mercoledì 20 marzo 2013

No al secondo inceneritore a Terni. Printer va smantellato







Abbiamo voluto portare alla luce una notizia che ha dell'incredibile se non fosse vera, e cioè l'ipotesi di acquisto dell'impianto di incenerimento a pirolisi di Printer srl da parte della Tozzi Holding Spa di Ravenna.

Questa impresa attraverso una sua controllata, la Tozzi Renewable Energy spa, ha costituito una società, la Terni Biomassa srl che ha come oggetto la produzione di energia da fonti rinnovabili. Cioè l'ennesima operazione di speculazione economica legata agli incentivi pubblici dati alle fonti "rinnovabili" che ormai abbiamo capito sono uno degli inganni della tanto decantata green economy. Tra l'atro la Tozzi ha disseminato la Puglia di centrali a biomasse creando ogni volta forte opposizione sui territori investiti da questi progetti. Fa parte poi delle multinazionali che in Africa comprano immensi appezzamenti di terra per coltivare piante da cui ottenere "bio"carburanti, fenomeno conosciuto come land grabbing "arraffa terra", che genera spesso allontanamenti forzati di intere comunità, come testimonia anche una camapgna di Action Aid. Il tutto ammantato dalla retorica green,e da collaborazioni con diverse università e centri di ricerca. La scienza, lo sappiamo, non sempre fa scelte libere.

Ovviamente invitiamo la Tozzi a desistere dai suoi intenti o ci troverà fermi nell'opposizione. Invitiamo Sindaco e Regione a verificare urgentemente se l'impianto Printer  è in possesso di Autorizzazione Integrata Ambientale e la sua durata, e soprattutto ad impedire quest'ulteriore affronto alla città di Terni che ha già il suo bel da fare con l'inceneritore di ACEA, la cui partita è ancora aperta.

La Regione acquisti l'impianto, lo smantelli e sull'area faccia nascere il Polo del Riciclo con ASM, avviando una gestione virtuosa e pubblica dei rifiuti. Questa è l'unica cosa degna di senso da fare. Non ci potranno essere soluzioni intermedie.



Comitato No Inceneritori Terni

1 commento:

piero canestrini ha detto...

Da come hai presentato l'articolo mi pare che non sai distinguere la differenza abissale che c'è tra un termovalorizzatore che brucia rifiuti e un impianto a Pirolizzazione che di fatto non brucia ma scompone i rifiuti attraverso un processo termochimico dove le molecole si trasformando in syngas e combustibili semplici, senza inquinare.
Basta con chi spara su tutto quello che potrebbe salvare l'ambiente,senza capirne il funzionamento, non costruiamo termovalorizzatori, ma impianti a Pirolisi.