoratori autoconvocati assemblealavoratori@libero.it
A:
Data: Mar 6 Nov 2012 3:44 pm
Ogg: MARCEGAGLIA: LICENZIATO PERCHE’ AVEVA FREDDO

MARCEGAGLIA: LICENZIATO PERCHE’ AVEVA FREDDO
Alla Marcegaglia di Milano continua la repressione contro i lavoratori che rivendicano i propri diritti.
Dopo il licenziamento disciplinare di Andrea Dedato la settimana scorsa, venerdì 2 novembre è toccato a Marco Albanese ad essere licenziato per motivi disciplinari perché sorpreso ad attrezzarsi per sopportare il freddo.
I capannoni della Marcegaglia di Milano sono stati costruiti negli anni trenta del secolo scorso e sono privi di qualsiasi impianto di climatizzazione che regolino le temperature come richiesto dalla legge 81/08.
Negli anni passati i lavoratori avevano manifestato e rivendicato più volte per i disagi climatici dove si passa dai 50 gradi estivi ai meno 10 invernali, ma la Marcegaglia è stata sempre sorda alle richieste dei lavoratori adducendo a pretesto gli alti costi che doveva sostenere e tollerava che i lavoratori si attrezzassero per conto proprio per sopportare i disagi climatici.
Tutto questo a Marco Albanese non è stato permesso sia perché attivo sindacalmente, sia perché è stato oggetto di continue intimidazioni e provocazioni a seguito di un grave infortunio alla mano.
Il licenziamento di Marco come quello di Andrea sono ingiusti dove l’arroganza padronale calpesta i diritti dei lavoratori e la loro dignità e pertanto ne chiediamo il rientro al loro posto di lavoro.
Chiediamo a tutti voi che leggete non solo di far sentire la vostra solidarietà ai lavoratori ma di partecipare e sostenere la lotta affinché rientrino.
Alla luce del clima di terrore che hanno creato in fabbrica dobbiamo ridare fiducia ai lavoratori che sono dentro, solo con la lotta si vince ed il braccio di ferro con la Marcegaglia va vinto con il sostegno di tutti i lavoratori dentro e fuori ovunque lavorino.
AUTOCONVOCATI IN MARCEGAGLIA

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Da: USB Perugia perugia@usb.it
A:
Data: 09/11/2012 11.04
Ogg: LA LOTTA DEI LAVORATORI DELL’ILVA

IMPORTANTE A TUTTE LE FEDERAZIONI E A TUTTE LE STRUTTURE USB
La lotta dei lavoratori dell'ILVA che soprattutto nel reparto del Movimento Ferroviario, dove è morto il giovane Claudio Marsella, ha assunto un peso specifico più che rilevante per la durata dello sciopero (SINO AD OGGI 10 giorni) e per la valenza a livello generale per tutti coloro che difendono la sicurezza e la salute sul posto di lavoro, oltre che per le pesantissime responsabilità di Fiom, Fim e Uilm, NECESSITA URGENTEMENTE DI UN SOSTEGNO CONCRETO, oltre che della solidarietà di tutti noi.
Domani, 10 novembre, saremo a Taranto per la manifestazione promossa dal Presidio dei Lavoratori in Sciopero e alla quale stiamo lavorando per farla diventare una scadenza importante.
L'appello che facciamo a tutte le strutture e le Federazioni e a tutti i compagni e le compagne è di sostenere anche economicamente la lotta di questi lavoratori che hanno già perso 10 giorni di lavoro.
SOTTOSCRIVIAMO TUTTI E FACCIAMO SOTTOSCRIVERE A CHI CI E' VICINO SUI POSTI DI LAVORO E NON SOLO SOSTENERE I LAVORATORI DELL'ILVA IN SCIOPERO SIGNIFICA DIFENDERE LA DIGNITA' E LA SICUREZZA DI OGNI LAVORATORE.
Sotto trovate l'IBAN per effettuare il bonifico bancario e presto sul sito di USB si potrà sottoscrivere anche direttamente con carta di credito

CASSA DI RESISTENZA PER I LAVORATORI DELL´ILVA IN SCIOPERO
versando il proprio contributo sul C/C intestato a :
Cassa di resistenza ILVA Taranto
IBAN IT 17 W 03127 03201 000000001801

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Da: COBAS Pisa confcobaspisa@alice.it
Data: 09/11/2012 15.23
A:
Ogg: SCIOPERO GENERALE 14 NOVEMBRE

L'Europa lotta il 14 novembre
SCIOPERO GENERALE
In Italia i Cobas lo indicono per l'intera giornata

Il governo Monti prosegue nell'attacco allo “stato sociale”, al pubblico
impiego, al lavoro privato, ai servizi pubblici e sociali (accanendosi contro i sistemi della sanità, della scuola e dei trasporti, bruciando occupazione e diritti), continuando anche a imporre nuove tasse, come il nuovo aumento dell'IVA
E' un governo che ha già imposto un taglio feroce della spesa sociale, l'aumento dei ticket sanitari, l'istituzione dell'IMU, il furto delle pensioni, la cancellazione dell'art. 18 e la riduzione drastica delle indennità di mobilità e di CIG.
Risultato:
1. devastazione delle condizioni di vita,
2. peggioramento delle condizioni e del rapporto di lavoro,
3. migliaia di licenziamenti al mese a causa della chiusura di posti di lavoro,
4. immiserimento del salario,
5. intensificazione dello sfruttamento del lavoro,
6. imposizione, da parte della gerarchia aziendale, di una disciplina tesa a schiacciare la dignità di chi lavora.
E' NECESSARIO IMPEDIRE A QUESTO GOVERNO
DI CONTINUARE A COLPIRE CHI HA SEMPRE PAGATO
E' UNO SCIOPERO GENERALE CHE IN ITALIA VUOLE IMPORRE IN PRIMO LUOGO:
CANCELLARE le leggi degli ultimi governi (fino a quella recente, la “spending review ”, che sta massacrando la spesa pubblica e sociale ) e il disegno di legge finanziaria (altrettanto massacrante);
CONQUISTARE forti aumenti del salario e delle pensioni; il blocco dei licenziamenti; la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; la salvaguardia e il rilancio del sistema dei servizi pubblici e sociali, in primo luogo sanità, istruzione e trasporti.
PER QUESTO I COBAS, raccogliendo l'invito internazionale a protestare insieme all'Europa che lotta il 14 novembre prossimo, giorno di sciopero generale in Spagna, Portogallo e Grecia e di mobilitazione in tutta Europa, INDICONO PER LO STESSO 14 NOVEMBRE LO SCIOPERO GENERALE DELL'INTERA GIORNATA NEL PUBBLICO IMPIEGO E NEL LAVORO PRIVATO.
È ORA DI DIRE BASTA!
SCIOPERO GENERALE IL 14 NOVEMBRE
APPUNTAMENTO ALLE ORE 9,00 IN PIAZZA GUERRAZZI

CONFEDERAZIONE COBAS
r.i.p. via s. lorenzo 38 pisa 27/10/2012. tel.: 050 8312172, e-mail: confcobaspisa@alice.it

----------------------Da: Senzapatria News anarres56@tiscali.it
A:
Data: 11/11/2012 6.13
Ogg: SOLIDARIETÀ AGLI SCIOPERANTI ILVA

9 novembre 2012
Domani apriremo un conto corrente, di cui comunicheremo l’intestazione ed il codice iban, in cui gli operai del comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti verseranno il corrispettivo economico delle 4 ore di sciopero indetto il 30 ottobre a seguito dell’incidente mortale in cui ha perso la vita l’operaio Ilva di Taranto Claudio Marsella. La somma totale che si riuscirà a raccogliere sarà divisa come segue:
- 50% alla famiglia di Claudio Marsella;
- 50% ai lavoratori del MOF che in maniera compatta e determinata sono in sciopero dal 30 di ottobre. Ricordiamo che gli stessi, non svolgendo regolare attività lavorativa, per questi non giorni non saranno retribuiti.
Indicheremo anche una data di scadenza entro cui poter effettuare donazioni e la gestione delle entrate sarà totalmente trasparente grazia alla frequente pubblicazione su questa pagina dell’estratto conto.
Chiunque abbia voglia di contribuire può farlo liberamente pur essendo un operaio Ilva che non ha scioperato il 30 ottobre o un semplice cittadino. Ringraziamo coloro che vorranno partecipare a questa iniziativa anche solo diffondendola.
Con questo, scarno, comunicato i lavoratori del reparto di movimentazione ferroviaria (MOF) dell’ILVA di Taranto che (al momento in cui scrivo) sono al decimo giorno di sciopero continuativo (dal 30 ottobre 2012) aprono la sottoscrizione nazionale di solidarietà a sostegno alla famiglia del giovane operaio “assassinato” sul lavoro e agli scioperanti che (al 100%) hanno bloccato il reparto con un’unica e semplice richiesta: la cancellazione dell’accordo siglato nel 2010 da Fim, Fiom e Uilm che – in cambio di una miseria una tantum – ha barattato, in nome della produttività, la salute e la sicurezza sul lavoro.
La contestazione al ruolo cogestionario assolta dal sindacalismo “padronale” è durissima ed intransigente e si è concretizzata – oltre che in contestazioni di piazza – anche nella totale diserzione dell’assemblea – sui temi della sicurezza – indetta ieri, 8 novembre dai sindacati che “cogestiscono” lo sfruttamento operaio.
In un sistema come il nostro che funziona per deleghe, tavoli con rappresentanti dai quali si decidono le sorti di un’intera città, mi viene facile valutare l’azione del comitato spontaneo -sorto con la contestazione del 2 agosto scorso – come sola ed unica pressione nei confronti dei soggetti che, nolenti o volenti, hanno voce in capitolo nelle questioni, sia rappresentanti sindacali o politici siano essi ministri o sottosegretari. Qui si parte da una base concettuale completamente diversa: “Siamo stanchi di far decidere il nostro futuro ad altri. Il lavoro da fare è auto-organizzarsi dal basso e iniziare a decidere, in maniera popolare e assembleare, il nostro destino, e – mi riferisce un aderente al comitato – non delegando nessuno. Anche nel comitato esistono portavoce provvisori, che cambiano di volta in volta. Poi, partecipare a quei tavoli, non serve a niente. Solo con un cambiamento dal basso, i cittadini potranno riprende in mano le redini della città – e, senza mezzi termini aggiunge – togliendo di mezzo chi ci ha governato, dal centro-destra al centro-sinistra, nei consigli comunali quanto regionali.” Colpisce, dopo queste parole così determinate e forti la presenza di chi nel sistema politico così come adesso è fatto, non tanto ci ha creduto nel passato ma, ricoprendo oggi determinati ruoli nelle rappresentanze, dimostra di crederci ancora. Quindi il Comitato si propone d’essere un laboratorio di un nuovo – per la città – modo di concepire la proposta e il processo decisionale politico – dal basso, appunto – oltre che uno dei simboli del “Caso Taranto”.
Dal 2 Agosto, data di nascita ed irruzione nelle piazze, il Comitato ha provveduto alla creazione di gruppi di lavoro per la formulazione di proposte per Taranto, con l’apporto di tecnici e studiosi. E ricordiamo, a tal proposito, una Piazza della Vittoria, piena di cittadini accorsi in una sera d’estate ad ascoltare Guido Viale. Una di queste proposte del Comitato è imperniata sul concetto di reddito, una proposta ancora in fase di discussione, e che indubbiamente costituisce una novità rilevante.
L’evolversi della situazione e, soprattutto, la risposta padronale alla protesta operaia (che, nel frattempo, si estende ad altri reparti) ci fornirà elementi utili per comprendere quali modalità occorrerà “mettere in campo” per opporsi efficacemente alla strategia dilatoria ed intimidatoria del gruppo dirigente ILVA.
Da parte nostra, raccogliendo l’invito del comitato di sciopero, inviterei tutti ad aprire una campagna di sottoscrizione nazionale a sostegno degli operai ILVA in sciopero che – oltre a perdere lo stipendio – rischiano seriamente il posto di lavoro.

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Da: COBAS Pisa confcobaspisa@alice.it
A:
Data: 11/11/2012 10.06
Ogg: LA POSIZIONE DELLA CONFEDERAZIONE COBAS SUGLI ESUBERI SODEXO

con viva richiesta di pubblicazione
Marcello Pantani e Federico Giusti per la confederazione COBAS

Lettera aperta alla città: sosteniamo il presidio permanente delle lavoratrici Sodexo davanti al Pronto Soccorso di Cisanello.
Le lavoratrici protagoniste del presidio davanti al Pronto Soccorso di Cisanello sono un esempio per noi tutte/i perché dimostrano alla azienda Asl, alla multinazionale Sodexo e a tutti i lavoratori e le lavoratrici che solo con la lotta potremo difendere occupazione, salario, diritti, la nostra stessa dignità calpestata dalle logiche del profitto e della speculazione.
Proprio mentre crescono del 36% gli utili della Sat (azienda che gestisce l'areoporto di Pisa) si prospetta per molti lavoratori addetti ai bagagli la cassa integrazione, senza alcun intervento degli enti pubblici proprietari delle azioni societarie della Sat.
Allora, come non solidarizzare incondizionatamente con le lavoratrici e le ragioni del Presidio?
E' ormai chiaro, come sostenuto dalla stessa Direzione Asl, che Sodexo Italia ha utilizzato strumentalmente i tagli della “spending review” (che a scanso di equivoci vanno condannati perché colpiscono salari e servizi) per aprire una ingiustificabile campagna di licenziamenti, insomma accrescono i profitti riducendo la spesa del personale per abbassare un costo del lavoro già oggi fin troppo basso.
Di fronte a questo ricatto inaccettabile, i Cobas non hanno dubbi e stanno dalla parte delle lavoratrici Sodexo e del loro presidio.
Invitiamo la Regione, gli Enti locali ad intervenire su Sodexo per il ritiro dei licenziamenti e qualora dovessero esserci alcuni esuberi ci sia l'obbligo della ricollocazione in altri cantieri del territorio pisano delle lavoratrici che perderanno il posto.
Ma ancora prima di stabilire i numeri degli esuberi occorre rispondere ad una domanda:se al personale venivano richiesti continui straordinari, come si fa a parlare di manodopera in esubero? Risponda a questa domanda non solo Sodexo, ma Azienda Ospedaliera e Regione.

CONFEDERAZIONE COBAS PISA
sede di Pisa via S. lorenzo 38
contatti 349 84 94 727


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From: USB - Segreteria Nazionale segreteria@usb.it
To:
Date: Mon, 12 Nov 2012 13:05:01
Subject: COMUNICATO STAMPA SICUREZZA SUL LAVORO

COMUNICATO STAMPA
La sicurezza sul lavoro per il diritto alla vita.
USB esprime cordoglio per l’ennesimo omicidio sul lavoro che ha colpito un giovane operaio ieri a Fiumicino aeroporto.
L'USB Trasporto Aereo esprime tutto il suo cordoglio per la morte dell'operaio che ieri sera ha perso la vita nel grave incidente avvenuto a Fiumicino aeroporto, durante le operazioni di scarico bagagli e si stringe al fianco dei familiari e dei colleghi dell’ operaio.
Riteniamo doveroso accendere, ancora una volta, l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro. Elemento centrale tanto più quando le aziende continuano ossessivamente nella ricerca del guadagno a tutti i costi, attraverso l’aumento della produttività, della flessibilità e della precarietà del lavoro.
E’ necessario ed urgente garantire un più elevato livello di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, per fare questo occorre avere una diversa cultura del lavoro, fondata sul rispetto della vita e sulla priorità di chi lavora.
Non è pensabile che in nome del profitto si metta in secondo piano la vita e la salute dei lavoratori: i criteri dei contratti di appalto al ribasso, nel sedime aeroportuale, ne sono, in parte, le drammatiche conseguenze.
Non si possono piangere le perdite dopo che sono avvenute, serve l’applicazione delle norme, la garanzia del controllo e un esame dicoscienza vero delle aziende, rispetto agli accadimenti sempre più dolorosi,conseguenza, talvolta, di mancati investimenti sullo“scomodo” tema della SICUREZZA SUL LAVORO.
USB quindici giorni fa ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Civitavecchia proprio sul tema della sicurezza dei lavoratori aeroportuali a seguito di un incidente occorso ad un lavoratore.
USB da sempre si batte per tali fondamentali argomenti e continuerà a farlo anche attraverso la mobilitazione di tutti i lavoratori, perché la vita è un diritto che non si può barattare.

12 novembre 2012
USB Lavoro Privato Trasporto Aereo

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Da: Coordinamento nazionale COBAS coordinamento.nazionale@slaicobas.it
A:
Data: 10/11/2012 10.40
Ogg: PAOLA (CS): QUALCHE NOVITA’ AL PROCESSO MARLANE MARZOTTO

QUALCHE NOVITA’ AL PROCESSO MARLANE

Scongiurato l’eccessivo allungamento dei termini del processo Marlane Marzotto: è quanto emerso ieri nell’udienza tenutasi presso l’aula Caldora del tribunale di Paola.
Non verranno dunque ascoltati gli oltre 1.300 testi della lista stilata dalla Procura, ridotti ragionevolmente al numero più praticabile di 480 consulenti compresi. Anche il numero delle udienze mensili dovrebbe subire una intensificazione, a differenza delle due attualmente fissate, e ciò allo scopo di addivenire ad un radicale ridimensionamento dei tempi necessari a concludere esaustivamente l’iter procedurale.
Al cospetto di un’aula semivuota per la defezione di molti avvocati dell’accusa, sul banco dei testimoni si sono avvicendate figure istituzionali e familiari delle vittime Marlane, pungolate dai PM e censurate come al solito in modo deciso dagli avvocati della difesa. Ascoltare ogni volta storie di morte e di patologie irreversibili, mentre si assiste all’indifferenza dei patrocinatori degl’imputati è triste ed avendo vissuto le situazioni narrate è difficile trattenersi dal reagire per lo sdegno. Organizzare, come annunciato, manifestazioni da parte di non meglio identificate organizzazioni è senz’altro tardivo, essendo sovente le stesse che ieri si guardavano bene dall’appoggiare le rivendicazioni dello SLAI Cobas definite con sufficienza anacronistiche.
L’anno che sta per finire dovrebbe essere foriero di novità per questo processo che nessuno voleva, istruito presso un tribunale salvatosi fortunosamente dalla soppressione, con avvocati di parte civile avvezzi a liti di condominio ed incidenti stradali. Le nostre scarse forze e l’incomprensione con la Procura, mediata maldestramente da alcuni avvocati, non ha permesso d’invocare “l’omicidio volontario ed il dolo eventuale” impedendoci di ricorrere in Assise pur essendocene le condizioni.
Per il nostro sindacato è stato già un grande successo essere riusciti ad avviare il processo così com’è, pur lamentando il mancato conferimento di tutti e 20 ettari dell’area industriale al “sequestro conservativo”, ovvero a garanzia patrimoniale, e ciò ancora una volta è da imputare alla visione miope dei precedenti nostri avvocati. Salvo variazioni dell’ultim’ora la prossima udienza è fissata per il 23 novembre, speriamo che in quell’occasione ci vengano date più certezze e meno parole.

Comunicato SLAI COBAS Cosenza, 10/11/12.
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 80038 Pomigliano D'Arco (NA) Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano  Tel. 02 8392117

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