giovedì 11 aprile 2013

"In Italia non si fanno i processi per l'amianto"




La denuncia del pm Guariniello alla presentazione del piano nazionale sull'asbesto. E il ministro Balduzzi: "Ora l'Italia è un riferimento europeo in materia: abbiamo tolto la questione dall'oblio, molto resta da fare. Sul caso Eternit dev'essere fatta giustizia effettiva"
"Siamo in un Paese in cui i processi penali in materia di amianto non si fanno, nemmeno nelle zone in cui i casi di mesotelioma sono molto diffusi. Si dovrebbe cercare di capire perché questo avvenga". Lo ha detto il pm di Torino, Raffaele Guariniello, che ha rappresentato l'accusa nel processo Eternit, durante il suo intervento all'incontro di presentazione del Piano nazionale amianto in corso a Casale Monferrato, uno dei luoghi maggiormente colpiti dalla vicenda, essendo stata teatro della vicenda Eternit e dove soltanto ieri sera una donna di 36 anni è morta di mesotelioma.

"Sono stato in molte regioni italiane - ha spiegato Guariniello - e ho parlato con colleghi, con lavoratori e con cittadini, prendendo atto che i casi di tumori provocati dall'amianto non sono mai stati segnalati all'autorità giudiziaria. Le conseguenze sono devastanti, perché si diffonde tra le imprese l'idea che le regole ci sono ma si possono violare senza incorrere in responsabilità penali e si diffonde tra le vittime un senso di giustizia negata".
Guariniello ha anche chiesto al ministro della Salute Renato Balduzzi, presente ai lavori, di "istituire un Osservatorio sui tumori professionali, in particolare da amianto, che alimenti interventi immediati degli organi di vigilanza e dell'autorità giudiziaria", e ha ribadito la sua proposta di creare "una Procura nazionale sulla sicurezza del lavoro".

L'incontro è stato aperto dal ministro Balduzzi, che ha detto: "Abbiamo risollevato la questione dei danni dell'amianto da un certo oblio, mentre dobbiamo tenere sempre alta l'attenzione per vincere una battaglia molto difficile come quella della ricerca". "Negli ultimi venti anni - ha osservato Balduzzi - non erano stati fatti molti passi avanti e abbiamo voluto dare una svolta, consentendo a tutti gli specialisti, non solo a livello nazionale, di lavorare insieme. Per questo abbiamo posto il problema a livello europeo e l'Italia è diventata il punto di riferimento del cammino europeo su questi temi, avendo avuto il mandato di organizzare la rete europea dei centri nazionali di riferimento per quanto riguarda la cura e la ricerca sul mesotelioma pleurico". Il ministro ha anche messo in evidenza la "disinformazione" che "nel mondo" sta ancora caratterizzando il tema, specificando che "tutto l'amianto è considerato dalla comunità scientifica internazionale come pericoloso" e che "non esistono un amianto 'buonò e uno 'cattivo'". "Abbiamo coinvolto l'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro di Lione e l'Organizzazione mondiale della Sanità - ha concluso Balduzzi - perché non dobbiamo farci strumentalizzare".

Il Piano amianto, che definisce le linee di azione da intraprendere nel medio e lungo termine nelle tre macro-aree della tutela della salute, della tutela ambientale e della sicurezza del lavoro e tutela previdenziale, è all'esame della Conferenza unificata (composta da rappresentanti di Stato, Regioni, Province e Comuni), che dovrebbe esprimere le sue considerazioni giovedì prossimo, e verrà successivamente presentato al Parlamento. "Sulla vicenda Eternit - ha precisato Balduzzi - giustizia deve essere fatta; ma deve essere effettiva, non solo scritta in atti formali. In questo momento, comunque, lo Stato non è assente: tutti stanno facendo la propria parte".

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